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NBA, Atlanta mai in partita: Belinelli 6 punti, i Bulls stravincono con Lopez e Markkanen

NBA

Gli Hawks finiscono sotto a inizio gara e non si rialzano mai, complice un pessimo 11/48 da tre a cui Marco Belinelli contribuisce con 5 errori. I Bulls invece dominano nel pitturato con i 39 punti della coppia Robin Lopez-Lauri Markkanen, autore di ben sei schiacciate senza alcuna tripla

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In questa travagliata stagione gli Atlanta Hawks ci hanno messo quasi tre mesi per vincere due partite in fila, ma non sono mai riusciti ad andare oltre quella soglia. Con la possibilità di riuscirci in trasferta allo United Center di Chicago, la squadra di coach Mike Budenholzer non ci è andata neanche lontanamente vicino, andando immediatamente sotto 14-3 nei primi minuti di gara e senza mai riuscire ad avvicinarsi sotto la doppia cifra per tutto il secondo tempo, sprofondando anche a -25 e chiudendo con una sconfitta 113-97. Colpa soprattutto del tiro dalla distanza che proprio non ne voleva sapere di entrare: gli Hawks hanno sbagliato la “bellezza” di 34 dei loro primi 38 tiri dall’arco, chiudendo poi con un pessimo 11/48 (23%) quando la gara era ormai già decisa. In questa debacle perimetrale non è esente da colpe neanche Marco Belinelli, che con 0/5 da tre ha chiuso solamente con 6 punti (3/5 le conclusioni da due punti) con 3 rimbalzi e 2 assist in 25 minuti, superato solo da un Ersan Ilyasova da 0/7 dall’arco. Non deve sorprendere allora che a fine gara siano due i giocatori in doppia cifra per Atlanta: Dennis Schröder con 18 punti e 7/17 al tiro e Dewayne Dedmon con la doppia doppia da 11+11. “Quando il tiro non entra bisogna trovare altri modi per vincere” ha dichiarato Schröder. “Stasera non lo abbiamo fatto, dobbiamo continuare a provarci già dalla prossima gara”.

Lauri Markkanen, più di un tiratore

Dall’altra parte i Chicago Bulls hanno invece viaggiato sul velluto grazie ai 20 punti di Robin Lopez (9/13 al tiro) e i 19 del rookie Lauri Markkanen, che ha fatto notizia per il modo in cui è arrivato a tale quota. Il finlandese vanta il record del giocatore più veloce a raggiungere 100 triple nella sua stagione d’esordio e nelle prime 17 gare non aveva mai chiuso senza segnare dall’arco, ma quando si è accorto che la difesa degli Hawks si era preparata per togliergli la soluzione perimetrale (0/4), ha cominciato ad andare in area e ha realizzato ben 6 schiacciate con altri due sottomani. “Quello era il loro piano partita, ma io posso fare molto più che solamente tirare da fuori. Ho sbagliato non so quante triple, proprio stasera il tiro non funzionava. Per questo ho dovuto mischiare un po’ le carte: so di non potermi limitare solo ai tiri da tre e che arrivare al ferro apre molto più spazio per il tiro da fuori. E poi schiacciare è divertente”. Forse non lo è tanto per Kris Dunn, che è ancora alle prese con i sintomi della commozione cerebrale procuratosi ricadendo di faccia dopo una schiacciata contro i Golden State Warriors, e non lo è nemmeno più tanto per Zach LaVine, che a un certo punto del terzo quarto è salito per una schiacciata che non è riuscito a completare. Rientrando in panchina ha solamente potuto dire “Ragazzi, sono spompo” e si è andato a sedere dopo una prestazione da 8 punti e 9 rimbalzi con 2/9 dal campo in 18 minuti. Poco male: con i contributi di Justin Holiday (13 punti), Bobby Portis (14) e Nikola Mirotic (10) i Bulls non hanno avuto nessun problema a vincere la quarta partita interna nelle ultime sei.

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