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NBA, i risultati della notte: Al Horford sulla sirena, vincono i Celtics! Raptors e Bucks ok

NBA

Al Horford realizza il canestro allo scadere che regala il quarto successo in fila a Boston contro Portland. Toronto vince grazie al paziale da 25-12 nel quarto periodo la sfida contro Memphis. Milwaukee passa senza problemi a Brooklyn e conquista il sesto successo nelle ultime sette gare

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Boston Celtics-Portland Trail Blazers 97-96

IL TABELLINO

Senza Kyrie Irving, Marcus Smart (che ha rivelato di aver preso a pugni una cornice in hotel dopo l’errore nel finale contro i Lakers; questa la causa del problema alla mano), Marcus Morris e il lungodegente Gordon Hayward, i Celtics vincono dopo un lungo inseguimento la sfida casalinga contro i Blazers sulla sirena. Ci pensa Al Horford a segnare l’ennesimo e decisivo sorpasso nel punteggio nel finale, dopo che il gioco da tre punti di Lillard a sette secondi dal termine aveva dato l’illusione della vittoria agli ospiti. “Dovevo fare un passaggio consegnato per Brown, la difesa però ha chiuso quell’opzione e allora ho provato il tiro. È andata bene, è un successo figlio del gruppo”. Horford spende parole da leader e chiude nel migliore dei modi una partita da 22 punti, 10 rimbalzi e cinque assist; testa e spalle il migliore dei suoi. Al suo fianco i fedeli scudieri Jayson Tatum (17 e cinque assist) e Jaylen Brown (16-6-4), entrambi decisivi con canestri pesanti che hanno riportato a contatto Boston. I Celtics infatti a fine primo tempo erano sprofondati sotto di 16 punti, prima di piazzare il parziale da 22-7 a inizio ripresa, senza però riuscire a rimettere il naso avanti fino a 180 secondi dal termine. Dall’altra parte invece i 21 punti di Lillard (otto dei quali arrivati nell’ultimo minuto) perdono di senso di fronte al successo sfuggito di un soffio. C.J. McCollum è il miglior realizzatore dei suoi con 22 punti, mentre Jusuf Nurkic parte ne realizza 10 nel solo primo quarto, ma poi non incide e diventa protagonista involontario soltanto quando gli avversari schiacciano sulla sua testa. I Blazers interrompono così una striscia di 17 partite in fila oltre quota 100 punti (non a caso i Celtics conferma di essere la miglior difesa NBA), mentre Boston porta a casa la quinta vittoria stagionale con un solo punto di scarto. Il go-to-guy in quei casi è sempre stato Irving, ma i ragazzi di coach Stevens hanno dimostrato di poter fare a meno del loro compagno più talentuoso. Anche nei finali punto a punto.

Brooklyn Nets-Milwaukee Bucks 94-109

IL TABELLINO

I Bucks hanno deciso di fare sul serio. I playoff non sono più uno scherzo e la scossa data dalla cacciata di coach Kidd oggettivamente ha portato i suoi frutti. Non sottovalutare le partite che non si possono perdere ad esempio; una delle caratteristiche principali delle squadre vincenti. Milwaukee proprio per questo parte subito fortissimo al Barclays Center, travolge i padroni di casa nel primo tempo (62-41 all’intervallo lungo) e poi amministra sapientemente quanto racimolato. I Nets provano a risalire la china nel terzo quarto, ma non riescono mai a portarsi neanche in singola cifra di svantaggio. Alla sirena sono 28 punti di Eric Bledsoe, per una volta il miglior marcatore visto che Antetokounmpo si ferma a quota 16. La doppia doppia invece è di Henson: 19 punti e 18 rimbalzi, con la staffetta sotto le plance con Jabari Parker, ancora con i minuti contingentati. Milwaukee vince così la sesta partita su sette giocate da quando coach Prunty si è seduto in panchina, consolidando il quinto posto a Est. E Brooklyn? La stagione dei Nets sembra praticamente già finita, nonostante il ritorno di D’Angelo Russell (anche questa volta in uscita dalla panchina), senza ambizioni di classifica e soprattutto senza scelte. Le sconfitte dei ragazzi di coach Atkinson ad oggi sono una delle poche ragioni che lasciano ben sperare i Cavaliers. Ogni scusa è buona per sognare un futuro migliore.

Toronto Raptors-Memphis Grizzlies 101-86

IL TABELLINO

I Raptors non arrestano la propria corsa e vincono la quinta partita in fila in casa contro i Grizzlies grazie a un quarto periodo da 25-12. Maggiore freschezza per i canadesi, garantita dalla profondità della rotazione a disposizione di coach Casey, che concede almeno 15 minuti in campo a ben dieci giocatori diversi; sei dei quali chiudono la sfida in doppia cifra. Memphis si aggrappa ai 20 punti di Marc Gasol, ma aver fatto fuori anche Tyreke Evans non agevola di certo una rotazione piena zeppa di gioventù e inesperienza. Memphis resta in partita per tre quarti soprattutto perché Toronto tira 3/21 dall’arco, prima di mettere un paio di canestri decisivi nell’allungo dopo 40 minuti. Una squadra che può concedere anche una partita da 13 punti a DeRozan e da 11 a Lowry. Ci pensano gli altri a portare il proprio mattoncino: Fred VanVleet ad esempio, autore di 13 punti, 7 rimbalzi (massimo in carriera eguagliato) e 8 rimbalzi. Spesso ago della bilancia in casa Raptors, che vantano un record da 14-4 quando segna almeno dieci punti. Quattro sono anche le sconfitte totali incassate in casa, a fronte di ben 21 vittorie; uno dei punti di forza che porta i canadesi a ben cinque partite e mezzo di vantaggio sui Cavaliers ormai scivolati sempre più indietro. La lotta per il vertice della Eastern Conference, almeno in regular season, sembra sempre più un discorso tra Toronto e Boston.

Phoenix Suns-Charlotte Hornets 110-115

IL TABELLINO

Gli Hornets vincono a Phoenix la terza partita in fila e provano a tenere viva una flebile speranza playoff in una seconda parte di stagione in cui l’obiettivo sarà prima di tutto dover trovare motivazioni. La buona notizia è che Nicolas Batum è ritornato a fare canestro: 22 punti, 7/15 dal campo e cinque assist, ma il suo plus/minus così come quello di Kemba Walker e Dwight Howard è fortemente negativo (18 a testa). Il parziale per risalire dal -21 di metà terzo quarto infatti Charlotte lo piazza quando in campo ci sono Jeremy Lamb e Treveon Graham (15 punti per entrambi), abili a cambiare volto al match assieme a Cody Zeller – l’ago della bilancia per la squadra del North Carolina. In casa Suns invece a far discutere è l’esclusione prima del match di Marquese Chriss, reo di aver violato il codice comportamentale dopo aver risposto malamente a un assistente allenatore. In campo però non manca solo lui, ma un’organizzazione cestistica degna di questo nome: Phoenix è una squadra orrenda, incapace di andare a prendersi una vittoria e di costruire qualcosa di futuribile. Per l’occasione la novità è Josh Jackson in quintetto che chiude con 23 punti, il suo nuovo massimo in carriera, a cui si aggiungono i 21 di T.J. Warren. La panchina die Suns però affonda sotto i colpi di quella degli Hornets, emblema di come volendo un modo per perdere una partita si trova sempre.

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