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NBA, i risultati della notte: Cavs, che fatica contro Orlando! Houston ritrova Harden e il successo

NBA

Cleveland domina il primo tempo contro Orlando, prima di farsi rimontare 23 punti e rischiare di perdere contro la peggior squadra NBA. Houston batte Minnesota e si conferma sempre più seconda forza a Ovest. Portland piazza il parziale decisivo nel quarto periodo e vince contro Indiana

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Cleveland Cavaliers-Orlando Magic 104-103

IL TABELLINO

Ritrovarsi avanti di 23 punti in casa contro la peggior squadra NBA dovrebbe essere il viatico migliore per scrollarsi di dosso il peggior momento della stagione. Se ti chiami Cleveland Cavaliers però, lo psicodramma è sempre dietro l’angolo. I Magic infatti piazzano il parziale da 33-17 nel solo terzo periodo e trovano grazie a un canestro di Shelvin Mack addirittura un punto di vantaggio a 30 secondi dalla sirena. Ai vice-campioni NBA tocca dunque rimboccarsi le maniche, riportarsi avanti grazie al doppio viaggio in lunetta di Isaiah Thomas (21 punti in 30 minuti, il miglior realizzatore dei suoi) e difendere forte sull’ultimo contestato possesso, con una carambola finale che blocca a lungo il match e che alla fine non premia Orlando. “Ora come ora siamo nel momento di massima difficoltà – racconta LeBron, taciturno come tutto lo spogliatoio della squadra dell’Ohio -, ma questa partita porta con sé il sapore della vittoria. Una cosa di cui avevamo assoluto bisogno”. James si è fermato a 16 punti in una gara in cui ne sarebbero serviti 41 per arrivare a quota 30.000 in carriera. Obiettivo rimandato senza problemi di qualche giorno, anche perché di situazioni da risolvere ora come ora ce ne sono molte altre: “Sappiamo bene che il modo in cui siamo andati in difficoltà nel finale non è naturale, anzi – prosegue il numero 23 -. Ora come ora è complicato mettere assieme due tempi decenti uno di fianco all’altro nella stessa partita. Oggi, come successo contro gli Warriors, abbiamo giocato un grande primo tempo, crollando poi allo stesso modo nella ripresa”. Già, uno stop vertiginoso, con Cleveland incapace di andare oltre un eloquente 1/17 dall’arco nei secondi 24 minuti di gioco. Uno spavento che ha fatto passare in secondo piano anche un’altra buona notizia in casa Cavs: il ritorno sul parquet dopo oltre due mesi di Derrick Rose, autore di nove decisivi punti in 13 minuti di gioco. “Mi è sembrato in ottima forma – chiosa James -. Durante il suo periodo di inattività non abbiamo parlato molto. Ma adesso è disposto a dare tutto quello che ha dentro di sé”. A Cleveland sperano sia tanto, anche perché sembra esserci davvero tanto bisogno.

Houston Rockets-Minnesota Timberwolves 116-98

IL TABELLINO

Senza Trevor Ariza e Gerald Green causa squalifica, i Rockets si consolano riabbracciando James Harden e soprattutto ritrovando il successo dopo la battuta d’arresto dello Staples Center contro i Clippers. Non il miglior Barba, usurato in parte dalle sette gare d’assenza e impreciso in una gara da 3/15 al tiro. Per lui sono 10 punti, 7 assist e un paio di recuperi, anche se il dato più importante resta l’aver vinto una sfida complicata contro un’avversaria diretta in vetta alla Western Conference. Merito soprattutto dei 30 punti in uscita dalla panchina firmati da Eric Gordon, in parte decisivi nel parziale da 16-4 che ha chiuso il terzo periodo e che ha sostanzialmente indirizzato la sfida. Chris Paul ci ha messo 19 punti e 9 assist, confermando così la serie positiva dei texani contro i T’wolves: Houston ha vinto infatti 15 degli ultimi 17 incroci, compresa la striscia di dieci successi consecutivi in casa. Minnesota però adesso è una squadra profondamente diversa, anche se apparsa ancora non del tutto all’altezza di vedersela contro l’élite della Western Conference. Alla sirena sono quattro i giocatori in doppia cifra, guidati dai 23 punti di Jimmy Butler e i 22 con 16 rimbalzi di Karl Anthony-Towns. A mancare, come spesso sta succedendo in questa stagione ai ragazzi di coach Thibodeau, è stata soprattutto la difesa: Houston tira 17/39 dall’arco. Un 43% letale per ogni tipo di avversario, combinato poi con il trio degli imbattibili (Harden-Paul-Capela: 16 gare da titolari, 16 vittorie): con quelle percentuali, quelle cifre dalla lunga distanza e qui giocatori sul parquet, i Rockets diventano virtualmente imbattibili. Per qualsiasi avversario. 

Portland Trail Blazers-Indiana Pacers 100-86

IL TABELLINO

I 26 punti e 8 assist di questa notte potrebbero non bastargli ancora una volta per ricevere una convocazione all’All-Star Game, ma Damian Lillard sembra ormai essere in grado di farsene una ragione. E di accontentarsi di un importante successo come quello raccolto contro un avversario molto ostico come i Pacers di questa regular season, guidati neanche a dirlo da un Victor Oladipo da 23 punti e 7 rimbalzi. Stessi punti di Darren Collison, che impiega ben 11 tiri in meno del compagno per metterli a referto. Il risultato negativo per Indiana però non è soltanto frutto della mancata efficienza, ma soprattutto del crollo della resa delle gambe dei giocatori. Quelle che mancano nel finale di partita ai ragazzi di coach McMillan, incapaci di andare oltre i 12 punti segnati di squadra totali nel quarto periodo. Impossibile così pensare di andare da qualche parte, soprattutto in trasferta, soprattutto a Portland. I Pacers inoltre vanno sotto anche nella lotta a rimbalzo (l’infortunio che ha tenuto fuori Myles Turner in questo di certo non aiuta), surclassati da un dominante Jusuf Nurkic da 19 punti e 17 rimbalzi, titanico ed affidabile in una sfida per una volta convincente anche al tiro. Portland conquista così la nona vittoria casalinga consecutiva contro Indiana, che non vince in Oregon da quasi 10 anni. 

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