07 dicembre 2017

NBA, Cleveland batte i Kings grazie a ‘Chicago’: 13° successo in fila, record di franchigia eguagliato

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LeBron James trascina i vice-campioni NBA al successo anche contro Sacramento; per lui 32 punti, 11 rimbalzi, 9 assist e la tripla decisiva a 15 secondi dal termine, messa a segno dopo aver espressamente richiesto lo schema a coach Lue durante il timeout: “Voglio Chicago…”

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Cleveland Cavaliers-Sacramento Kings 101-95

IL TABELLINO

Il gioco di parole viene fin troppo facile, ma a Cleveland sembrano davvero aver trovato la combinazione giusta. Niente schedina del totocalcio, ma soltanto la striscia più lunga di successi mai raccolta dai Cavaliers in regular season: 13 vittorie consecutive (record eguagliato, già successo due volte in passato) che hanno ribaltato l’inerzia delle prime tre settimane fatte invece di alti (pochi) e bassi (molti). Merito di un LeBron James accecante, ancora una volta decisivo e in totale controllo della situazione: 32 punti, 12/18 al tiro, 11 rimbalzi, 3 recuperi, 2 stoppate e 9 assist uno più bello dell’altro. Visioni prima ancora che passaggi. Il microcosmo della partita, la descrizione migliore della gara vinta dai Cavs è l’ultimo tiro; quello realizzato da James a 15 secondi dal termine. Punteggio 97-95 Cleveland, serve il colpo del ko. Il numero 23 parte spalle a canestro, ma riceve uscendo verso il perimetro e allo stesso tempo girandosi verso il tabellone. Qualche istante d’esitazione, passo dentro l’area, step back e tiro da tre punti: solo rete. Uno schema semplice, che nello spogliatoio dell’Ohio chiamano “Chicago”, dopo che James trovò in una situazione simile d’isolamento un importantissimo canestro sulla sirena dall’angolo contro i Bulls ai playoff. “Stavo per disegnare uno schema diverso sulla lavagnetta, quando LeBron ha detto durante il timeout ‘voglio Chicago’, al ché io ho semplicemente replicato ‘OK’. Abbiamo messo la palla nelle sue mani e ha segnato il canestro della vittoria”. Conciso coach Lue, che non bluffa e non nega il fatto che, arrivati a un certo punto, "decide lui". Una partita meno scontata di quanto pronosticato alla vigilia, con i Kings che hanno tenuto il passo dei vice-campioni NBA per oltre 47 minuti, abili a rispondere colpo su colpo grazie ai 18 punti, 10 rimbalzi e 6 assist di Zach Randolph e ai 32 punti segnati in combinata in uscita dalla panchina da Frank Mason III e Buddy Hield. Gli stessi messi a referto da Jeff Green (17) e Kyle Korver (15) dall’altra parte, con l’ex giocatore degli Hawks che ha mandato a bersaglio tre triple cruciali a inizio quarto periodo. “LeBron è incredibile - racconta il numero 26 -, a lui basta semplicemente chiedere il pallone per darti la sensazione del tipo ‘non preoccuparti, questa la vinciamo’. Io ho giocato con diversi MVP, con Derrick Rose, con Allen Iverson. Ma lui è diverso, sta portando tutto a un livello mai visto. E io mi sento fortunato ad avere un posto migliore di quelli in prima fila per godermi lo spettacolo, visto che spesso sono al suo fianco sul parquet”.

“Venticinque, proviamo a vincerne 25 in fila e poi ne riparliamo”

A proposito di Rose, l’ex giocatore dei Bulls è tornato in gruppo e ha parlato brevemente della sua situazione fisica e mentale con i compagni. Non molti dettagli sono trapelati, se non il fatto che il numero 1 ha chiesto scusa a tutto il gruppo per l’assenza. “Non è un ragazzo di molte parole”, racconta coach Lue. “Ma averlo di nuovo con noi è la cosa migliore. Vedere come tutto il gruppo l’ha accolto a braccia aperte fa capire che tipo di persona è”. Anche lui, come tutto il resto dei suoi compagni, non vede l’ora di poter giovare di questa ennesima rivisitata (e migliorata) versione di James. Contro i Kings, tra le altre cose, anche cinque triple a bersaglio per il Re: il maggior numero di canestri dalla lunga distanza raccolti in una singola gara in questa stagione. Mai dopo 25 partite ne aveva realizzate così tante (52), tirando così bene (43%). Merito anche delle scarpe verrebbe da dire, cambiate per ben tre volte da James durante la partita. Scaramanzia, ma non soltanto quella, visto che quando il numero 23 ha indossato quelle migliori ha realizzato ben 20 punti, tirando 7/10 dal campo. Questo soltanto uno dei tanti tasselli che hanno rimesso in carreggiata i Cavs, anche se per fare la storia servirebbe molto di più: “Venticinque”, sottolinea LeBron, fissando il limite. “Prima di quello non ha molto senso star lì a contare le vittorie consecutive. Perché a quel punto si è vicini a 33 (quelle conquistate dai Lakers nel 1971-72, nrd) e significherebbe record ogni epoca. Al momento non siamo neanche lontanamente vicini a quello. Ci sono quasi riuscito a Miami. Eravamo arrivati a 27, prima di perdere contro Chicago”. Sì, la stessa Chicago che questa volta ha significato vittoria. La città di Derrick Rose, quella dove ha giocato anche Kyle Korver e tutti gli altri protagonisti di questa gara. La squadra del destino, nel bene o nel male. La prossima sfida contro i Bulls sarà il prossimo 21 dicembre, sfida precedente a quella di Natale contro Golden State. Chissà se la prossima volta significherà vittoria o sconfitta.

La super prestazione di LeBron James

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