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NBA, DeAndre Jordan, Lou Williams e i Cavs: il punto sul mercato a 72 ore dalla deadline

NBA

Giovedì alle 21 italiane finisce il mercato NBA: proviamo a fare il punto sulle implicazioni presenti e future per le squadre interessate a muoversi nelle prossime 72 ore, a partire dai Clippers che vogliono cedere i loro due migliori giocatori ai Cavs alla ricerca di migliorare il roster

Siamo entrati nell’ultima settimana del mercato NBA e ci sono ancora diversi pezzi che possono trovare una nuova squadra da qui alle 21 di giovedì 8 febbraio, deadline assoluta per la chiusura degli scambi. Dopo il cambio di maglia di Blake Griffin, volato ai Detroit Pistons in cambio di Tobias Harris, Avery Bradley, Boban Marjanovic e una scelta al prossimo Draft, i Clippers si propongono come una delle squadre coi pezzi più pregiati da mettere sul mercato, vale a dire DeAndre Jordan e Lou Williams. A rendere ancora più spendibili i loro nomi sul mercato ci sono i loro contratti: entrambi infatti sono in scadenza a fine anno (il primo con una player option a proprio favore per la prossima stagione) e questo contemporaneamente alza e abbassa il loro valore. Lo alza perché non lega le mani alle squadre interessate ai loro servigi, che manterrebbero flessibilità in vista dell’estate o, eventualmente, potrebbero approfittare di un mercato dei free agent che si preannuncia privo di spazio salariale (dando un vantaggio quindi alle squadre che vogliono tenere i propri giocatori); allo stesso tempo, però, lo abbassa perché toglie sicurezze e li trasforma in possibili “affitti” di qualche mese, con la possibilità che se ne vadano dopo un fugace passaggio ai playoff. Sia come sia, il loro valore dovrebbe permettere ai Clippers di guadagnare qualche scelta al Draft (molto probabilmente protette in top-5 o in Lottery) e giovani con cui continuare il processo di ricostruzione avviato con l’addio di Griffin, in particolare da quando Jerry West sembra aver definitivamente preso il controllo della dirigenza imponendo il suo modus operandi. In questo mercato però ci sono tante squadre interessate a “vendere” e non molte a “comprare”: una di queste potrebbero essere i Cleveland Cavaliers, che devono muovere qualcosa per non vedere naufragare la loro stagione, oppure i Milwaukee Bucks, che potrebbero utilizzare sia le doti di Jordan che quelle di Williams in uscita dalla panchina.

La scelta di Brooklyn, ago della bilancia del mercato dei Cavs

Gli occhi della lega sono inevitabilmente puntati su Cleveland, non fosse altro per la spada di Damocle che pende sulla testa del GM Koby Altman e del proprietario Dan Gilbert per tenere in vita il sogno della quarta Finale NBA consecutiva. Per come sono attualmente costruiti i Cavs non sembrano in grado di potere arrivare fino alle Finals, ma l’unico modo per migliorare questo roster è assorbendo ulteriori contratti lunghi (come quello di George Hill, nome associato a Cleveland ormai da qualche settimana) oppure cedendo la preziosa scelta dei Brooklyn Nets ottenuta scambiando Kyrie Irving, un asset che però la proprietà vede come cruciale per il futuro della squadra e di cui non vorrebbe privarsi – se non per una giovane stella. La nebulosa situazione legata a LeBron James, poi, rende ancora più difficile ogni ragionamento: ha senso cedere la scelta di Brooklyn sul mercato per un giocatore che potrebbe andarsene in estate se il Re decidesse di lasciare ancora Cleveland? E allo stesso tempo, quale futuro free agent deciderebbe di impegnarsi con i Cavs senza sapere cosa farà James a luglio? Bisogna poi ricordare che James è uno dei pochi giocatori in possesso di una no-trade clause, perciò non può essere scambiato senza il suo consenso: al momento però non sembra che i Cavs abbiano mai neanche avvicinato la propria stella per capire se è interessato ad un eventuale cessione, né è facile capire quale potrebbe essere la squadra preferita dal Re a questo punto della stagione.

