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NBA, il pugno estivo, la frattura alla mano: Danilo Gallinari svela i suoi segreti

NBA

L’azzurro racconta che del gruppo della nazionale non ha più sentito nessuno, “solo Belinelli e Messina via mail”, prima di confidare che la mano destra infortunata con il pugno a Kok gli dà ancora problemi: “Quando vado in penetrazione appoggio a canestro con la sinistra”

Al seguito dei Clippers nella trasferta a Est, nella città che ha chiamato sua all’ingresso nella NBA, Danilo Gallinari ha rilasciato un’intervista a La Gazzetta dello Sport che fa il punto sul complicato inizio di campionato, sia dal punto di vista personale (l’ennesimo infortunio) che di squadra (perse 9 gare in fila, 11 delle ultime 12). Fanno scalpore però – più ancora delle parole sul difficile momento dei Clippers – un paio di affermazioni che lo riguardano personalmente, una in ottica NBA, l’altra che invece torna a sollevare le polemiche seguenti il suo infortunio estivo, che lo ha tenuto fuori dagli ultimi Europei. Perché, sentire Gallinari, dal fattaccio di questa estate i rapporti e la comunicazione con il gruppo della nazionale si sono congelati, e nessuno si è fatto sentire: “Né il presidente Petrucci, né i compagni. Sinceramente mi aspettavo di sentire qualcuno, in particolare dalla federazione. Io mi sarei comportato in modo diverso. Lo sanno tutti che ho commesso un errore. Del gruppo dell’Europeo ha chiamato solo il Beli [Marco Belinelli], e mi sono sentito via mail con Messina”, dice. Sembra Deluso, l’ala dei Clippers, che non per questo mette in dubbio la sua fedeltà eterna alla maglia azzurra: “Certo, per quella maglia faccio qualsiasi cosa”, Più ancora di quanto occorso in passato, però, a preoccupare dovrebbero essere le conseguenze future, soprattutto in ottica NBA, visto che Gallinari racconta così gli strascici che ancora lo condizionano dopo il famoso pugno a Kok. “Nonostante la fisioterapia ho meno forza, soprattutto quando rilascio il pallone. Ci vorrebbe un’operazione che però i medici mi sconsigliano. E quando vado in penetrazione ora appoggio a canestro con la sinistra”. 

Le conseguenze dell'incidente estivo

Una dichiarazione che davvero non dovrebbe lasciare tranquilli né i tifosi di L.A. né quelli dell’azzurro, sia per l’accenno alla necessità di un intervento chirurgico per potersi mettere definitivamente alle spalle l’infortunio (che pero i medici “sconsigliano”) sia per il fatto che non è cosa da poco se un giocatore non si trova più a suo agio a tirare con la sua mano forte, che per Gallinari ovviamente è la destra, quella fratturatasi nel pugno a Kok. Intanto al Los Angeles Times prova ad abbozzare i suoi tempi di recupero dall’infortunio al gluteo: “Dai 7 ai 10 giorni, spero: mi aspettavo di poter rientrare prima, ma non sta andando in quella direzione”. Poi aggiunge: “Voglio tornare in campo, ma dopo aver giocato sull’infortunio ora il mio corpo è più cauto”. Per il resto, costretto a essere osservatore esterno nelle ultime settimane di competizione, il n°8 dei Clippers non sembra troppo impressionato né dagli imbattibili Celtics di questo periodo (15 vittore in fila) né dai positivissimi Houston Rockets a Ovest: “Alla fine si ritroveranno di nuovo in finale Golden State e Cleveland. Gli Warriors quando giocano bene sono di un altro livello. Si parla di Curry, Green, Thompson, Durant per il loro contributo in attacco – dichiara Gallinari – ma da anni hanno una delle difese più toste della NBA”. E in America c’è un detto sempre valido: gli attacchi vendono i biglietti, le difese vincono i titoli. 

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