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NBA, Anthony Davis scrive una pagina di storia e New Orleans batte Miami al supplementare

NBA

Mai nessuno nella storia della NBA era riuscito a completare una prestazione da 47 punti, 15 rimbalzi, 5 recuperi e 5 stoppate: la stella di New Orleans piega gli Heat in una gara combattutissima e regala ai Pelicans la quarta vittoria in fila insieme a un decisivo Jrue Holiday.

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Forse bisognerebbe iniziare a considerare un ulteriore nome per la corsa al premio di MVP, perché il livello raggiunto da Anthony Davis meriterebbe quantomeno una menzione speciale. La stella dei New Orleans Pelicans ha realizzato un’altra prestazione straordinaria, chiudendo con 45 punti, 17 rimbalzi, 5 recuperi e 5 stoppate nella vittoria al supplementare contro i Miami Heat per 124-123. Mai nessuno da quando vengono conteggiati recuperi e stoppate (stagione 1973-74) era riuscito a realizzare cifre del genere, e sono serviti tutti quanti i suoi numeri per avere ragione degli Heat, guidati dai 30 punti di Goran Dragic in una partita combattutissima in cui nessuna delle due squadre è riuscita a costruire un vantaggio in doppia cifra, con 9 avvicendamenti alla guida nel punteggio e ben 13 parità. L’ultima di queste è arrivata in chiusura di ultimo quarto, con Davis che non è riuscito a chiudere una penetrazione sulla linea di fondo e l’ultima preghiera organizzata dagli Heat a 8 decimi dalla fine che non ha risolto la questione. Ci sono voluti cinque minuti supplementari, in cui due canestri in corsa di Dragic e Dwyane Wade (16 punti con 7/20 al tiro) avevano dato due vantaggi agli Heat negli ultimi 36 secondi, a cui però hanno risposto Davis con un canestro-e-fallo e soprattutto Jrue Holiday, autore del tiro in corsa in faccia a Bam Adebayo a 7 secondi dalla fine per suggellare la sua eccellente prestazione da 29 punti, 7 rimbalzi e 9 assist con 11/20 al tiro. Oltre alle due stelle, i Pelicans devono ringraziare anche il massimo stagionale da 21 punti di Ian Clark pressoché perfetto in uscita dalla panchina (9/11 dal campo, 3/5 da tre) e un Nikola Mirotic da 10+9 con una tripla cruciale nell’ultimo quarto, oltre a un sempre più sorprendente Emeka Okafor che in quasi 18 minuti sul parqet ha realizzato ben 5 stoppate con 7 rimbalzi. Il secondo decadale se lo è ampiamente meritato, anche perché con lui in quintetto i Pelicans hanno raccolto tre delle ultime quattro vittorie, fondamentali per mantenere il risicato vantaggio di una gara sugli L.A. Clippers noni a Ovest.

Heat ancora ottavi, ma dovranno lottare

La situazione è solo leggermente più favorevole agli Heat, che nonostante la sconfitta mantengono una gara e mezzo di vantaggio sui Detroit Pistons, a loro volta battuti in nottata da Boston. Alla squadra di Erik Spoelstra non è bastato mandare sei giocatori sopra quota 12, guidati dalla tripla doppia sfiorata da Dragic (oltre ai già citati 30 punti anche 9 rimbalzi e 8 assist con una sola palla persa per l’All-Star sloveno) e i 19+16 (ma con 5 palle perse) di Hassan Whiteside, oltre ai 16 dalla panchina di Wade, i 15 di Josh Richardson e Tyler Johnson e i 12 di James Johnson. “È frustrante e un po’ triste perdere una partita come questa, ma abbiamo ancora energie per dare battaglia fino alla fine” ha commentato Dragic. “Sentiamo di aver giocato una buona partita, specialmente per essere in trasferta”. Non abbastanza però per contenere Anthony Davis, che nelle ultime quattro gare non è mai andato sotto quota 38 punti e per tre ha superato 42. “Sto cercando di fare il mio: quando Cousins si è fatto male ho cercato di strafare, mentre ora gioco solo a pallacanestro” la sua spiegazione sul momento magico. “Tutti sanno quando sia speciale” il commento di un suo concittadino illustre come Dwyane Wade, che nel secondo quarto si è visto decollare Davis in testa per uno dei cinque alley-oop completati. “L’unica cosa che puoi fare è cercare di rendergli la vita difficile, ma anche provandoci lui riuscirà comunque a segnarne 40”. 

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