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NBA, il miglior Belinelli della stagione non basta: 27 punti, ma vince OKC

NBA

Il numero 3 azzurro gioca una super partita contro i Thunder: 27 punti, 5 assist e 5 triple nella prima gara da titolare degli ultimi due anni. A vincere però è OKC grazie al solito Westbrook da 30 punti, 15 assist, 7 rimbalzi e la tripla che spezza la parità a 1.7 secondi dalla fine.

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Big time players make big time plays”, dice un vecchio adagio ripetuto spesso da Jeff Van Gundy. E l’MVP in carica Russell Westbrook è di sicuro un “big time player”: la sua tripla a 1.7 secondi dalla fine ha spezzato la parità sul 117-117 e regalato agli Oklahoma City Thunder la quinta vittoria nelle ultime sei gare, salendo al quinto posto nella Western Conference insieme ai Denver Nuggets vincenti a Portland. Un canestro tanto importante quanto amaro per gli Atlanta Hawks e soprattutto per il miglior Marco Belinelli della stagione: il nostro connazionale — partito in quintetto per l’assenza di Dennis Schröder — ha chiuso a quota 27 punti, il suo massimo in NBA da quasi due anni solari pieni. L’ultima volta che ha superato quota 23 infatti risale al 30 dicembre 2015, quando ne mise 30 con la casacca dei Sacramento Kings in una gara interna — anche quella persa — coi Philadelphia 76ers. Erano anche quasi due anni che il Beli non partita in quintetto e non si è fatto sfuggire l’occasione, mandando a segno 10 dei 18 tiri tentati con 5/10 dall’arco e 5 assist, allungando a 28 la striscia di liberi a segno con un altro 2/2 in 32 minuti di gioco. La sua grande prestazione ha propiziato più di una rimonta degli Hawks, che pur finendo sotto di 15 nel secondo quarto e di 17 nel terzo hanno recuperato piano piano fino a mettere la testa avanti a 8:49 dalla fine della gara. Un parziale di 16-5 dei padroni di casa ha però rimesso 7 punti di distanza tra le due squadre sul 104-97, ma ancora una volta gli Hawks sono riusciti a pareggiare grazie ai liberi di Ilyasova, secondo miglior marcatore di squadra con 22 punti seguito dai 20 di Malcolm Delaney e i 16 con 9 rimbalzi di John Collins dalla panchina, ma le stelle di OKC hanno finito per fare la differenza.

Il nuovo ruolo di Carmelo Anthony: tiratore sugli scarichi

Oltre a un Westbrook da 30 punti, 7 rimbalzi e 15 assist con un ottimo 12/17 al tiro, coach Donovan può godersi un Paul George da 17 (pur tirando 4/12 dal campo) e uno Steven Adams da 16+10, ma soprattutto un Carmelo Anthony da 24 punti e 7/12 da tre limitandosi a giocare sugli scarichi dei compagni, tirando quasi sempre in situazione di catch-and-shoot. Una cosa che raramente ha fatto nella sua carriera costellata di isolamenti e tiri dalla media distanza, ma che potrebbe essere la cosa migliore per questi Thunder: “Al cento per cento” ha risposto l’allenatore di OKC alla domanda se fosse questa la prestazione offensiva ideale per ‘Melo. “Gli do tantissimi meriti perché questa situazione è molto diversa rispetto al passato, ma si è rivelato estremamente disponibile a fare qualsiasi cosa per aiutare la squadra a vincere. Da allenatore non puoi fare altro che apprezzare tutto questo da uno che è in NBA da così tanto tempo e con grande successo, uno che è andato all’All-Star Game per 10 volte in 14 anni diventando uno dei grandi di questo gioco”. Il 7/12 dall’arco di Anthony è il massimo stagionale sia per tentativi che per realizzazioni e il successo che ha avuto questa sera - per di più reduce da una gara da 2/6 contro Denver - evitando i suoi classici isolamenti potrebbe rappresentare un momento di svolta per la stagione dei Thunder: “Penso che sia solo una questione di accettare questo ruolo, non ci vuole molto altro” ha commentato il numero 7 dopo la gara. “Basta solo capire che questa è la situazione in cui sono, questi sono i tiri che potrò prendermi e questo è il tipo di attacco che giocheremo: una volta accettato, bisogna imparare a lavorare in queste condizioni. È una delle cose che ho fatto nell’ultima settimana: permettere a me stesso di accettare questo ruolo e fare quello che serve per aiutare questa squadra a vincere. Mi ha aiutato la comunicazione e la visione dei filmati. Come ho detto a New York, tutti noi dovevamo capire qual è il nostro ruolo in squadra: penso di aver ormai capito quale è il mio”. Forse è proprio questo il miglior regalo di Natale possibile per tutti gli Oklahoma City Thunder, che hanno vinto 9 delle ultime 12 gare giocate.

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