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Playoff NBA 2018, Boston sfida Milwaukee: Antetokounmpo cerca l'impresa contro i Celtics

NBA

Senza le stelle Irving e Hayward, gli occhi di tutta l'NBA sono puntati su Giannis Antetokounmpo: il candidato MVP sarà in grado di trascinare gli inconcludenti Milwaukee Bucks e ribaltare la sfida contro gli incerottati Boston Celtics? O la difesa allenata da Brad Stevens finirà per avere la meglio nonostante le assenze?

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Se le due squadre fossero al completo, non ci sarebbero molti dubbi che i Boston Celtics passerebbero agilmente questo turno. Ma le assenze di Kyrie Irving e Gordon Hayward, oltre a quelle di due giocatori di rotazione a modo loro importanti come Marcus Smart e Daniel Theis, rendono questo scontro 2-vs-7 molto più in bilico di quanto ci si potrebbe aspettare, anche perché la squadra teoricamente sfavorita può contare sul giocatore più forte della serie. Gli occhi di tutti saranno puntati su Giannis Antetokounmpo, che arrivato alla sua terza partecipazione ai playoff deve ora dimostrare di essere una di quelle superstar in grado di caricarsi sulle spalle una franchigia e portarla al secondo turno. La difesa dei Celtics, però, è un cliente durissimo, e affrontare una serie in cui un allenatore come Brad Stevens può disseminare il campo di trappole costruite su misura per fermarti può rivelarsi un’impresa improba. Molto allora verrà deciso da quanto saranno in grado di fare i membri del “supporting cast” di The Greek Freak, da Eric Bledsoe a Khris Middleton passando per Jabari Parker, atteso a una serie di alto livello per procurarsi un contratto sostanzioso nella prossima estate. C’è grande curiosità anche sui giovani Celtics, e in particolare sui giocatori chiamati a sopperire alla mancanza di punti dovuta alle assenze di due stelle del calibro di Irving e Hayward: i vari Terry Rozier, Jayson Tatum e Jaylen Brown dovranno dimostrare di potersi assumere maggiori responsabilità anche nei playoff, mentre il pacchetto di lunghi capitanato da Al Horford avrà il compito di sfruttare le chiare mancanze degli avversari nel pitturato.

I dati

Boston Celtics (55-27)

Pace: 98.2 (23)
OffRtg: 105.2 (18)
DefRtg: 101.5 (1)
NetRtg: +3.7 (6)

Milwaukee Bucks (44-38)

Pace: 98.5 (20)
OffRtg: 107.8 (7)
DefRtg: 107.1 (17)
NetRtg: +0.7 (15)

I precedenti stagionali: parità sul 2-2 tra le squadre

18 ottobre: Boston-Milwaukee 100-108 (highlights)
26 ottobre: Milwaukee-Boston Celtics 89-96 (highlights)
4 dicembre: Boston-Milwaukee 111-100 (highlights)
3 aprile: Milwaukee-Boston 108-100 (highlights)

Il precedente incoraggiante per lo spettacolo è che tre delle quattro partite stagionali hanno visto le due squadre arrivare in bilico negli ultimi cinque minuti di gara, segno che l’equilibrio dovrebbe farla da padrone. Le assenze da una parte e dall’altra sono però un leit-motiv della sfida: al primo incontro i Celtics erano ancora scossi per il terribile infortunio di Hayward, arrivato solo la sera prima; nelle prime due i Bucks non avevano tra le loro fila Eric Bledsoe, che sarebbe stato scambiato con Greg Monroe (a proposito: occhio all’ex dal dente avvelenato) di lì a qualche settimana; nell’ultima gara non erano presenti Irving, Rozier e Smart, mentre è l’unica della serie ad aver visto in campo Jabari Parker.

