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Mercato NBA: Jordan non rinnova con i Clippers, è pronto a passare a Dallas

NBA

Dopo 10 anni di carriera tutti passati a Los Angeles, il centro dei Clippers ha rinunciato all’ultimo anno di contratto, rendendosi disponibile al passaggio ai Mavericks; saltato in maniera rocambolesca tre anni fa e ormai a un passo

DeAndre Jordan ha ufficializzato la sua decisione soltanto poche ore fa, rinunciando alla player option prevista dal suo contratto che gli garantiva 24.1 milioni di dollari per la prossima stagione e diventando (per poche ore) free agent, in attesa di rendere noto il sempre più probabile passaggio ai Dallas Mavericks, ormai a un passo dal raggiungere un accordo con lui. A tre anni di distanza dal tradimento fatto ai texani proprio in favore dei losangelini, Jordan è così pronto a tornare in Texas (nativo di Houston) e a salutare i Clippers dopo 10 anni di carriera trascorsi allo Staples Center. Lo stesso profilo Twitter della franchigia di Los Angeles non ha perso tempo nel ringraziarlo di quanto fatto, consapevole che questa volta non ci sarà modo di convincerlo a fare un passo indietro. In realtà negli ultimi giorni i contatti con i Mavericks sono stati molto intensi, nella speranza di poter trovare un accordo che prevedesse a quel punto una sign-and-trade da parte di Jordan (rinnovo per poi essere ceduto alla squadra di Cuban) che portasse in dote qualcosa anche ai Clippers. Dallas però dalla sua aveva un bel po’ di spazio salariale da poter mettere sul piatto: per i texani in sostanza uno scambio era un’opportunità per risparmiare qualche milione, ma non una strada da percorrere a ogni costo. E infatti, alla fine, si è deciso di fare altro, lasciando i Clippers con un pugno di mosche in mano; proprio come accadde tre estati fa a parti invertite. Quella volta i Mavs misero sul piatto un quadriennale da 80 milioni, minando dalle fondamenta quel progetto bello e incompiuto che i losangelini speravano di portare avanti ancora per qualche stagione. Chris Paul, Doc Rivers e tutti gli altri partirono alla volta di Houston, con l’obiettivo di convincere Jordan a rimanere. Ci riuscirono (concedendogli anche sette milioni “di bonus” per rendere la pillola meno amara), fallirono di nuovo e poi decisero di abbandonarlo senza rinnovare (CP3) o via trade (Griffin), lasciandolo prigioniero del contratto che loro stessi lo avevano convinto a firmare. Non una scelta a sorpresa, visto che gli stessi Clippers nei giorni scorsi avevano già provveduto a sostituirlo con Marcin Gortat, ma un addio amaro. Con la sua partenza infatti si chiude un’epoca, la più vincente nella storia dei Clippers, che tuttavia non sono mai riusciti ad andare oltre una semifinale di Conference nonostante il potenziale a disposizione.

L’ennesimo sacrificio di Nowitzki per "fare spazio" a Jordan

Chi invece non ha mai e poi mai pensato di lasciare la sua squadra, ma anzi è disposto a tutto per continuare a garantire salute e successi alla sua franchigia è Dirk Nowitzki, chiamato a fare l’ennesimo sacrificio economico per la sua Dallas. Lo scorso anno il tedesco firmò un biennale da 10 milioni di dollari con opzione per il secondo in mano agli stessi Mavericks. Fece notizia perché rimandava di 24 mesi il suo ritiro e non tanto perché Nowitzki rinunciasse a decine di milioni di dollari che avrebbe potuto incassare. Adesso però anche quei cinque non sembrano essere del tutto garantiti, visto che i texani al momento dispongono di 27 milioni di spazio salariale e sperano di rosicchiare un altro po’ di margine proprio riducendo l’offerta per il tedesco. Una decisione presa ovviamente di comune accordo tra le parti, con Nowitzki che lascerebbe liberi quei soldi per Jordan, accettando poi come contratto l’eccezione contrattuale da 4.4 milioni a disposizione di Dallas. All'alba della sua 21esima stagione NBA sempre con la stessa maglia (mai nessuno come lui, Kobe Bryant si è fermato a 20), Nowitzki ha ancora una volta trovato il modo di rendersi utile già prima di allacciarsi le scarpe per scendere sul parquet. A 40 anni ormai nessuno si meraviglia più della capacità di essere decisivo del n°41.

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