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NBA, Kobe Day: niente Phil Jackson a bordocampo, ma che parata di stelle alla cerimonia

NBA

Lo storico allenatore dei Lakers non sarà presente alla cerimonia del ritiro delle maglie, ma sono tantissime le stelle del basket e dello spettacolo che hanno voluto salutare Bryant in un giorn così importante. A partire dagli attuali giocatori giallo-viola. "Se dici Lakers, dici Kobe"

Non c’è una lista ufficiale con i nomi dei partecipanti, ma a Los Angeles in pochi perderanno la cerimonia durante l’intervallo della sfida tra Lakers e Warriors. I giallo-viola ritireranno le maglie numero 8 e 24 di Kobe Bryant e la fila fuori dallo Staples Center sarà bella lunga. Ci saranno ex compagni, stelle del passato e la dirigenza losangelina al gran completo. Mancherà però Phil Jackson, che ci ha tenuto a sottolineare che sarà costretto a restare in Montana (dove è tornato a vivere dopo il licenziamento estivo da parte dei Knicks) per ragioni improrogabili. L’ex allenatore di Bryant per oltre un decennio ha sottolineato come sia costantemente in contatto con Kobe e come si sia già congratulato con lui. Jackson in fondo è soltanto uno delle decine di personaggi che nelle ultime ore hanno contribuito a raccontare la grandezza del campione dei Lakers. Jack Nicholson, Taylor Swift, Lamar Odom, Shaquille O’Neal, Snoop Dogg: questi sono soltanto alcuni dei nomi dei protagonisti dei tanti video con cui i Lakers stanno rendendo omaggio a Bryant, che ne stanno raccontato il lato personale, le ossessioni e le giocate più iconiche. Un evento planetario, al margine del quale andrà comunque in scena una partita di basket. Quella tra Lakers e Warriors, con i gialloviola e i campioni NBA pronti a godersi in primissima fila lo spettacolo.

Le parole dei giovani Lakers e dell’ex compagno Walton

Brandon Ingram ancora non ha metabolizzato la fortuna di poter vestire quei colori, in quella posizione di campo che per 20 anni è stata occupata proprio da Bryant: “Ogni giorno che entro nel tunnel per scendere in campo, ringrazio Dio per la fortuna che mi è stata data. Immaginare che lui ha vissuto 20 anni di carriera al vertice ricoprendo il mio stesso ruolo è un onore difficilmente spiegabile a parole. L’unica cosa che posso fare è allacciare bene le scarpe e provare a lavorare duro come faceva lui. Ha sempre giocato ogni partita come se fosse l’ultima, la più importante di tutte. Voleva essere il primo in tutto, il migliore ed è stato d’ispirazione per la mia generazione e per quelle che mi hanno preceduto”. Luke Walton è stato compagno di squadra di Bryant per otto anni (con il quale ha vinto anche due titoli NBA); un gregario che tanto ha imparato dalle doti di trascinatore e leader del Black Mamba: “In particolare nel quarto periodo – commenta l’attuale coach dei Lakers -, voleva marcare il miglior attaccante della squadra avversaria. Studiava tutti i video, i movimenti e le tendenza di chiunque ed era in grado di prevedere cosa avrebbero fatto. Conosceva gli schemi e le scelte che avrebbero fatto”. Sul parquet dunque sarà difficile far dimenticare quanto accadrà all’intervallo; lo sa bene anche Lonzo Ball, il principale candidato a ricevere in dote le chiavi della franchigia e a contribuire alla rinascita di una squadra ormai da troppo tempo condannata a guardare soltanto in TV i trionfi degli avversari: “Se parli di Lakers, parli di Kobe. Come ho già detto, è l’unico in grado di farsi ritirare non una ma due maglie dalla stessa franchigia. Credo che questa sia la migliore delle descrizioni: la speranza è riuscire a onorarlo sul parquet con uno show all’altezza del personaggio”.

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