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Mercato NBA: Austin Rivers via dai Clippers, arriva Marcin Gortat dagli Wizards

NBA

A pochi giorni dall’inizio della free agency, i losangelini cedono il figlio di Doc Rivers e si assicurano un lungo d’esperienza, mettendo così alle strette DeAndre Jordan. Washington invece aggiunge alla sua panchina una guardia di livello, perfetto rincalzo di Wall e Beal, con la speranza di migliorare l’impatto delle riserve da sfruttare a gara in corso

Per la prima volta in NBA un padre allenatore saluta suo figlio giocatore, non prima però di aver ceduto controvoglia lo scettro di GM. Fino a quando è toccato a Doc Rivers gestire il mercato dei Clippers e prendere la decisione ultima riguardo ogni scambio fatto dai losangelini, il posto in squadra di suo figlio Austin non è mai stato messo in discussone. Arrivato via trade nel gennaio 2015 (al costo di una scelta al secondo giro andata a Boston in una trade che coinvolse tre squadre), più volte si è discusso delle scelte fatte dall’allenatore/GM dei Clippers, reo di aver rifiutato proposte favorevoli per la sua squadra pur di trattenerlo a Los Angeles. La rivoluzione portata avanti da qualche mese a questa parte dal nuovo gruppo dirigenziale invece non sembra guardare (giustamente) in faccia a nessuno, tenendo conto di ragioni tecniche e non dei rapporti personali tra giocatori e staff. Per questo non sorprende che i Clippers abbiano deciso di scambiare Austin Rivers con gli Washington Wizards in cambio di Marcin Gortat, risolvendo così in un colpo solo un bel po’ di problemi. Dall’altra parte invece i capitolini rendono meno pesanti parte delle tensioni all’interno dello spogliatoio, cedendo il lungo polacco arrivato ai ferri corti con il leader dello spogliatoio John Wall e più in generale con la dirigenza di Washington. Gli Wizards cercavano l’occasione giusta per piazzarlo e aver sistemato la questione con qualche giorno d’anticipo rispetto all’inizio della free agency permetterà di pianificare al meglio gli investimenti e le mosse dal prossimo 1 luglio. Il GM degli Wizards Ernie Grunfeld ha commentato in maniera entusiasta l’arrivo nella capitale della guardia dei Clippers: “Austin Rivers garantisce la presenza in squadra di un altro giocatore versatile, d’esperienza, in grado di aggiungere punti e capacità di playmaking al roster. Lo scorso anno è stato quello della sua definitiva consacrazione, in cui ha dimostrato la sua abilità di creare canestri senza l’aiuto dei compagni e di gestione delle responsabilità. Aiuterà il nostro gruppo di riserve, permettendoci di schierare un’enorme varietà di quintetti nel corso della stagione”.

Le ragioni dei Clippers: DeAndre Jordan con le spalle al muro

Contratti simili (balla un milione di dollari di differenza, con Gortat che guadagnerà il prossimo anno 13.5 milioni contro i 12.6 di Rivers, entrambi in scadenza il prossimo 30 giugno), ma ruoli completamente diversi. È proprio in funzione di quelli che diventano più chiare le intenzioni da parte di entrambe le squadre. I Clippers infatti hanno iniziato già nei giorni scorsi a lavorare in questa direzione, consapevoli di recuperare dagli infortuni sia Patrick Beverley che Milos Teodosic e aggiungendo poi attraverso le scelte n°12 (poi diventata la 11, visto con lo scambio con gli Hornets) e 13 all'ultimo Draft Shai Gilgeous-Alexander e Jerome Robinson; componenti di quello che a Los Angeles sperano possa diventare il backcourt del futuro a Los Angeles. Insomma, un bel po’ di guardie in grado di rimpiazzare proprio Austin Rivers, ceduto per garantirsi un centro di livello NBA. Gortat è un titolare della lega da un decennio e molto probabilmente sarà il prossimo lungo del quintetto dei Clippers, visto che DeAndre Jordan ha già fatto presente più volte di voler andare via (proponendosi anche a Houston, senza ricevere risposta). A lui adesso tocca fare una scelta: decidere di esercitare l’opzione da 24.1 milioni di dollari presente nel suo contratto, o rinunciare e diventare free agent. I losangelini adesso si ritrovano in una posizione di forza: qualora Jordan decida di andare via, il sostituto è già in casa. Se invece resta e si tiene stretto il bottino, l’obiettivo dei losangelini sarà quello di cederlo prima della deadline di febbraio, avendo però il coltello dalla parte del manico e non dovendo sottostare alla volontà del giocatore. Un palliativo, ma non di certo una soluzione a lungo termine: Gortat infatti non è di certo un giocatore che garantisce una prospettiva di medio periodo. A 34 anni ha già dimostrato di essere nella fase calante della sua carriera, ma per un paio di stagioni potrebbe rivelarsi ancora un solido giocatore di rotazione. Quello che serve ai Clippers per gestire con tranquillità la questione Jordan.

Le ragioni degli Wizards: una guardia in più, in attesa di un nuovo lungo

Rivers invece è un giocatore con una prospettiva ben diversa, in grado di chiudere con 15 punti di media l’ultima regular season e diventato a tutti gli effetti una guardia che può stare in una rotazione NBA. Non dovrà fare il titolare o vestire i panni del go-to-guy, ma a lui verrà chiesto di dare la scossa a gara in corso all'interno di una panchina non sempre in grado di tenere alto il livello di intensità. Una mossa che sembra essere il preludio delle altre che stanno valutando in casa Wizards, visto che al momento restano presenti nel roster soltanto Ian Mahinmi e Jason Smith come giocatori da utilizzare a protezione del ferro. A guardare le prestazioni dell’ultimo anno non è da escludere anche l’utilizzo di un quintetto piccolo da parte di coach Brooks, con Markieff Morris e Mike Scott nei pressi del ferro schierati assieme al trio Wall-Beal-Porter. Al tempo stesso però bisognerà muoversi per puntare quantomeno a qualche free agent che dia delle garanzie. Sul mercato c’è Dwight Howard, liberatosi nei giorni scorsi del suo contratto via buyout con i Brooklyn Nets, mentre la suggestione è quella di arrivare via sign-and-trade a DeMarcus Cousins (Washington non ha lo spazio per pensare di firmarlo senza scambiare qualcuno, dunque dovrebbe convincerlo ad accettare un'offerta dai Pelicans, per poi mettere in piedi una trade con New Orleans). L’ex giocatore dei Kings è molto amico con Wall (compagni di college a Kentucky), ma per gli Wizards questo richiederebbe una profonda rivoluzione di tutto il roster. Difficile però fare ulteriori ipotesi senza conoscere il quadro completo messo in piedi dalla dirigenza capitolina: per giudicare in maniera definitiva questo scambio, bisognerà dunque aspettare le prossime mosse.

Thank you Washington for five wonderful years 🙌🏻🇵🇱🔨

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