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NBA, Andre Ingram: esordio da sogno a 32 anni con i Lakers

NBA

Un sogno inseguito per 11 stagioni, dieci dei quali trascorse nella lega di sviluppo: Andre Ingram ha esordito a 32 anni in NBA, chiudendo con 19 punti e godendosi l'ovazione del pubblico e dei compagni contro Houston 

Di Ingram a Los Angeles ce n’è già uno sempre più famoso, che sperano tanto diventi uno di quei campioni che i tifosi giallo-viola hanno visto con buona frequenza anche in passato. Adesso però nelle ultime due gare i Lakers disporranno anche di un altro Ingram, Andre, il giocatore dei South Bay Lakers di G-League che si godrà il suo esordio NBA nelle sfide contro Rockets e Clippers. Due partite prive di senso ai fini della stagione dei losangelini, che già da tempo hanno rinunciato a puntare ai playoff, senza disporre di una scelta al Draft che li avrebbe portati a tankare. Insomma, l’esperimento Ingram è indolore nelle logiche dei Lakers, ma ha un peso enorme per il n°10, da un decennio in G-League e simbolo di perseveranza e di continuità, in attesa che arrivasse la sua occasione. Ingram non è il cugino, né il fratello meno talentuoso di Brandon, ma un 33enne che ha trascorso dieci delle ultime 11 stagioni nella lega di sviluppo collegata alla NBA. Sei di questi passati proprio con la squadra collegata ai Lakers, diventato ormai un’istituzione ai Lakers. Paradossalmente a El Segundo è quello con maggiore esperienza, visto il rinnovamento che ha profondamente cambiato il roster dei giallo-viola negli ultimi anni. Ingram è il detentore del record di triple segnate in carriera in G-League (713, contro le 176 realizzati dal primatista precedente; un abisso insomma), secondo per presenze e quinto per punti totali segnati (3.901). Un pilastro insomma in una lega al quale la NBA sta cercando di dare sempre più visibilità e rilevanza (anche in questa logica va letta la mossa dei Lakers), che mai come nel caso di Ingram sembra essere meritata. Mortifero dagli angoli e in grado di caricarsi la squadra quando mancavano gli altri (28 punti e sei assist in una delle rare apparizioni da titolare contro North Arizona), Ingram è il beniamino dello spogliatoio, apprezzato da tutti a L.A..

L’esordio da sogno contro i Rockets: 19 punti con 4/5 dall’arco

L’emozione era enorme allo Staples Center prima della sfida contro Houston, nonostante la carta d’identità racconta che la maggiore età è arrivata già da un pezzo e le tante stagioni trascorse sul parquet. Ingram però si è regalato il finale da favola che la sua storia meritava, ricevendo l’ovazione di tifosi e compagni ogni volta che la palla andava dentro. Undici punti nei primi sette minuti sul parquet, con i titolari dei Lakers in panchina a sventolare gli asciugamani e battere le mani. Poi, nel finale, un’altra tripla pesantissima, che non riporta in equilibrio il match, ma che resterà per sempre nei suoi ricordi: “È stato fantastico, durante il riscaldamento sentivo che c’era elettricità nell’aria. È un sogno: le luci, i tifosi. Una cosa che ti succede una volta nella vita. Ogni volta che avevo il pallone tra le mani non dovevo farmi prendere dal panico, ma poi sentivo gli altri che mi dicevano 'non ti preoccupare: lasciala andare'. Erano tutti lì a spronarmi: i tifosi, lo staff e tutto l'ambiente. Quando ho visto la palla andare dentro è stato pazzesco". Ingram chiude la sfida con 19 punti e un sorprendente 4/5 dall’arco. I puristi avrebbero da ridire riguardo la sua meccanica di tiro magari, ma non Chris Paul, uno dei tanti felici per la sua storia e per il lieto fine che la gara gli ha riservato: “Sono venuto a conoscenza della sua storia, fatta di perseveranza e di sacrificio. Dieci anni in G-League per riuscire a essere qui: è una cosa speciale. Grande stima”. Anche Kobe Bryant sui social ha espresso la sua gioia per la serata che il destino ha riservato al veterano dei Lakers, che si è ritagliato anche un piccolo posto nella storia dei losangelini (finendo anche davanti al Black Mamba). Da quando i Lakers si sono trasferiti in California infatti, soltanto tre giocatori all'esordio con la maglia giallo-viola hanno fatto meglio di lui: Magic Johnson a quota 26, Nick Van Exel secondo con i suoi 23 e Jerry West sul terzo gradino del podio a 20. Ecco, nella storia dei Lakers da questa notte in cui Jerry West e Andre Ingram siedono uno di fianco all'altro. Se non è lieto fine questo...

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