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Playoff NBA 2018, Boston-Cleveland 79-87: immenso LeBron James, Celtics battuti in gara-7

NBA

Grazie a una super prestazione da 35 punti, 15 rimbalzi e 9 assist, LeBron James trascina Cleveland alla quarta partecipazione consecutiva alle Finals NBA, l'ottava personale per il n°23 dei Cavs che entra così sempre di più nella leggenda

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Boston Celtics-Cleveland Cavaliers 79-86

Alla fine, non si sa bene come, ce l’ha fatta ancora: LeBron James è riuscito a conquistare le Finals NBA per l’ottava volta consecutiva nella sua carriera, la nona in totale in 15 stagioni trascorse nella lega. Se James fosse una franchigia, sarebbe secondo per partecipazioni alle finali soltanto ai Celtics e ai Lakers. Numeri leggendari, frutto di uno sforzo sovraumano da parte del n°23 di Cleveland, in campo per tutti e 48 i minuti nella sua 100esima partita stagionale, trascinante con i suoi 35 punti, 15 rimbalzi e nove assist. Tripla doppia sfiorata, un macigno enorme su una partita dal punteggio bassissimo, in cui la mano dei tiratori ha tremato più del normale e dove i vice-campioni NBA in carica ci mettono quasi un quarto per scrollarsi di dosso la tensione. Tutti tranne James ovviamente, che fa tutto da solo per buona parte del primo quarto, è l’unico in casa Cavs a muovere la retina per oltre sette minuti, prima di iniziare a raccogliere l’atteso supporto da parte di Jeff Green, Tristan Thompson e poi anche J.R. Smith. Un rimbalzo, un tagliafuori, una difesa aggressiva. Basta quello, prima che arrivino anche canestri importanti che permettono agli altri tre titolari di Cleveland di raggiungere la doppia cifra alla voce punti realizzati. Boston gioca meglio nei primi due quarti, vola anche sul +12 che ha il sapore di sentenza prematura, ma poi smette di eseguire e soprattutto di trovare in qualche modo il canestro. I Cavs così si rifanno sotto, mettono il naso avanti a metà terzo quarto e scommettono contro le pessime percentuali dei padroni di casa. I Celtics infatti chiudono con il 34% dal campo e il 17% dalla lunga distanza (7/39): Boston in sostanza non segna mai, più per demeriti propri che a causa del lavoro della difesa di Cleveland (che a tratti resta spaesata e disorganizzata). Nel momento in cui serviva esperienza, è dunque venuta fuori tutta l’immaturità di un gruppo rimaneggiato dagli infortuni e giovanissimo in buona parte dei suoi componenti. Jayson Tatum - il più rookie di tutti – è però l’eccezione. Il n°0 biancoverde infatti parte forte, fa impazzire il TD Garden con giocate di classe purissima, chiudendo il match con 24 punti e confermandosi come il miglior realizzatore dei suoi. A sei minuti dalla sirena Tatum prima piazza una schiacciata sulla testa di James (condita con urlo liberatorio), seguita poi da una tripla che riporta in equilibrio la sfida e dà la carica ai tifosi Celtics sugli spalti. Sembra poter essere l'ennesimo colpo di scena, ma LeBron nel frattempo ha già previsto e risolto tutto. Il parziale finale è di 16-7 Cleveland, con Boston che tira 2/13 di squadra e prende la via degli spogliatoi mentre i Cavaliers si gode la premiazione. "Quattro volte campioni a Est, è pazzesco", dice J.R. Smith, mentre guarda verso un LeBron James con il volto tiratissimo. Per lui non è una novità, anzi. È un appuntamento abituale, da otto anni a questa parte.

Senza Kevin Love, in trasferta, con solo 5 punti dalla panchina: che impresa!

Una partita e un successo che entrano di diritto nell’Olimpo di una carriera come quella di LeBron James di cui si fa fatica a disegnare i contorni; riuscito nonostante tutte le difficoltà a superare anche questo scoglio. Boston non era mai stata battuta in casa in questi playoff (10-0 prima di oggi), trascinata da un pubblico fantastico e condizionante anche questa volta. I Celtics nella loro storia inoltre non avevano mai perso una serie dopo essere passati in vantaggio per 2-0 (37-0, diventato 37-1). Numeri e record andati in frantumi sotto i colpi del n°23 dei Cavs, rimasto ancora più solo dopo l’infortunio alla testa di Kevin Love in gara-6 che ha costretto coach Tyronn Lue a ridisegnare le rotazioni. Jeff Green in quintetto e una panchina già corta che resta dunque ancora più sguarnita. Kyle Korver non entra mai in partita, ma segna una tripla su un possesso cruciale del quarto periodo, mentre Larry Nance Jr. mette in campo intensità e realizza un tap-in a rimbalzo d’attacco. Fine. L’elenco dei canestri portati a casa a gara in corso da Cleveland termina qui, con buona pace dei titolari che devono fare gli straordinari e tirare più a lungo del previsto la carretta. Per questo, a fronte di questa totale (o quasi) assenza di supporto, la vittoria conquistata da James assume i contorni dell’impresa titanica forse più grande della sua carriera. Per longevità, continuità di sforzo e lucidità nella gestione, una delle più incredibili imprese nella storia della NBA e dello sport in generale. Il sesto successo consecutivo in carriera in gara-7 che gli regala l’opportunità di scrivere un’altra pagina di un libro che non smetteremo mai di aver voglia di continuare a leggere.

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