Perché vincerà Boston

Nonostante tutte le assenze abbiano depotenziato l’arsenale offensivo dei Celtics, la squadra di Brad Stevens rimane difficilissima da affrontare per qualsiasi attacco, chiudendo la stagione come la miglior difesa della lega (101.5 punti su 100 possessi concessi) e con un record comunque positivo di 14-8 nelle gare senza Irving (6-5 contro avversarie da playoff). Il quintetto base formato da Rozier, Brown, Tatum, Horford e Aron Baynes ha giocato solamente 115 minuti insieme in regular season, ma ha concesso la pochezza di 92 punti su 100 possessi – segno che il potenziale difensivo di questa squadra rimane intatto, e dovrebbe essere abbastanza per tenere a bada un attacco come quello dei Bucks. Nell’altra metà campo, invece, cominciano i dolori: Stevens dovrà spremere ogni goccia dallo scarseggiante talento offensivo dei suoi per produrre abbastanza punti e non attraversare troppi periodi di secca, anche perché sbagliare troppi tiri (o, peggio ancora, commettere palle perse) vorrebbe dire scatenare il gioco in transizione di Milwaukee, una delle squadre che più approfitta di questa situazione in tutta la lega (quasi il 20% del loro attacco, secondi in NBA di un decimo di punto dietro ai Lakers).

Perché vincerà Milwaukee

Se i Bucks sono così letali in transizione è perché possono vantare un giocatore in grado di creare contropiede anche dove non c’è come Giannis Antetokounmpo, che rappresenta in larga parte l’unico motivo per cui i Bucks potrebbero compiere l’upset. I problemi, semmai, arrivando quando bisogna attaccare a metà campo: i Bucks sono privi di tiratori perimetrali pericolosi al di fuori di Khris Middleton, trovandosi a dover inserire il 40enne Jason Terry per sperare di avere una minaccia dal perimetro in grado di tenere “aperte” le difese. Nella propria metà campo, poi, i Bucks soffrono una mancanza di disciplina che a lungo andare può essere sfruttata facilmente dagli avversari: i giocatori di Milwaukee raddoppiano quando non ce ne sarebbe davvero bisogno, lasciano i propri uomini alla ricerca di avventurose palle recuperate, commettono tantissimi falli (solo Memphis su 100 possessi ne fa di più) e concedono quasi 40 punti a partita nella restricted area, dimostrando una mancanza di fisicità nel pitturato e specialmente a rimbalzo difensivo che inevitabilmente verrà fatta pagare dagli avversari.

L’accoppiamento chiave della serie: Antetokounmpo contro tutti

Per quanti punti concedano in area agli avversari, però, anche le altre squadre si trovano davanti al dilemma di tenere lontano dal ferro Antetokounmpo, un’impresa che si è rivelata quasi impossibile durante la regular season. Il greco ha segnato la bellezza di 13.3 punti a partita solamente nella restricted area, il massimo toccato da un giocatore dai tempi di Shaquille O’Neal nel 2002-03 (14.6), e nelle quattro gare contro i Celtics il numero 34 ha viaggiato a medie di 33.5 punti a gara, il massimo di un giocatore ad Est contro Boston. In molte di quelle occasioni Stevens ha scelto di schierare su di lui il suo miglior difensore in squadra, Al Horford, cercando di frapporre un corpo tra lui e il canestro e costringerlo il più possibile a prendersi tiri fuori dal pitturato, situazione nella quale Antetokounmpo non è ancora affidabile (37.2% di percentuale effettiva). Pensare di marcare uno come Giannis in uno-contro-uno, però, è utopistico: servirà un sistema difensivo di aiuti e raddoppi da parte di tutti per impedirgli di alzare i giri del motore e raggiungere con facilità il ferro, perché una volta arrivato lì non c’è molto che si possa fare contro le due infinite prolunghe. L’assenza di tiratori nel roster di Milwaukee, però, potrebbe venire incontro agli aiuti dei Celtics: dalle percentuali di tutti i compagni di Antetokounmpo si capirà molto del destino della serie.

Il calendario della serie

Gara-1 a Boston: domenica 15 aprile, ore 19
Gara-2 a Boston: notte tra martedì 17 e mercoledì 18 aprile, ore 2
Gara-3 a Milwaukee: notte tra venerdì 20 e sabato 21 aprile, ore 3.30
Gara-4 a Milwaukee: domenica 22 aprile, ore 19
Gara-5 a Boston: notte tra martedì 24 e mercoledì 25 aprile (se necessario)
Gara-6 a Milwaukee: notte tra giovedì 26 e venerdì 27 aprile (se necessario)
Gara-7 a Boston: sabato 28 aprile (se necessario)