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Del Piero e la NBA: "Che scontro Kyrie-LeBron, seguo Lonzo sin dal college"

NBA

Alessandro Del Piero ci racconta il suo punto di vista sulla stagione NBA: dai Rockets che puntano a superare gli Warriors, al testa a testa tra Boston e Cleveland, passando per Danilo Gallinari, diventato suo "concittadino" in quel di Los Angeles

Non capita tutti i giorni di poter sedersi a fare quattro chiacchiere NBA con Alessandro Del Piero, che oggi si divide tra Los Angeles, dove vive, e l’Italia, dove torna spesso, per impegni di lavoro e non solo. L’ex leggenda del nostro calcio è da sempre grande appassionato di basket americano, tifoso spesso in prima fila (anche a Oakland alle ultime finali NBA) e amico di parecchie superstar dei parquet USA, da Steve Nash a Kobe Bryant, oltre ovviamente ai nostri Danilo Gallinari e Marco Belinelli. Da losangelino di adozione, la chiacchierata parte da Ovest, da quella Western Conference considerata la metà più forte della lega e che oggi vede in Houston e Golden State le due squadre di vertice, con i primi al momento perfino davanti ai campioni NBA in carica, sfruttando le magie della coppia formatasi in estate, con Chris Paul a raggiungere James Harden. Dalla loro intesa e da quelli che possono essere i loro obiettivi inizia la nostra chacchierata con Alessandro Del Piero.

Con Harden&Paul Houston può battere Golden State?

“Credo sia molto importante l’intesa che James Harden e Chris Paul riusciranno a sviluppare anche fuori dal campo. Non sto dicendo che devono uscire a cena assieme, ma è importante che ci sia armonia in spogliatoio, quando ci si guarda negli occhi e si percepisce che uno ha bisogno dell’altro. Se tra loro due scatta questo feeling finiranno per mettere assieme il meglio del loro talento, si aiuteranno tra di loro e aiuteranno la squadra”. Una squadra – Houston – che Del Piero vede come la più vicina ai Golden State Warriors, ma ancora non al livello dei campioni in carica: “Golden State resta un gradino sopra per quello che ha fatto vedere finora, perché ha cambiato pochissimo e poi perché ha degli assoluti fenomeni in campo. D’altra parte, però, credo che Houston debba finalmente arrivare a fare questo ultimo passo, e probabilmente mai come quest’anno potrebbe riuscirci”.

La Eastern Conference e la sfida di Kryie a LeBron

Affrontato l’Ovest, ci si sposta a Est, dove magari il livello generale è un filo inferiore ma ai piani alti sembrano in rotta di collisioni due squadre che hanno già sviluppato un’accesa rivalità nel recente passato – Cleveland e Boston – che da quest’anno è ancora più piccante dopo lo scambio estivo Isaiah Thomas-Kyrie Irving: “Kyrie che scalza LeBron dal trono della Eastern Conference? Non lo so… Non lo so – dice un esitante Del Piero – però sicuramente non vedo l’ora di vedere quella sfida, magari proprio in finale di conference. Boston contro Cleveland metterà in campo tanta qualità ma mi aspetto anche tanta cattiveria, perché fino ad adesso abbiamo visto tanti sorrisi ma quando saranno di fronte – soprattutto Kyrie Irving contro LeBron James – ci sarà davvero da ridere”. Verso il leader di Cleveland, che a 15 anni dal suo ingresso nella lega, continua ancora a dominare, riuscendo perfino a migliorarsi, Del Piero non nasconde grandissima ammirazione, quella di un campione a sua volta capace di calcare i campi di tutto il mondo ad altissimo livelli per due interi decenni: “La crescita continua di LeBron James è stata una crescita intelligente. Prima LeBron faceva tanto affidamento sul suo fisico: oggi questa componente è ancora importante ma lo è meno, perché ha saputo arricchire in tanti aspetti il suo gioco e anche se non salta più come faceva una volta usa il suo corpo in maniera diversa ma ugualmente incisiva. Oggi poi gioca solo per vincere, per arrivare al titolo, ogni stagione: questo vuol dire che magari si concede qualche piccolo riposo durante l’anno ma anche così facendo mantiene altissima la qualità del suo basket. In questo è davvero eccezionale”.

Un vicino di casa di nome Danilo Gallinari

Italiani a Los Angeles non è il titolo del nuovo cinepanettone ma una definizione che racchiude anche lo status di expat di lusso di Alessandro Del Piero e Danilo Gallinari, arrivato nella città degli angeli – sponda Clippers – da Denver, dopo la firma estiva. “Danilo lo vedo spesso – racconta Del Piero – anche recentemente siamo stati a cena assieme. A mio avviso ha fatto benissimo a venire in una città dove si sta molto molto bene, anche fuori dal campo [ride] mentre magari la situazione è un po’ più complessa se si prende in considerazione la situazione della squadra, perché sicuramente non è un momento felicissimo quello che stanno attraversando i Clippers. È difficile quando ci sono questi addii [Chris Paul] o questi forse addii [le voci su DeAndre Jordan], situazioni un po’ sospese a metà che sicuramente non aiutano nessuno. Danilo però ha sicuramente le qualità per venirne fuori come ha fatto già fino ad adesso e fare una stagione fantastica”. 

Il fenomeno Ball, in campo e fuori

Se Gallinari è il volto italiano dei Clippers, la Los Angeles gialloviola oggi si identifica, nel bene e nel male, con talento e difficoltà del proprio rookie, Lonzo Ball, seconda scelta assoluta all’ultimo Draft: “Quando l’ho visto giocare a UCLA mi ha entusiasmato: giocate fenomenali e zero pressione  - racconta Del Piero –  per lui scendere in campo coi Bruins davanti al pubblico di Los Angeles era come giocare nel giardino di casa. Devo dire che mi ha sorpreso piacevolmente anche il suo impatto nella NBA, comunque buono considerando che rimane pur sempre una matricola – e dobbiamo dargliene atto. Ovviamente adesso deve migliorare, anche se i Lakers di oggi magari non possono aiutarlo più di tanto perché sono anche loro in fase di ricostruzione. Però è un bel percorso, che lui potrà fare rimanendo qui a Los Angeles, dove si è creato un filo sentimentale che lega lui, la squadra e la città, la stessa dove è nato, cresciuto ed è andato al college”. 

La squadra del futuro e il prossimo MVP

Tanti campioni che vogliono arrivare a giugno ad alzare il Larry O’Brien Trophy, tanti altri – come Lonzo Ball – che si mettono diligentemente in coda per poter un giorno dominare la lega. Alcuni di questi formano il nucleo di almeno tre squadre – Minnesota, Philadelphia e Milwaukee – da molti considerate in rampa di lancio verso un futuro luminoso. Del Piero non ha dubbi sulla sua preferita (“Philadelphia, con Joel Embiid e Ben Simmons sono veramente tanta roba”) ma ne ha invece moltissimi quando gli si chiede di scegliere il proprio MVP NBA 2017-18: Kevin Durant, LeBron James o James Harden? “Personalmente trovo LeBron e KD ancora un gradino sopra ad Harden: ma non chiedetemi di scegliere tra i due, è davvero troppo complicato. Scusatemi”. E ci mancherebbe. 

[intervista raccolta da Zeno Pisani | video di Sheyla Ornelas]

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