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NBA, i risultati della notte: Westbrook (43) vince il duello con Booker (39), Toronto espugna Washington

NBA

Sparatoria a Ovest tra Russell Westbrook e Devin Booker (terzo giocatore più giovane di sempre a toccare quota 4.000 punti). Vincono Raptors e Warriors in testa, Milwaukee cade in casa contro Indiana, Detroit perde a Orlando e compromette la sua corsa ai playoff. Vincono anche Denver e Chicago

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Phoenix Suns-Oklahoma City Thunder 116-124

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La sfida tra Phoenix e OKC – con i Thunder che hanno incredibilmente perso tutti gli ultimi tre scontri contro i Suns – è un duello quasi personale tra Devin Booker e Russell Westbrook. Alla fine del primo tempo il n°1 dei padroni di casa ha già 21 punti (contro i 19 di Westbrook) con anche 8 assist e 4 rimbalzi. All’uscita dagli spogliatoi segna i primi 11 punti dei Suns nel secondo tempo e il vantaggio di 6 con cui si era andati all’intervallo cresce fino a 13. La fuga viene però subito interrotta da un parziale di 14-2 dei Thunder ovviamente guidato dal loro n°0, ma ancora più micidiale (e decisivo) è il break di 10-0 con cui gli ospiti danno il colpo di grazia a Phoenix. L’ennesimo canestro di Booker con 2:37 da giocare porta i suoi sul 115-114 (la point guard di coach Triano chiude a quota 39 e diventa il terzo giocatore più giovane di sempre dopo LeBron James e Kevin Durant a raggiungere 4.000 punti in carriera, a soli 21 anni e 123 giorni), ma il libero di Alex Len che segue è l’ultimo punto dei Suns, che cedono di schianto nel finale e lasciano la vittoria agli ospiti. Russell Westbrook manda a segno la tripla del sorpasso definitivo a 56 secondi dalla fine e scrive 43 punti sul suo tabellino, il totale stagionale più alto se si escludono i 46 segnati contro Washington a fine gennaio: per lui anche 14 rimbalzi e 8 assist, con un ottimo 16/25 al tiro. Nei Thunder si segnalano i 20 punti di Paul George e i 14 ma solo con 6/18 al tiro di Carmelo Anthony. Nei Suns, oltre alla prestazione da ricordare di Booker, si fanno notare i 19 punti a testa di Josh Jackson (22.3 con 8 rimbalzi di media nelle ultime tre gare per il rookie) e T.J. Warren e un Elfrid Payton non lontano dalla tripla doppia (18, 10 rimbalzi e 8 assist). 

Washington Wizards-Toronto Raptors 95-102

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DeMar DeRozan chiude come miglior marcatore dei suoi, con 23 punti, ma l’uomo copertina è un altro, C.J. Miles, a sua volta il volto “bello” della straordinaria panchina di Toronto, che schiaccia quella di Washington 50-15 e assicura ai Raptors la quarta vittoria esterna in fila, la decima nelle ultime undici gare disputate dalla franchigia canadese, che si conferma prima nella Eastern Conference (con due sconfitte in meno dei Celtics). Washington – che ha in Otto Porter il top scorer di serata con 24 punti e un ottimo 6/9 da tre punti (l’ala di coach Brooks sta viaggiando a 23.4 di media con il 57% al tiro nelle ultime quattro gare) – mantiene la quarta posizione a Est ma ora conta lo stesso numero di sconfitte (27) sia di Indiana (una vittoria in meno) che di Philadelphia (due in meno) in una lotta per la miglior testa di serie in vista dei playoff che si fa sempre più incerta. Letali per gli Wizards le 18 palle perse che hanno concesso 27 punti ai Raptors, in una gara dominata invece a rimbalzo (47-34 per Washington) ma che ha visto gli uomini della capitale mettere fine alla striscia di otto gare consecutive con almeno 25 assist (24) e a quella di 15 partite a 100 o più punti (95). Per Toronto 12 punti a testa anche per Jonas Valanciunas e Fred VanVleet. 

Milwaukee Bucks-Indiana Pacers 96-103

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Indiana ha davanti a sé ancora un’altra trasferta (a Washington) per completare il giro lontano da casa di 4 gare in fila: dopo due assurde sconfitte – contro Atlanta e Dallas – arriva invece un’importante vittoria a Milwaukee, sul campo di una contendente (oggi settimi, contro il quinto posto dei Pacers). Una partita che Oladipo e soci sembrano aver già vinto a metà del quarto quarto, forti di un vantaggio di 17 punti sul 93-76. Quattro palle perse quasi consecutive e un parziale di 12-0 Bucks riaprono però l’incontro e Khris Middleton, il top scorer dei suoi con 30 punti, ha nelle mani la tripla del -2 a nove secondi dalla fine, sbagliandola. Indiana resiste alla rimonta dei padroni di casa e porta a casa un importante successo grazie ai 21 punti di Victor Oladipo, ai 16 di Lance Stephenson e ai 14 (quasi tutti dalla lunetta, 12/13) di Bojan Bogdanovic. Tira male (solo 6/18) ma chiude comunque con 24 punti e 10 rimbalzi Giannis Antetokounmpo ma i Bucks pagano un attacco davvero sterile, con soli 15 assist a segno e il 38% al tiro. 

