NBA, Houston abbiamo un MVP: James Harden votato miglior giocatore della stagione 2017-18

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La superstar di Houston diventa il terzo Rockets di sempre dopo Hakeem Olajuwon e Moses Malone a vincere il premio di MVP, avendo la meglio sugli altri due finalisti LeBron James e Anthony Davis. Solo Bill Walton prima di lui aveva vinto sia il premio di sesto uomo dell'anno che quello di MVP

Era il favorito, non ha finite per deludere le aspettative: James Harden, All-Star degli Houston Rockets, è stato votato MVP della stagione NBA 2017-18, primo riconoscimento del genere nella sua carriera, superando nella finale a tre LeBron James e Anthony Davis. I primi ringraziamenti del n°13 dei Rockets – sul palco a ritirare il premio con occhiali da sole e un curioso vestito lungo dalla trama floreale – sono stati “per la NBA, per tutte le leggende che hanno aperto la strada e mi hanno permesso di giocare come gioco oggi e per i Rockets e l’intera città di H-town [Houston]”. Harden diventa solo il terzo giocatore della franchigia a vincere il riconoscimento, dopo Hakeem Olajuwon nella stagione 1993-94 e Moses Malone (2 volte, 1978-79 e poi ancora nel 1981-82) e il quarto di sempre a farlo segnando almeno 30 punti a sera (30.4) in una squadra capace di vincere 65 o più partite (gli altri sono stati Steph Curry, Michael Jordan due volte e Kareem Abdul-Jabbar). “Gli ultimi quattro ho sempre bussato a questa porta – ha detto Harden nel ricevere l’award intitolato a Maurice Podoloff – e ora finalmente è arrivato il mio momento. Tenere tra le mani questo trofeo significa molto ma non mi voglio fermare certo qui, anzi. È un riconoscimento al lavoro di ogni estate, quando provo a diventare un giocatore sempre migliore: sono stato scambiato [da Oklahaoma City a Houston, ndr] e sono arrivato in una franchigia dove mi è stato assegnato il ruolo di leader. Ho dovuto imparare a esserlo e oggi sono qui”. Harden diventa solo il secondo giocatore nella storia della lega – insieme a Bill Walton – ad aver vinto sia il premio di sesto uomo dell’anno (incassato nel 2012 in maglia Thunder) che quello di MVP. “Il Barba” ha ammesso di essere salito sul palco a ritirare il premio senza essersi preparato nessun discorso, per un motivo molto valido: “L’anno scorso ero convinto di essermi meritato il premio almeno quanto quest’anno, non vedo differenze, e invece non l’ho vinto. Allora ho pensato che se questa volta fosse successo avrei improvvisato e detto semplicemente quello che mi veniva in mente di dire”. 

"Ci vediamo l'anno prossimo": la sfida di Harden

Nel porre l’accento sul suo instancabile lavoro estivo (“Sono un workaholic”, ha ammesso il leader dei Rockets), Harden non ha voluto dimenticare neppure la sua presenza continua alla Drew League, la lega estiva che si gioca nella sua Los Angeles (dove si è anche svolta la premiazione) e che lo vede protagonista ogni anno: “È il mio modo di non dimenticare da dove vengo, e quest’anno non sarà diverso: mi troverete in campo a giocare, come ogni estate”. Ovviamente il premio di MVP non mitiga la delusione di non essere stati in grado, come squadra, di superare Golden State e giocarsi il titolo contro Cleveland. “Bisogna però tenere in conto che Chris Paul, P.J. Tucker, Luc Mbah a Moute e tutti questi ragazzi erano al loro primo anno in squadra e siamo arrivati a metà tempo di distanza dalle finali NBA. Pensate a cosa possiamo fare l’anno prossimo…”, promette un bellicoso Harden. Le ultime parole della ex stella di Artesia High School poi sono per la mamma, a cui da bambino – su un foglio di carta da lei conservato – un giovanissimo Harden aveva scritto “Imma be a star” (Diventerò una stella): “Non voglio scoppiare a piangere ma lei è sempre stata la mia spina dorsale, nei buoni e nei cattivi momenti”. Poi una promessa: “Da sesto uomo sono diventato MVP: ci vediamo tutti l’anno prossimo!”. La sfida è lanciata, dal miglior giocatore NBA della stagione 2017-18 a chiunque vorrà batterlo in quella 2018-19. 

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