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Mercato NBA, i Cavaliers ripartono da Collin Sexton e Billy Preston (aspettando LeBron James)

NBA

I vice-campioni NBA sono usciti con le ossa rotte dalla sfida contro gli Warriors e sanno di dover ricostruire, con o senza LeBron James a disposizione. Una rinascita che passa dai due rookie scelti nelle ultime ore a Cleveland, sperando che siano un buon punto di partenza

Una guardia che ha dimostrato di avere un bel po’ di armi nel suo arsenale, una sicurezza nei propri mezzi (a volte anche troppa) che alcuni non riescono a mettere insieme neanche dopo un’intera carriera, unita alla totale assenza di paura nell’assumersi responsabilità. Queste sono alcune delle caratteristiche di Collin Sexton, il rookie che i Cavaliers hanno scelto alla n°8 e il cui compito sarà quello di riempire un vuoto enorme nella posizione di point guard. Per farlo Sexton ha deciso di andare controcorrente, mettendosi sulle spalle il numero 2 indossato fino a 12 mesi fa da Kyrie Irving; ennesima dimostrazione di come la pressione per lui non sia mai stata un grattacapo. La prima scelta assoluta del Draft 2011 è stato l’ultimo giocatore a gestire in maniera sapiente e funzionale l’attacco di Cleveland. Nell’ultima stagione i vari Dwyane Wade, George Hill, Jose Calderon, Isaiah Thomas (e altri, tra cui Derrick Rose ad esempio) sono andati in affanno, incompleti e sempre parziali nella gestione dell’attacco dei vice-campioni NBA. Certo, ci ha pensato spesso e volentieri LeBron James a togliere le castagne dal fuoco, ma in casa Cavaliers tocca iniziare a fare i conti eventualmente senza di lui. E Sexton sembra poter essere funzionale in entrambi i casi. Il nuovo rookie dei Cavs era presente sugli spalti della Quicken Loans Arena per gara-4, quella che ha regalato il titolo a Golden State e scritto forse l’ultima pagina del n°23 a Cleveland: “L’energia sprigionata dalla gente a bordocampo è stata formidabile – risponde Sexton, dimostrando già discreta abilità nello schivare le domande scomode -, ero seduto e ogni volta che i Cavs riuscivano a segnare tutto iniziava a tremare attorno a me. I tifosi urlavano e incitavano la squadra di continuo, voglio farmi trovare pronto non appena verrà chiamato il mio nome”. I fan sugli sparti nel prepartita faranno attenzione alla formula “From St. Vincent-St. Mary High School…”, sperando di risentirla anche il prossimo ottobre. Lui invece già sogna di sentire l’urlo: “From Alabama…”, a prescindere da tutto il resto.

Preston rimasto fuori dal Draft: tutta colpa di un incidente stradale

Non solo Sexton a ringiovanire il roster dei Cavaliers, ma come ulteriore innesto è arrivato anche Billy Preston. Una scelta effettuata dopo il Draft, visto che l’ex giocatore di Kansas è rimasto ai margini, snobbata per 60 volte consecutive dopo la complicata stagione che si è lasciata alle spalle. A poche ore dalla partita della sua Kansas contro Kentucky dello scorso novembre infatti (poi vinta dai suoi compagni), Preston ha avuto un incidente in auto, fortunatamente di poco conto sia come conseguenze, che come danni riportati dall’automobile. Impatto contro le barriere a bordo strada, un colpo alle gomme e poco più. Un segnale però, su cui a Kansas hanno voluto fare chiarezza, mettendolo fuori squadra e dopo il quale non è stato più reintegrato senza aggiungere particolari spiegazioni. E così Preston, considerato da molti uno dei primi 20 talenti della classe 2018 al Draft, è scivolato rapidamente nel dimenticatoio; di certo non aiutato dalla pessima esperienza in Bosnia al BC Igokea, squadra lasciata dopo sole tre partite incolore. Un percorso di avvicinamento al Draft molto complicato, ma non una pietra tombale sulle sue possibilità di crescita, come sottolineato da Matt Tait, l’allenatore di Kansas: “Billy è certamente un talento da primo giro e c’è stata più di una squadra NBA che ci ha chiesto informazioni a riguardo. Ma la vera discriminante è che in questa pessima stagione nessuno lo ha visto giocare e questo lo ha scosso non poco. L’importante però è capire che ciò che accade nel 2018 non definisce in alcun modo il tipo di professionista che sarai nel 2026”. A Cleveland hanno voluto seguire il consiglio, sperando che funzioni.

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