Atlanta Hawks-Golden State Warriors 109-114

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Fa (quasi) tutto Steph Curry: subisce una distorsione alla caviglia nel primo quarto, mettendo involontariamente il piede su quello del suo compagno Zaza Pachulia (…); torna in campo con sette minuti abbondanti per chiudere il primo tempo e segna 11 punti di fila, compreso il sottomano che manda le due squadre negli spogliatoi sul 62-50 (15 punti nel secondo quarto per Curry, 25 in 18 minuti per lui prima della pausa lunga); quindi fa tempo a segnare altri tre punti (portando il suo totale a 28) prima che coach Steve Kerr decida di toglierlo e non farlo più rientrare, preoccupato da un leggero zoppichio della sua star. “Hanno deciso loro – commenta Curry – è un po’ frustrante ma capisco l’importanza di guardare al quadro generale delle cose e non alla singola gara”. Un quadro che vede gli Warriors centrare la loro quinta vittoria in fila (ancora imbattuti dopo l’All-Star Weekend) e che li vede dominare a piacimento gli avversari della Eastern Conference sul loro campo (13-1 il record in trasferta a Est, il migliore per una squadre dell’Ovest dai Suns di D’Antoni e Nash del 2006-07). Golden State ha 28 punti anche da Kevin Durant ma fatica un po’ troppo a liquidare Atlanta, che resta in corsa fino all’ultimo e vede Kent Bazemore (massimo in carriera per lui a quota 29) farsi strappare la palla a 10 secondi dalla fine sotto di tre punti da Andre Iguodala, in un possesso che avrebbe potuto impattare la gara. Per gli Hawks 27 punti di Dennis Schroder e 16 del sempre positivo John Collins (stesso bottino mandato a segno tra gli avversari da Nick Young dalla panchina). 

Orlando Magic-Detroit Pistons 115-106 OT

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Si può leggere come una grande difesa dei Magic nel finale, o come un gigantesco collasso offensivo dei Pistons, che sopra di 7 a cinque minuti dalla fine della partita, fanno registrare un disastroso 1/9 al tiro, subiscono la rimonta dei padroni di casa e poi fanno ancora peggio chiudendo con 0/8 il supplementare. Si concretizza così la settima sconfitta nelle ultime nove gare di Detroit, che si stacca sempre più dal gruppo delle otto squadre a Est destinate a giocarsi i playoff. Una buona notizia per Orlando, che dopo sette sconfitte in fila torna finalmente alla vittoria, grazie ai 27 punti con 13 rimbalzi di Aaron Gordon, ai 22 con 12 di Nikola Vucevic e ai 20 con 9 assist di D.J. Augustin. Ma la difesa dei Magic, fondamentale nel finale, è stata perfetta durante tutta la gara anche su Blake Griffin, che a fine gara sfiora sì la tripla doppia (12 punti, 10 rimbalzi e 9 assist) ma tira soltanto 5/14. I top scorer per Detroit, con 21 punti a testa, sono James Ennis e Reggie Bullock.

Chicago Bulls-Dallas Mavericks 108-100

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Dopo cinque sconfitte in fila Chicago è alla disperata ricerca di una vittoria e la ottiene con una rabbiosa rimonta nel finale (16-4 il parziale degli ultimi 5 minuti) guidata da un ispirato Bobby Portis che dalla panchina porta in dote 22 punti, di cui 15 segnati proprio nel decisivo secondo tempo. Al resto ci pensano un positivo Kris Dunn da 18 punti e un Lauri Markkanen in doppia doppia a quota 17 punti e 12 rimbalzi, con Zach LaVine che si ferma a 16. Di fronte non proprio una delle grandi potenze della NBA di oggi: i Dallas Mavericks perdono la sesta gara in fila lontani dall’American Airlines Center e la 13^ nelle ultime 16 disputate, nonostante i 51 punti in due della coppia Harrison Barnes (26) e Dennis Smith Jr. (25). “Troppe palle perse nei momenti decisivi (9 nel secondo tempo, 16 in totale) – dice Dirk Nowitzki, autore di 18 punti – ma com’è spesso accaduto quest’anno non riusciamo a vincere le partite in cui siamo in gara fino all’ultimo. Altrimenti oggi saremmo in corsa per i playoff”. 

Memphis Grizzlies-Denver Nuggets 102-108

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Non si può dire che Memphis non ci abbia provato, con un parziale di 16-6 nel finale che li riporta da -15 a –2 a cento secondi dal termine ma gli ultimi quattro punti della gara sono dei Nuggets che riescono a gestire la rimonta dei padroni di casa e a mantenere con l’importante successo l’ottavo e ultimo posto a Ovest valido per i playoff. Per i Grizzlies, invece, che hanno 22 punti con 9 rimbalzi da Marc Gasol, si tratta della 12^ sconfitta consecutiva, la più lunga striscia di ko fatta registrare nella NBA quest’anno (Memphis è ultima in classifica, con un desolante 18-43). Nonostante 24 palle perse, Denver si aggrappa alle mani calde di Gary Harris, autore di 26 punti con 11/18 dal campo, e Will Barton, che ne aggiunge 24 dalla panchina con un ottimo 10/14. Importanti anche i 15 con 7 rimbalzi di Paul Millsap, solo alla seconda gara dal suo rientro: poterlo inserire in rotazione e farlo crescere in questo finale di stagione potrebbe rivelarsi un’arma importante per coach Michael Malone.

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