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NBA, Zion si lancia: "Sogno di vestire la maglia di Team USA a Los Angeles 2028"

NBA

Zion Williamson, che dopo aver giocato con buona continuità in questa stagione si è recentemente fermato per una distorsione alla caviglia destra, ha concesso una lunga intervista a ESPN nella quale ha anche rivelato di avere come traguardo le Olimpiadi del 2028. E visto che Team USA dovrà giocoforza andare incontro ad un necessario ricambio generazionale, la sua candidatura potrebbe avere successo, a patto che la stella dei Pelicans trovi il modo di evitare gli ormai cronici problemi fisici

La stagione dei Pelicans, va detto, aveva da tempo preso una direzione ben precisa, con la squadra incapace di trovare una sua identità e il front office rassegnato ad un altro anno nei bassifondi della Western Conference. Tra le poche note positive a New Orleans c’era però quella riguardante Zion Williamson, che prima di fermarsi qualche giorno fa per una distorsione alla caviglia destra aveva giocato 45 partite. Un traguardo non da poco, perché l’ex prima scelta al Draft del 2019 arrivava dalle 30 disputate nella regular season 2024-25. Ora il nuovo stop ha riaperto i dubbi relativi ad una fragilità fisica ormai cronica.Williamson, ospite di ESPN, sembra però non aver perso l’ottimismo e ha dimostrato di voler guardare avanti. Anche molto avanti.

Zion, gli infortuni e Team USA

Lo stesso Williamson, nella lunga intervista concessa a Malika Andrews, si è detto ferito dalle voci che lo vorrebbero poco attento al mantenimento della forma fisica ideale e quindi, almeno implicitamente, complice dei tanti infortuni di varia natura avuti nel corso degli ultimi anni. Zion ha però anche voluto volgere lo sguardo al futuro e, a domanda esplicita ha risposto senza esitazioni: “Far parte di Team USA a Los Angeles 2028 è senza dubbio un mio obbiettivo e sarebbe un onore rappresentare il mio paese alle Olimpiadi”. Williamson, quindi, lancia la sua candidatura in vista dell’inevitabile ricambio generazionale a cui la nazionale andrà incontro nei prossimi anni. E la stella dei Pelicans, che compirà 26 anni il prossimo giugno, non nasconde tuttavia la consapevolezza di doversi guadagnare la chiamata: “Al di là delle parole, so che devo giocare e dimostrare di meritare un posto in squadra”. 

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