Questa notte Steph Curry ha saltato la sua decima partita consecutiva, ancora alle prese con un infortunio al ginocchio il cui miglioramento è ancora imprevedibile. "Mi sento meglio, ma è un infortunio strano" ha detto a ESPN durante la sfida con i Lakers: "Ogni giorno progredisco un po’, ma non sono ancora tornato a lavorare in campo. Non è un problema che vuoi che diventi persistente perché può peggiorare"
Sembrava che l’infortunio subito da Steph Curry a fine gennaio dovesse essere di poco conto, invece questa notte la stella dei Golden State Warriors ha saltato la sua decima partita consecutiva — e altre ne sono in arrivo, per sua stessa ammissione. Curry è alle prese con la sindrome femoro-rotulea, detto anche "ginocchio del corridore", una fastidiosa infiammazione che provoca dolore e fastidio in ogni movimento e che gli ha impedito fino a questo momento di tornare a lavorare in campo. "Mi sento meglio, ma è un infortunio strano" ha detto Curry parlando con ESPN durante la partita persa coi Los Angeles Lakers. "È imprevedibile come possa guarire, ma ogni giorno dall’All-Star Game c’è dato del progresso. Non posso chiedere altro e spero di tornare a giocare presto, ma non sono ancora tornato a fare lavoro in campo. Cerco di tenermi informa e rinforzare ogni altra parte del mio corpo, sapendo che resta poco tempo prima dello sprint finale verso i playoff. Una volta tornato in campo ci sarà bisogno di sopportare il dolore, ma non è una cosa che vuoi che diventi persistente perché può peggiorare". Non proprio l’aggiornamento che speravano di avere i tifosi di Golden State e gli appassionati di basket in generale, con gli Warriors sconfitti in 6 delle ultime 10 partite senza Curry e un record in stagione di 8-13 senza poter contate sul numero 30.