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NBA: Boston-Washington, che partita! Gli Wizards rimontano da -20 e vincono dopo 2OT

NBA

Washington va sotto di 20, risale e vince in volata dopo due overtime a Boston grazie ai 34 punti e nove assist di Bradley Beal. I Celtics senza Irving, Horford e molti altri perdono la terza gara nelle ultime cinque e si allontano sempre più dal 1° posto dei Raptors

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Boston Celtics-Washington Wizards 124-125 2OT

IL TABELLINO

Washington rimonta 20 punti di svantaggio e vince dopo due overtime una sfida molto sentita come quella contro Boston (una delle rivalità più accese dell'intera NBA), con i Celtics rimaneggiati nel roster e con la rotazione ridotta al minimo nel finale di gara. La lista degli assenti tra i padroni di casa è lunghissima e comprende Kyrie Irving, Al Horford, Jaylen Brown, Marcus Smart e Daniel Thies. Troppi per riuscire a competere per 58 minuti, anche quando dall’altra parte manca ancora un All-Star come John Wall, fuori ormai da diverse settimane. A farne le veci ci pensa come al solito Bradley Beal, autore di 34 punti e nove assist in una gara iniziata male dagli Wizards, costretti poi a rimontare nel secondo tempo: "Questo dimostra che tipo di squadra siamo – commenta il numero 3 di Washington -. Loro hanno iniziato forte a differenza nostra nel primo tempo, ma abbiamo fatto un grande lavoro nel restare concentrati e continuare a combattere. Bisogna dare merito alla nostra squadra". Un successo che riavvicina i capitolini al quarto posto occupato dai Cavaliers in quello che al momento sarebbe un esaltante primo turno playoff. “È stata una corsa sulle montagne russe, come se avessimo giocato due partite nella stessa gara – racconta coach Brooks -. Bisogna credere in questi ragazzi”. La sfida di casa tra i gemelli Morris la vince a livello numerico Marcus, autore di 31 punti (miglior realizzatore in casa Celtics) e nove rimbalzi, ma che sulla coscienza porta il pesantissimo errore sull'ultimo possesso dei regolamentari. A lui infatti spettava la marcatura su Jodie Meeks, rimasto invece colpevolmente solo in angolo e pronto a realizzare il canestro della parità che ha prolungato la sfida: "Sono un veterano in questa lega e mi assumo la responsabilità. Sapevo che loro avevano bisogno di tre punti per pareggiarla, ma nonostante questo ho lasciato da solo il mio uomo in angolo. È colpa mia". Non l'unica occasione in cui i Celtics avrebbero potuto chiudere la partita con un successo, come sottolinea anche Terry Rozier: "È dura ritrovarsi coinvolti in una battaglia del genere, lottare per 58 minuti e poi scoprire di non avere più le forze e gli uomini necessari per farcela. La sensazione è quella di esserci lasciati sfuggire tante occasioni in precedente in cui si poteva vincere".

La cronaca della gara: quanto pesa il libero sbagliato da Tatum

Il primo tempo infatti è tutto in favore dei Celtics, che partono bene nonostante le assenze, chiudono il primo quarto con 37 punti a referto e il 58% al tiro, volando anche sul +20 prima di rientrare negli spogliatoi. Una mazzata per Washington che tuttavia resta a galla grazie a un ottimo Markieff Morris prima dell’intervallo lungo (nove dei suoi 20 punti arrivano in quel momento della sfida) e che si rimette definitivamente in carreggiata con Bradley Beal nella ripresa (16 punti realizzati nel solo terzo quarto). La lunga rincorsa lascia Washington in parte senza forze, ma la fortuna aiuta gli audaci e in questo caso gli Wizards. Beal infatti sbaglia la tripla del possibile pareggio a cinque secondi dal termine dei regolamentari, ma gli arbitri fermano il gioco e assegnano una rimessa agli ospiti per un contatto precedente del pallone con la base del tabellone. Come già raccontato, la difesa di Marcus Morris è tutt'altro che impeccabile e per i capitolini è semplice armare la mano di Jodie Meeks in angolo (otto punti in uscita dalla panchina): canestro dalla lunga distanza e overtime acciuffato sul 106-106. La partita resta in equilibrio per altri cinque minuti, ma quando a dieci secondi dalla sirena i Celtics già sul -2 perdono anche il pallone del possibile pareggio, il TD Garden inizia a svuotarsi con qualche istante d’anticipo. Parte del pubblico non ci crede più, mentre i giocatori sul parquet sono di un altro avviso: Boston infatti recupera il pallone e con Tatum va a prendersi i due punti che valgono la parità, conditi con tanto di tiro libero supplementare a disposizione. Quello che può valere il sorpasso a tre secondi dalla fine. Il rookie numero 0 però sbaglia, costringendo quelli andati via in anticipo a pentirsi ulteriormente della loro scelta per essersi persi altri cinque minuti di gara. Dopo 58 minuti però, le assenze in casa Celtics diventano troppo pesanti anche a livello numerico, con giocatori come Terry Rozier costretti a restare in campo per oltre 48 minuti. Troppi per mantenere lucidità e risultare efficaci nel finale. Tatum ha di nuovo la possibilità di segnare la tripla dell'ennesimo controsorpasso allo scadere, ma il pallone finisce lungo sul secondo ferro. Un altro errore al termine di una sfida da 19 punti e 9/23 al tiro. Dopo uno sforzo del genere però, difficile fargliene una colpa.

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