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NBA, Derrick Rose ritrova Thibodeau: accordo con Minnesota fino a fine stagione

NBA

Le immagini di quando — era il 2011 — ritiravano uno il premio di allenatore dell’anno e l’altro il trofeo di MVP NBA sono ormai ingiallite. Ma nel Minnesota sperano che la coppia Thibodeau-Rose possa fare ancora magie

Appena scambiato da Cleveland a Utah, e quindi immediatamente tagliato dai Jazz, il sentore che quella che in molti considerano l’ultima chance NBA a Derrick Rose potesse dargliela soltanto il suo ex allenatore ai tempi dei Bulls Tom Thibodeau era di molti addetti ai lavori. Poi però, per alcune settimane, più nulla — e l’impressione che la volontà del giocatore di giocare per una contender, con ambizioni di playoff, potesse costargli il sogno di tornare in campo già quest’anno. Invece la notizia è arrivata nella mattinata americana: i Minnesota Timberwolves hanno deciso di mettere sotto contratto Derrick Rose fino al termine della stagione. Una scelta logica e condivisibile se la si guarda dalla prospettiva del giocatore — che a Minneapolis oltre al suo ex coach ritrova anche Taj Gibson, altro compagno di battaglie a Chicago — molto meno forse dal punto di vista della franchigia, che non può non aver notato come negli ultimi tre anni le squadre di Rose (i Bulls 2015-16, i Knicks 2016-17 e i Cavs di quest’anno) abbiano sempre sfoggiato un rendimento statistico migliore con l’ex MVP NBA fuori dal campo che sul parquet. Il ruolo di point guard in casa Timberwolves, inoltre, è già coperto dalla coppia Jeff Teague-Tyus Jones, trac cui è nata una sorta di rivalità, con il primo titolare di uno status maggiore ma il secondo visto da più parti come maggiormente complementare a un quintetto che ha i suoi punti di forza nel terzetto Andrew Wiggins-Jimmy Butler (fuori almeno fino a inizio aprile)-Karl-Anthony Towns. Aggiungere un nome importante come Rose a una situazione già delicata, fa notare qualcuno, potrebbe non essere l’idea più felice. Le cifre del giocatore in maglia Cavs nelle 16 partite disputate (intervallate anche da un addio alla squadra per motivi personali, con pensieri più che accennati a un ritiro definitivo) non sono esattamente incoraggianti, con Rose sotto i 10 punti di media in 20 minuti scarsi di utilizzo, con il 44% dal campo e solo il 25% da tre. Vero anche che l’investimento economico (il minimo salariale per un veterano del suo calibro, con accordo che scade a fine anno) è minimo e non espone la squadra in nessun modo: la speranza è che il tocco magico di coach Thibs riesca dove Fred Hoiberg prima, Jeff Hornacek poi e quindi Tyronn Lue non sono riusciti e che il fisico di Derrick Rose riesca ancora a supportare un talento che rimane tanto innegabile quanto, ormai, forse consumato.

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