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NBA, finalmente faccia a faccia: Kawhi Leonard ha incontrato Gregg Popovich

NBA

Chiacchierato per giorni, si è finalmente consumato il meeting tra l'allenatore di San Antonio e la sua superstar ribelle, il primo contatto diretto tra i due dopo la richiesta di cessione resa pubblica a sorpresa dal giocatore

E alla fine l’incontro ha avuto luogo. Chiacchierato per giorni, annunciato e poi smentito, ipotizzato a New York e poi invece svoltosi a San Diego, la città di adozione di Kawhi Leonard, dove l’ala degli Spurs è andato al college e dove spesso torna a lavorare in estate. Gregg Popovich è calato nella California del sud per incontrare la sua superstar nella giornata di martedì, un meeting da cui – in perfetto stile Spurs – non è trapelato sostanzialmente nulla. “Una buona chiacchierata”, svoltosi in maniera “professionale e confidenziale”, a cui Leonard non si è presentato da solo (in compagnia dello zio, figura centrale e consigliere numero uno del giocatore?) dopo aver tentato per diverse settimane di evitare l’incontro diretto col suo allenatore. Il network ESPN riporta infatti che il n°2 nero-argento e le persone a lui più vicine siano infuriati con gli Spurs per almeno un paio di motivi: una gestione considerata scellerata dell’infortunio al quadricipite che lo ha costretto a saltare 73 delle 82 partite stagionali e le dure critiche ricevute da alcuni membri del roster degli Spurs (su tutti Tony Parker, ma anche dallo stesso Popovich) durante il periodo della sua assenza. Leonard e il suo allenatore si erano visti faccia a faccia al memoriale tenutosi per ricordare la moglie di Gregg Popovich Erin, venuta a mancare durante i playoff. L’ala ex San Diego State era infatti presente alla cerimonia, insieme a tutti i suoi compagni, ma l’occasione era ovviamente tutt’altro che adatta a intavolare qualsiasi tipo di discussione a sfondo sportivo. Il meeting di San Diego, quindi, resta la prima comunicazione diretta tra i due da quando, abbastanza a sorpresa, Leonard e il suo clan hanno pubblicamente espresso la volontà del giocatore di andarsene da San Antonio, richiedendo al club una trade che potesse portarlo altrove – preferibilmente a Los Angeles, sponda Lakers, destinazione preferita dall’MVP delle finali NBA 2014. Ovviamente non solo i Lakers sono sulle tracce del n°2 nero-argento: Cleveland ad esempio sembra essere una delle prime squadre ad aver composto il numero telefonico del gm di San Antonio R.C. Buford, offrendo un pacchetto costruito attorno alla scelta n°8 al prossimo Draft più Kevin Love per provare a portare in Ohio Leonard convincendo così magari LeBron James a restare. Sembra però che il giocatore abbia avvisato parecchie squadre della sua ritrosia a impegnarsi per più di un anno proprio per la volontà di approdare comunque a Los Angeles da free agent, nell’estate 2019. A meno che, utilizzando le sue fini doti da stratega, e tutta la persuasione di cui è capace, Gregg Popovich non sia stato capace di far cambiare idea alla sua superstar, convincendolo a restare in Texas e continuare il progetto sportivo più vincente degli ultimi 20 anni nel panorama dello sport professionistico americano. A breve – ma presumibilmente non prima del Draft 2018 in previsione giovedì notte – ci si aspettano nuove puntate della prima telenovela di mercato dell’estate NBA.

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