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NBA, gli arbitri allontanano per sbaglio il fratello di Chris Paul: "Sono pazzi"

NBA

La sicurezza ha allontanato dal campo per qualche minuto CJ Paul, fratello di Chris accusato di aver offeso gli arbitri. Spiegato il malinteso, è ritornato al suo posto e non ha perso occasione per puntare il dito contro gli arbitri NBA

La questione arbitri-giocatori in questa stagione è stato il filo conduttore che ha diviso spesso e volentieri le due fazioni, con Chris Paul che in nome del suo ruolo di rappresentante dei giocatori è stata una delle figure di rilievo nella trattativa e nel confronto tra le parti. In questi playoff la discussione è fortunatamente in parte rientrata, anche se il livello d’allerta resta elevato. Per questo è curioso il fatto che in questi primi 20 giorni di post-season l’attacco più pesante nei confronti della classe arbitrale non arrivi da un giocatore, ma dal fratello di Chris Paul; a bordocampo assieme a mamma Robin ad assistere alla gara-4 giocata e vinta da protagonista da CP3. Il siparietto è molto divertente: la sicurezza infatti si è avvicinata a CJ Paul, chiedendo gentilmente di seguirli verso l’uscita più vicina perché la sua presenza non era più gradita. Di fronte alle proteste del fratello della point guard dei Rockets, anche l’attenzione dello stesso Paul è stata catturata. Per fortuna in pochi minuti la situazione è stata chiarita: le offese nei confronti dell’arbitro James Williams infatti erano state pronunciate da un vicino di posto e non da lui: “L’arbitro è impazzito, ha chiaramente sbagliato persona. Non sono stato io a urlargli contro”, sottolinea CJ a fine gara, che ben conosce l’arbitro con cui ha avuto dei dissidi ai tempi del college. “So bene qual è il suo modo d’agire, ha avvisato gli uomini della sicurezza di Salt Lake City dicendogli ‘Non l’ho visto pronunciare nulla, ma sono sicuro sia stato lui ad attaccarmi’”. Una situazione paradossale, come sottolineato anche dal giocatore di Houston: “Ho visto che stavano provando a cacciare mio fratello, una cosa senza senso. Non avrò giocato poi tante partite playoff nella mia carriera, ma lui c’è sempre stato a bordocampo. Non capivo perché volessero portarlo fuori”. Un intoppo che ha rischiato di rovinare il 33esimo compleanno di Paul, che ha ben pensato sul parquet di regalarsi una partita da 27 punti, 12 rimbalzi e sei assist. Alla fine è uscito abbracciato con mamma Robin: tra poco CJ potrebbe finalmente sedersi a bordocampo a godersi una finale di conference.

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