In Evidenza
Tutte le sezioni
Altro

Per continuare la fruizione del contenuto ruota il dispositivo in posizione verticale

Playoff NBA 2018, Minnesota-Houston 100-119: i Rockets spazzano via i T’Wolves con un quarto da 50 punti

NBA

Grazie a un terzo quarto da 50 punti che non si vedeva da 56 anni, gli Houston Rockets vincono gara-4 in casa di Minnesota e mettono una seria ipoteca sul passaggio del turno. Strepitoso James Harden, autore di 22 dei suoi 36 punti nel solo terzo quarto, supportato dai 25 di Chris Paul

CLICCA QUI PER IL TABELLINO

Non hai Sky? Guarda lo Sport che ami subito e senza contratto su NOW TV! Clicca qui

Condividi:

Minnesota Timberwolves-Houston Rockets 100-119

Per almeno tre partite e mezzo della serie contro i Minnesota Timberwolves, gli Houston Rockets non sono sembrati esattamente la macchina da canestri della regular season. Questo non ha impedito loro di vincere comunque le due gare interne, ma diciamo che non hanno fatto tanta paura quanta ne incutevano durante la stagione regolare. Poi, all’improvviso, sono esplosi in dodici minuti di pallacanestro offensiva che non si vedevano da oltre 50 anni: i 50 punti segnati nel solo terzo quarto rappresentano il massimo segnato dal 1962 a oggi in una partita di playoff, fermandosi a una sola lunghezza dai 51 segnati dai Los Angeles Lakers nell’ultimo quarto della sconfitta contro i Detroit Pistons. Il merito, ovviamente, non poteva che essere di James Harden e Chris Paul: le due stelle agli ordini di Mike D’Antoni hanno combinato per 37 punti (22 per il primo, record di franchigia, e 15 per il secondo) solamente nella terza frazione di gioco, chiudendo poi rispettivamente con 36 e con 25 punti a referto. Insieme a loro due altri tre compagni in doppia cifra — Eric Gordon con 18, Trevor Ariza con 15 e Clint Capela con 14+17, di cui 7 rimbalzi in attacco) — cancellando dal campo i T’Wolves tramortiti da una mareggiata vista raramente nella storia della NBA. E dire che Harden aveva anche cominciato male Gara-4 tirando 0/7 dal campo nella prima frazione, il peggior quarto della sua carriera senza neanche un tiro segnato, trovando la via del canestro solo a metà secondo quarto. Poi, però, è bastato un attimo per “premere l’interruttore” e passare come un treno sopra all’intero Target Center (che a più riprese ha cantato “Harden sucks”, oltre a esporre cartelli con scritto “Wolves in six”): “Abbiamo premuto l’interruttore che stavamo cercando di accendere su entrambi i lati del campo sin dall’inizio dei playoff” ha affermato il futuro MVP della stagione nell’immediato post-gara. “Fa abbastanza paura quello che siamo capaci di fare quando difensivamente siamo così concentrati e offensivamente entriamo in ritmo”. Dopo l’abbuffata, i Rockets hanno potuto veleggiare tranquillamente fino alla fine mantenendo sempre almeno 15 lunghezze di vantaggio nell’ultimo quarto, portandosi sul 3-1 in una serie che dovrebbe essersi conclusa in quegli storici 12 minuti.

Un quarto da -30: per Minnesota è già ultima spiaggia

Ai malcapitati T’Wolves non rimane altro che leccarsi le ferite, battuti dal solo Harden 22 a 20 nel corso di un terzo quarto che tormenterà le loro notti d’estate. I 30 punti di scarto subiti in quella frazione sono il massimo in un quarto nella storia della franchigia ai playoff, e sono anche diventati la prima squadra dal 6 maggio 1986 a subire uno scarto del genere, quando a “riuscirci” furono gli Atlanta Hawks contro i migliori Boston Celtics di sempre (36-6). Nel corso del primo tempo però le cose erano andate persino bene, andando avanti di 7 punti e chiudendo in svantaggio solamente di una lunghezza: a fine gara ci sono 22 punti e 15 rimbalzi per Karl-Anthony Towns (pur osservando gran parte del primo quarto dalla panchina complici due falli nei primi tre minuti), 19 punti per Jimmy Butler, 17 per Derrick Rose e 14 (di cui 9 nel terribile terzo quarto giocato per intero) per Andrew Wiggins, trovando un po’ di successo nel primo tempo attaccando il ferro ma senza riuscire a costruire un vantaggio sostanzioso mentre Harden litigava col canestro. Nel terzo quarto poi il panico si è impossessato di una squadra inesperta, sbagliando 14 dei 21 tiri tentati e chiudendo con tutti i membri del quintetto ampiamente negativi nei minuti passati sul parquet (i migliori, Butler e Towns, hanno comunque chiuso con -13). Fino a ieri coach Thibodeau sosteneva che i suoi avessero giocato male solamente in quarto in questa serie, il secondo di Gara-2: ora sono diventati almeno due, ma contro questi Houston Rockets bastano e avanzano. Nella Gara-5 prevista nella notte tra mercoledì e giovedì i giovani T’Wolves si ritroveranno già nella prima situazione in cui perdere vorrebbe dire chiudere la stagione: servirà ricordarsi che contro James Harden e Chris Paul basta un attimo per ritrovarsi in vacanza.