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Playoff NBA, Cavs sotto 0-2 e spalle al muro: ultima chiamata per LeBron James e soci?

NBA

Solo 19 squadre nella storia della NBA hanno ribaltato e vinto una serie dopo essere finite 0-2, ma due di esse sono state guidate nell'impresa da LeBron James. Stanotte in gara-3 i Cleveland Cavaliers provano a far partire la rimonta ai danni dei Boston Celtics, che hanno vinto solo una delle cinque partite disputate in trasferta in questi playoff.

La stagione sulle montagne russe dei Cleveland Cavaliers si trova davanti all’ultimo giro della morte: sotto 0-2 nella serie contro i Boston Celtics, una sconfitta stanotte – diretta alle 2.30 con commento in italiano su Sky Sport 2 HD – equivarrebbe a un’eliminazione pressoché certa, visto che nessuno nella storia della NBA ha mai rimontato da 0-3. Per la verità sono ben poche anche le squadre che hanno rimontato da 0-2, più precisamente 19 su 300 – e mai nessuna contro i Boston Celtics, che hanno sempre finito per vincere ogni serie in cui avevano vinto le prime due gare. Ci sono però un paio di precedenti che fanno ben sperare i Cavs: innanzitutto di quelle 19 squadre due sono state guidate alla rimonta da LeBron James, la prima nel 2007 contro i Detroit Pistons (vincendo in sei partite) e la seconda nel 2016, nelle celeberrime Finali NBA vinte in gara-7 contro i Golden State Warriors. Il secondo motivo per sperare per Cleveland è che i Boston Celtics sono stati men che perfetti in trasferta in questi playoff: la squadra di Brad Stevens, infatti, ha vinto tutte le nove partite disputate al TD Garden, ma ha perso quattro delle cinque gare giocate in trasferta tra Milwaukee e Philadelphia, vincendo solo al supplementare contro i Sixers in gara-3 per chiudere poi in cinque partite. I Cavs invece hanno vinto le ultime cinque partite di playoff disputate in casa, perdendo solo il debutto nella serie contro Indiana. Per riuscirci, però, hanno avuto bisogno di due buzzer beater da parte di James, in gara-5 contro i Pacers e in gara-3 contro i Toronto Raptors.

La contromisura di coach Lue: alzare i ritmi

Al di là dei precedenti servirà tutt’altra faccia e concentrazione rispetto a quella mostrata nelle prime due gare della serie – e come detto da J.R. Smith, i Cavs non possono sperare che ci pensi sempre il Re a togliere le castagne dal fuoco per i suoi, visto che neanche la sua tripla doppia da 42 punti di gara-2 è servita per evitare la sconfitta in doppia cifra della serie. Alla vigilia di gara-3 i Cavs hanno ribadito l’importanza di alzare il ritmo per non farsi strangolare dall’eccellente difesa dei Celtics, almeno stando a quanto dichiarato da coach Tyronn Lue. “Dobbiamo uscire sentendo l’urgenza di attaccare subito, di non farli acclimatare alla partita o lasciare che se la cavino all’inizio. Sappiamo che loro giocano bene in casa e hanno avuto due buone partite, ma ora tocca a noi”. L’idea di coach Lue è che il ritmo compassato tenuto nella serie contro Toronto non funzioni contro i Celtics, che nel secondo tempo di gara-2 sono riusciti a mettere una mano in faccia ai tiratori dei Cavs in 36 dei 39 tiri tentati. “Hanno un sacco di giocatori versatili e cambiano su tutti i blocchi” ha spiegato Kyle Korver, tenuto a 3/10 dall’arco nelle due gare di Boston. “Stanno sovraccaricando LeBron, ma senza raddoppiarlo del tutto. Perciò anche quello che sembra essere un tiro aperto alla fine non lo è mai davvero. Quando giochiamo in maniera lenta, raramente la tua prima opzione di tiro è disponibile, perciò dobbiamo essere in grado di continuare a passarcela, portarci dei blocchi, correre di più e costringerli a commettere degli errori. Se siamo lenti, sono troppo bravi”. Alzare i ritmi permetterebbe in linea teorica di abbassare la difficoltà delle conclusioni per tutti quanti, un concetto ribadito anche da Kevin Love: “Tutti quelli che conoscono Ty [Lue] sanno che non parla d’altro che non sia il ritmo. L’idea è sempre quella di spingere, che si segni o che si sbagli. Quando riesci ad alzare i ritmi, permetti a LeBron di giocare in avvicinamento a canestro aprendogli il campo e trovando tiri a più alta percentuale. Quella è una chiave importantissima con noi, e ne abbiamo discusso sia in sala video che in allenamento”.