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NBA, nerd&basketball: Sam Hinkie, Daryl Morey ma anche Barack Obama nella due giorni di Boston

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Il 44° presidente USA è l'ospite d'onore di una due giorni che mette attorno a un tavolo esperti di statistica, general manager, proprietario e giornalisti chiamati a valutare l'impatto delle nuove tecnologie nel mondo NBA e dello sport in generale

Si apre oggi a Boston la dodicesima edizione della MIT Sloan Sports Analytics Conference, una due giorni che chiama a raccolta tantissimi personaggi di primo piano del mondo sportivo americano (e non solo) attorno a un ventaglio di temi che sostanzialmente declinano l’utilizzo sempre crescente della tecnologia (e di modelli matematici) all’interno del mondo sportivo. L’obiettivo della conferenza infatti, si legge sul sito ufficiale della stessa, è quello di fornire un forum per i professionisti del settore (dirigenti e ricercatori) ma anche per gli studenti per discutere il ruolo sempre maggiore delle cosiddette analytics nello scenario sportivo globale. Fondata nel 2006 dal general manager degli Houston Rockets Daryl Morey insieme a Jessica Gelman (che agisce da padrona di casa), è organizzata ogni anno dagli studenti del prestigioso MIT di Boston, una delle istituzione universitarie americani di più alto livello accademico ed è aperta a chiunque sia interessato: costa 250 dollari il biglietto di ingresso per gli studenti, 600 quello regolare ma c’è anche una versione VIP a 2.500 dollari – e ogni categoria di biglietto è andata esaurita. Il motivo di tale successo? Il livello dei panel e delle tavole rotonde organizzate e anche il grande richiamo degli ospiti chiamati a raccontare le proprie esperienze. Un nome su tutti, in questa edizione 2018? Quello del 44° presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, che nel pomeriggio di Boston dividerà il palco proprio con Morey e Gelman per un evento ribattezzato semplicemente “A conversation with Barack Obama”, che si prevede spaziare dalla passione sportiva dell’ex inquilino della Casa Bianca ai momenti più significativi della sua presidenza, fino ai suoi progetti futuri. Ma non c’è ovviamente solo Obama a impreziosire la dodicesima edizione della Sloan Conference, anzi: tantissimi i nomi provenienti dal mondo NBA, così come tanti i panel che riguardano direttamente la lega di Adam Silver. Ecco gli appuntamenti più importanti. 

Daryl Morey

Nove panel da non perdere

Protagonisti volti noti della lega, principalmente giocatori e dirigenti ma anche giornalisti ben conosciuti nell’ambiente: tra venerdì e sabato questa l’offerta degli incontri maggiormente orientati a temi riguardanti il mondo NBA.

Gli analytics come criteri di guida per le scelte di business sportivo

Su questo panel, presentato da ESPN, ci si vuole concentrare sui modi di migliorare “the game”, sia sul campo che nella sua fruizione da parte dei tifosi e degli appassionati. A delineare i contorni di quella che è stata definita una NBA 2.0, tra gli altri, ecco Mike Zarren, assistente gm dei Boston Celtics e uno dei principali fautori delle riforme proposte per la Lottery NBA, in chiave anti-tanking, e Kevin Arnovitz, giornalista di ESPN The Magazine: a loro il compito di pensare, oggi, la lega del domani.

Il ruolo delle analytics il giorno del Draft

Un altro giornalista super esperto in materia (Jonathan Givony, l’uomo dietro il sito Draft Express) accoppiato al Director of Player Personnel dei Boston Celtics Austin Ainge, uno che nelle war room del Draft è solito sedere: la difficoltà di valutare gli one-and-done, le insidie nel paragonare giocatori con background diversi (Europa vs. USA) e mille altre domande cui bisogna trovare risposta prima di compiere la propria scelta la sera del Draft.

Una conversazione tra Steve Ballmer e Nate Silver

Il primo è il proprietario dei Clippers, nonché uno degli uomini più ricchi al mondo; il secondo è il fondatore e direttore di FiveThirtyEight, sito che fa originare dai dati qualsiasi tipo di osservazione. Assieme sono chiamati a discutere di come i numeri influenzino la leadership e di come la tecnologia guidi l’innovazione sia nello sport che nel mondo dei media.

Mettersi al dito un anello: come costruire una squadra campione

Un panel davvero affascinante anche per il gruppo di relatori chiamati a intervenire: due giocatori come Chris Bosh e Sue Bird, un general manager come Mitch Kupchak (ex Lakers, che ora Michael Jordan sembra voglia fortemente a Charlotte) e la giornalista di Sports Illustrated Jackie MacMullan. Qual è la miglior strategia e la visione necessaria per costruire una dinastia? Come fare a installare in un gruppo una cultura vincente? Cosa vuol dire leadership? Chi trova il modo giusto di rispondere a queste domande di solito vince.

Take that for Data: le analytics nel basket

Il titolo è una citazione ormai famosissima, quella dell’ex allenatore di Memphis Dave Fizdale: è forse il panel più consacrato a sviscerare segreti e tendenze del basket NBA moderno, dalla crescita esponenziale del tiro da tre allo studio statistico dei modelli difensivi, fino all’attenzione maniacale a match up e quintetti da mettere in campo. Ne parlano Daryl Morey ancora con Mike Zarren, ma anche Jalen Rose e Zach Lowe, una delle penne più rispettate di ESPN.

In campo per i giocatori: il futuro nella rappresentanza dei giocatori

Giocatori da un lato sempre più consapevoli del loro ruolo sociale, figure pubbliche a tutti gli effetti; d’altro alle prese con questioni di privacy di fronte all’uso sempre più invasivo di tecnologie pensate per raccogliere il maggior numero di dati (fisici e non solo) che li riguardano. Non può non esserci Michelle Roberts, la donna a capo dell’Associazione Giocatori della NBA come ospite eccellente di questo panel.

A tu per tu coi giocatori: i social media e l’atleta moderno

La potenzialità dei canali social per comunicare la propria personalità, dai temi più importanti all’estensione online del trash talking da campo, con il sottile confine del rispetto della propria privacy. Ne parlano Jeremy Lin e Jalen Rose.

Inventare il basket moderno

Ci sono Steve Nash (che dei Phoenix Suns di Mike D’Antoni è stato leader e point guard) e Jack McCallum, il giornalista che 12 anni fa ha seguito quella squadra da vicino per dare alle stampe il famoso “Seven seconds or less”, libro che presenta il carattere rivoluzionario della pallacanestro portata in campo da quella edizione dei Suns. Assieme a loro ne discutono anche Daryl Morey e Shane Battier.  

Trust the Process? La costruzione e la ricostruzione di una squadra NBA

E chi se non Sam Hinkie può prendere il palco e affrontare meglio di chiunque altro il tema? Curioso come l’ex gm di Philadelphia abbia pagato con il licenziamento la sua strategia portata avanti con costanza ai Sixers ma oggi viene invitato a esporla come caso di successo in più di un’occasione. Insieme a lui Chris Bosh, l’ex gm di Cleveland David Griffin, uno dei proprietari di Boston Steve Pagliuca, il vice presidente dei Clippers Lawrence Frank e il giornalista di Bleacher Report Howard Beck. 

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