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NBA, Wade fa visita agli studenti di Parkland: "Siete la mia fonte di ispirazione"

NBA

Il numero 3 degli Heat è spuntato a sorpresa tra i tavoli della mensa della Marjory Stoneman Douglas High School di Parkland, dove meno di un mese fa sono morte 17 persone: "Sono orgoglioso dei ragazzi della Florida, felice che il futuro sia nelle vostre mani"

Nel giorno libero passato lontano dal parquet e dagli allenamenti, Dwyane Wade ha deciso di fare visita ai ragazzi della Marjory Stoneman Douglas High School di Parkland; l’istituto dove lo scorso 14 febbraio sono morte 17 persone per mano di un folle 19enne armato fino al collo. Una tragedia che ha sconvolto gli Stati Uniti e riaperto il dibattito attorno alla diffusione delle armi da fuoco anche grazie alle dure prese di posizione da parte degli stessi alunni, stanchi di sentirsi minacciati mentre siedono tra i banchi di scuola. Una storia entrata con prepotenza nella vita di tutti gli statunitensi e in particolare in quella di Wade. Tra le vittime della tragedia infatti c’era anche Joaquin Oliver, 17enne che è stato tumulato indossando la maglia del numero 3 degli Heat, appena tornato a Miami per la gioia del giovane tifoso. Un episodio che ha ispirato lo stesso Wade, che lo ha portato a pronunciarsi visto che i giocatori “non devono tapparsi la bocca e pensare soltanto a palleggiare”. Concetti ribaditi con forza anche nel breve discorso pronunciato nei corridoi della scuola, travolto dall’affetto dei ragazzi colti di sorpresa dall’arrivo dell’All-Star degli Heat. Secondo quanto documentato dai tantissimi cellulari che si sono accesi all’unisono, Wade è spuntato tra i tavoli della mensa durante la pausa delle lezioni all’ora di pranzo: “Volevo solo dire che sono venuto qui per ringraziarvi delle motivazioni e dell’ispirazione che tutti voi mi avete dato. Grazie a voi sono orgoglioso di sentirmi parte integrante della Florida, sono felice del fatto che il futuro del mondo è in mano a ragazzi come voi. Per questo, davvero, grazie di cuore”. Un saluto seguito poi dagli incontri con alcune rappresentative degli studenti come raccontato dallo stesso Wade via Twitter: “Abbiamo discusso dell’impatto delle scelte e delle iniziative che hanno pianificato. Cercherò di essere coinvolto il più possibile in tutto ciò che verrà fuori dalle loro iniziative. È stato molto interessante discutere come colmare il gap che c’è tra studenti come loro e quelli di Chicago. Questi giovani adulti hanno capito quanto sia forte la loro voce e vogliono farla sentire anche a nome di quelli che restano inascoltati”. Il prossimo 24 marzo sono previste delle manifestazioni di protesta contro la diffusione delle armi: i ragazzi di Parkland non hanno alcuna intenzione di restare in silenzio.

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