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NBA, lo strano finale di gara tra Lakers e Magic, Gordon non ci sta: "Ci hanno fregato"

NBA

I Magic avevano sei decimi di secondo per provare a vincere contro i Lakers. Il cronometro però va a zero senza che nessuno tocchi il pallone dopo la rimessa, ma il regolamento prevede che il pallone torni a metà campo. Alla fine sbaglia il cronometro, ma a perdere è Orlando

Per i Magic in questa stagione perdere una partita in più non è un grosso problema, anzi. Vedersela scippato da sotto il naso però è una cosa profondamente diversa e per questo Orlando ha protestato con forza al termine della sfida contro i Lakers. Un finale confuso in cui è venuto fuori un evidente buco normativo all’interno del regolamento NBA. Sotto di un punto sul 108-107 Lakers, i Magic hanno rimesso il pallone in campo con sei decimi a disposizione, senza che nessuno però toccasse il pallone. Il cronometro parte lo stesso, il tabellone si illumina e il tempo finisce. Il replay mette in evidenza come non ci sia tocco da parte di Brook Lopez (in pressione lungo la linea laterale), né di altri giocatori. Per questo gli arbitri chiamano un “malfunzionamento del cronometro”, che tuttavia, in situazioni di assenza di chiaro possesso del pallone, prevede una palla a due alzata a metà campo. Morale della favola: gli arbitri eseguono nel cerchio di centrocampo e il mezzo secondo abbondante volge al termine senza che nessuno possa tentare la conclusione. “Ci sentiamo fregati”, commenta Aaron Gordon, protagonista sul parquet con i suoi 28 punti e il canestro che aveva riportato avanti Orlando a pochi secondi dal termine. “Gli hanno lasciato vincere la partita, è stato un finale di gara terribile. Non ci hanno dato la possibilità di provarci e il calendario non lascia neanche spazio a eventuali rivincite [Magic e Lakers non si incroceranno più sul parquet in questa regular season, ndr]. Dobbiamo aspettare un anno per giocare di nuovo contro di loro. È evidente che bisogna cambiare una regola sbagliata e credo che dopo questo macroscopico errore lo faranno”. Opinione diffusa nello spogliatoio della squadra della Florida: “Di fronte a un errore non nostro, ci hanno tolto il pallone, riportandolo a centrocampo e impedendoci ogni tipo di tentativo per vincerla – commenta stizzito coach Vogel -. Credo che il semplice senso comune dovesse far capire agli arbitri quanto fosse assurda la loro scelta. Bisognava ridarci quei decimi di secondo e il pallone”. 

Chi è in possesso del pallone mentre è in aria?

Le scelte fatte dagli arbitri però seguono inevitabilmente il regolamento e il vero problema sembra essere proprio all’interno di esso: “Non c’era possesso nel momento in cui il cronometro è andato a zero e in questi casi il regolamento prevede che ci sia una palla a due a centrocampo”, racconta l’arbitro Bill Spooner, citando il paragrafo del regolamento a cui fa riferimento. “Ogni volta che viene fischiato in maniera errata un provvedimento mentre il pallone è in aria, non c’è possesso e dunque tocca ricominciare con una palla a due a metà campo”. Il passaggio logico che sembra errato è proprio questo: nonostante nessuno avesse toccato la palla, è evidente che ogni volta che viene effettuata una rimessa il possesso resta a quella squadra fino a che non esce fuori o viene intercettata da un avversario. Dal punto di vista arbitrale invece quello non era un possesso dei Magic e quindi il pallone doveva essere nuovamente conteso a metà campo. Una scelta contorta, di difficile comprensione anche per chi ne ha beneficiato. Neanche i giocatori dei Lakers alla fine avevano ben chiara la situazione: “Ancora non ho capito come sia finita in realtà – racconta Isaiah Thomas nel tunnel degli spogliatoi -. La scelta è stata quantomeno complessa. Sono soltanto felice del successo conquistato, ma non so dire se la chiamata fosse corretta o meno. Immagino che ai Magic bruci molto e li capisco”. Sulla stessa lunghezza d’onda Kyle Kuzma: “Non mi era mai capitata prima una situazione del genere, ma alla fine tutto è andato per il meglio per noi. Ci ha aiutato a portare a casa il successo, non posso di certo lamentarmi di questo”.

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