I Lakers cercano di liberare spazio salariale

Non è un segreto che i Los Angeles Lakers siano una delle squadre più interessate ai servigi di King James, e con questo obiettivo in testa si presentano alla deadline del mercato con la speranza di liberare il maggior spazio salariale possibile in vista di luglio, così da attrarre una o più stelle a Hollywood. I nomi messi a disposizione per le altre squadre sono quelli di Julius Randle (il quale, ricevendo la qualifying offer per diventare restricted free agent, “mangerebbe” prezioso spazio salariale), Jordan Clarkson (ancora sotto contratto per altre due stagioni a 26 milioni complessivi) e Larry Nance Jr.. I Lakers hanno anche la bellezza di 47 milioni in scadenza tra Brook Lopez, Kentavious Caldwell-Pope e Corey Brewer, anche se ormai ha perso le speranze di liberarsi dell’accordo con Luol Deng, a cui devono essere dati quasi 37 milioni di dollari nelle prossime due stagioni per non giocare (occupando fondamentale spazio a cap). Senza poter contare su scelte al Draft, l’unico modo plausibile per i gialloviola per tornare a essere rilevanti è proprio attraverso il mercato dei free agent di luglio – e per questo iniziare a programmare ora può essere utile.

Altri nomi caldi: Kemba Walker, Rodney Hood e Derrick Favors, i buyout

L’altro nome più importante messo sul mercato è quello di Kemba Walker, All-Star di nome anche se non di fatto – pagando più che altro le colpe di un supporting cast non all’altezza. Gli Charlotte Hornets però, secondo le parole del loro proprietario Michael Jordan, hanno posto l’asticella per Walker molto in alto – addirittura richiedendo un’All-Star per cedere il prodotto di UConn. Un prezzo che difficilmente le altre squadre saranno in grado di soddisfare, anche perché nell’estate del 2019 Walker chiederà molto più dei 12 milioni di dollari attualmente scritti sul suo contratto e avrà già 29 anni compiuti. Tra i nomi raggiungibili ci sono anche quelli di Rodney Hood (restricted a fine anno) e Derrick Favors (12 milioni in scadenza), che pur facendo parte della rotazione sembrano fuori dalla prossima ricostruzione degli Utah Jazz, che si concentrerà attorno al talento di Donovan Mitchell e la presenza fisica di Rudy Gobert. Anche Joe Johnson, titolare di un contratto in scadenza da 10.5 milioni, e Alec Burks, 11.5 milioni per il prossimo anno, potrebbero lasciare Salt Lake City. Sembra stranamente esserci un po’ di profondità nel ruolo solitamente più scoperto della lega, quello delle ali in grado di giocare su entrambi i lati del campo: DeMarre Carroll dei Brooklyn Nets, Kent Bazemore degli Atlanta Hawks e Evan Fournier degli Orlando Magic sono tutti nomi che possono essere spostati con la giusta offerta dalle loro squadre fuori dalla lotta per i playoff. Nel caso in cui certi veterani non vengano ceduti entro la deadline, si aprirà poi la fare dei buyout, in cui le singole squadre cercheranno un accordo con i propri giocatori all’ultimo anno per “venirsi incontro” e liberarli in vista dei playoff in cambio di uno sconto su quanto è loro dovuto. Greg Monroe lo ha già fatto accasandosi ai Boston Celtics, Joe Johnson potrebbe seguirlo nel caso in cui i Jazz non riescano a cederlo e Tony Allen è certo che lo farà a Chicago, rimettendosi sul mercato per una squadra in cerca di uno specialista difensivo (Oklahoma City?). Tanti nomi, tantissime trattative e poco tempo per concluderle: staremo a vedere cosa succederà nelle prossime 72 ore.

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