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NBA, DeMarcus Cousins toglie il suo “like” all'account dei Pelicans: si va verso l’addio?

NBA

Il rinnovo estivo del centro di New Orleans - atteso al ritorno in campo dopo il grave infortunio che lo ha fermato a fine gennaio - non sembra così scontato e i segnali (anche social) che arrivano dal giocatore fanno pensare a un suo futuro lontano dalla Louisiana

Ai tempi dei social network anche solo togliere il “like” a un account – nel caso specifico, quello ufficiale di squadra dei New Orleans Pelicans – può scatenare un mezzo terremoto. Succede se a farlo  è DeMarcus Cousins, il centro ex Sacramento che su Instagram è molto attivo e conta oltre 2.6 milioni di follower e che dal 1 luglio sarà unrestricted free agent, in attesa che la società gli offra un rinnovo contrattuale che invece tarda ad arrivare. Prima dell’infortunio del 26 gennaio scorso – la rottura del tendine d’Achille – e in realtà anche subito dopo, la certezza in giro per la lega era che i Pelicans non avrebbero titubato a blindare il loro centro 4 volte All-Star (dal 2015 al 2018), una delle poche superstar disposte a giocare in un mercato non enorme, accettando di condividere i riflettori con un altro All-Star come Anthony Davis. Poi però – senza di lui in campo – New Orleans ha vinto 20 delle ultime 28 gare di stagione regolare e al primo turno di playoff ha sorpreso tutti sbarazzandosi facilmente dei Portland Trail Blazers e arrendendosi soltanto ai Golden State Warriors. Dietro la leadership di un Anthony Davis scatenato, libero di muoversi in campo secondo le sue preferenze tecniche, i Pelicans hanno visto l’emergere di un ritrovato Rajon Rondo ma soprattutto hanno visto esplodere Jrue Holiday e anche il nuovo arrivato Nikola Mirotic, molto più funzionale a una versione del quintetto con un solo vero lungo (peraltro meravigliosamente a suo agio sul perimetro come Davis) e quattro giocatori super versatili. Da qui un repentino raffreddamento del management di New Orleans nello scegliere di legarsi a un giocatore dell’età (27 anni già compiuti) e della taglia di Cousins (211 centimetri, più di 120 chili) con parecchi problemi disciplinari alle spalle e soprattutto in recupero fisico da un infortunio che ha visto  pochissimi giocatori – e forse mai nessun lungo – tornare alla forma originaria. La reazione del giocatore? Pubblica, forse addirittura plateale, nella scelta di smettere di seguire l’account Instagram dei Pelicans (anche se va fatto notare come Cousins segua ancora l’account Twitter di squadra). E a un tifoso che sui social gli ha chiesto motivazione di questo comportamento, il giocatore ha risposto con poche ma minacciose parole: “Perché sono un uomo cresciuto”, quasi a voler dire che – preso atto dei calcoli economici e di convenienza della società – anche lui è pronto a guardare unicamente ai propri interessi.

New Orleans cauta sul futuro: le altre opzioni di “Boogie”

I calcoli economici dei Pelicans, secondo le indiscrezioni riportate dal giornalista di ESPN Zach Lowe, sarebbero presto fatti: la franchigia vorrebbe offrire al proprio centro un contratto di due-tre anni inferiore al massimo salariale, una soluzione che Cousins e il suo agente avrebbero trovato quasi offensiva. A riprova di un atteggiamento cauto, anche le parole del general manager Dell Demps a fine anno: “In un mondo perfetto ci piacerebbe averlo ancora in squadra con noi – le sue parole – e questa è la nostra volontà, ma a volte ci sono situazioni che non si possono controllare in fase di free agency”. Nel ruolo di point center – creato ad hoc per permettere massima libertà di gioco a Davis – Cousins ha fatto registrare ottime cifre, più di 25 punti, quasi 13 rimbalzi e più di 5 assist a sera (entrambi massimi in carriera gli ultimi due dati), tirando con la miglior percentuale dal campo dei suoi ultimi cinque anni e un più che onesto 35.4% da tre punti su più di 6 tentativi a sera. Certo, ha regalato anche 5 palle perse a partita agli avversari (pareggiando sostanzialmente il conto con gli assist) ma non è tanto nel valore assoluto del giocatore che risiedono i dubbi di New Orleans (+4.5 il suo net rating quando in campo assieme a Davis, nell’assetto con le Twin Tower) quanto nel suo recupero fisico in primis e nel senso tattico che una superstar con le sue caratteristiche mantiene in una pallacanestro che cambia e si muove in direzioni all’apparenza opposte (+14 il net rating di squadra senza di lui ma con la coppia Mirotic-Davis in campo). Non aiuta la causa di Cousins neppure il fatto che sembrano poche le squadre disposte a rompere il salvadanaio per un giocatore che si porta dietro questo bagaglio di dubbi: Lakers e Mavericks potrebbero investire su di lui da free agent (sempre che i gialloviola vengano respinti nelle loro avances su LeBron James e Paul George ma sentano l’urgenza di un colpo di mercato, senza aspettare il 2019) mentre gli Wizards sembrerebbero una potenziale destinazione in caso di sign-and-trade (se New Orleans riuscisse a far firmare un contratto a Cousins prima del 1 luglio). Il centro dei Pelicans infatti è molto amico di John Wall e Washington potrebbe offrire un pacchetto interessante di giocatori a New Orleans (Otto Porter, Marcin Gortat e Kelly Oubre Jr., ad esempio). Toronto – la cui secca eliminazione potrebbe convincere Masai Ujiri a qualche mossa di mercato importante – e forse anche i Clippers (con DeAndre Jordan titolare di una player option per il prossimo anno) potrebbero farsi timidamente avanti, ma al momento non si va oltre delle semplici supposizioni. E quando la situazione è così fluida, anche solo smettere di seguire un account Instagram nella NBA di oggi fa notizia.

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