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NBA, la regola "segreta" di Jay Triano per il canestro vincente di Tyson Chandler

NBA

Perché non è stata fischiata interferenza a canestro sull’ultimo possesso della gara tra Phoenix e Memphis, con la schiacciata di Tyson Chandler? Lo spiega l’allenatore dei Suns Jay Triano, diabolico nel disegnare la rimessa vincente

La rimessa a 0.6 secondi dalla fine che – sull’asse Dragan Bender-Tyson Chandler ha dato a Phoenix i due punti della vittoria sui Memphis Grizzlies – è stato il canestro di copertina della notte NBA. Una giocata tanto spettacolare quanto improbabile, che però sul momento ha anche causato qualche protesta da parte di J.B. Bickerstaff, allenatore ad interim sulla panchina di Memphis, e da alcuni giocatori dei Grizzlies. Il motivo? Una richiesta di goaltending (interferenza a canestro) da parte del centro veterano dei Suns, che in effetti riceve il pallone sopra il cilindro immaginario che parte dal ferro ed entro il quale il regolamento NBA vieta qualsiasi interferenza da parte dei giocatori. Due punti allora da annullare? Neppure per idea, e a spiegarlo meglio di tutti è coach Jay Triano, l’uomo che ha disegnato durante il time-out la rimessa che ha portato alla vittoria dei suoi Suns. “Ho sfruttato una regola che molti non sanno. La regola del goaltending infatti non si applica su quelle giocate che non possono portare direttamente a un canestro. Siccome non si può segnare direttamente da una rimessa, a Tyson era assolutamente concesso di toccare il pallone anche all’interno del cilindro”. Un autentico colpo di genio del neo-allenatore dei Suns (subentrato in corsa a inizio stagione a Earl Watson), che ha voluto raccontare anche la genesi di questa sua curiosa chiamata: “Ogni anno gli arbitri visitano le varie squadre e tengono dei clinic in cui ci spiegano gli aggiornamenti delle regole e le novità stagionali. Una quindicina di anni fa, quando ero a Toronto, gli chiesi se c’era questa possibilità di sviluppare una giocata del genere sfruttando il regolamento: prima di rispondermi hanno dovuto consultare a loro volta il regolamento e confrontarsi tra loro, ma poi mi hanno confermato che la cosa si poteva fare. Ho cercato di mantenere il segreto per tutti questi anni, ma ora segreto di sicuro non lo è più”, ha concluso Triano, sicuramente soddisfatto dell’esito della giocata decisiva, figlia della sua intuizione. 

Una vittoria due volte speciale

Una chiamata che ha sorpreso molti avversari ma anche qualche giocatore della sua stessa squadra. Come Devin Booker, ad esempio, che ha confessato senza esitazioni di non essere assolutamente al corrente della regola prima che Triano ne mettesse tutti i Suns al corrente: “Un giorno in allenamento ce l’ha spiegata e noi lo guardavamo un po’ come si guarda un pazzo”, racconta. "Ero convinto fosse una di quelle regole buone in Europa [dove suo padre Melvin ha giocato, anche in Italia, ndr] ma lui ci ha confermato che aveva controllato sul regolamento ed era permessa. Stasera ci è proprio servita”. Perché non solo ha regalato ai Suns una vittoria importante, ma anche perché ha dato a coach Triano il successo n°100 da capo allenatore: 87 da capo allenatore dei Raptors dal 2008 al 2011 e poi le 13 di quest’anno. Un doppio motivo per festeggiare in spogliatoio. 

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