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NBA 2018-2019, i risultati della notte di preseason: Spurs ko contro i Rockets, vincono Bucks e Thunder

NBA

San Antonio perde il derby texano contro Houston; positiva la prova di Marco Belinelli, autore di 11 punti in 12 minuti in uscita dalla panchina. Non bastano ai T'wolves i 33 punti di Towns per battere Milwaukee, tutto facile per OKC contro gli Hawks. Lillard e McCollum combinano per 44 punti, ma a vincere sono gli Utah Jazz

TUTTI GLI HIGHLIGHTS DELLA NOTTE DI PRESEASON

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San Antonio Spurs-Houston Rockets 93-108

Tornano al successo gli Houston Rockets, più freschi e incisivi nel finale di gara contro gli Spurs. Un roster profondo quello a disposizione di Mike D’Antoni, che chiude con ben sette giocatori in doppia cifra. Oltre al quintetto titolare (21 punti, nove assist, cinque rimbalzi e sette palle perse per Harden), bene in uscita dalla panchina anche Carmelo Anthony e Gerald Green, protagonisti anche loro dei 53 tentativi di squadra dalla lunga distanza (17 delle quali a bersaglio). Dall’altra parte però a preoccupare San Antonio non è la sconfitta, né il rallentamento nel finale di gara, ma l’infortunio al ginocchio sinistro di Dejounte Murray, crollato a terra e uscito malconcio dal parquet. In campo a farne le veci ci ha pensato il nuovo arrivato DeMar DeRozan, di gran lunga il più ispirato con i suoi 22 punti e cinque assist (nonostante il plus/minus reciti -20). Uno dei più incisivi in quanto a differenziale (e anche per produzione) invece è Marco Belinelli, che sembra già essersi ritagliato il suo spazio in uscita dalla panchina. Per lui 11 punti in 12 minuti, portati a casa anche grazie a cinque tiri liberi tentati; il termometro migliore per misurare l’aggressività di un giocatore. Questi, uniti ai quattro falli commessi, fanno per capire quanto l’azzurro ci stia dando dentro, anche in preseason.

Oklahoma City Thunder-Atlanta Hawks 113-94

Non c’è partita tra Thunder e Hawks nella prima sfida della serata, nonostante Russell Westbrook sia ancora ben lontano dal tornare a calcare il parquet. Senza il n°0 è l’ex di giornata a farne le veci e raccogliere la sfida. Dennis Schröder, andato via da Atlanta in estate a seguito delle sue insistenti richieste, spinge al massimo sull’acceleratore nei 27 minuti in cui resta in campo: alla sirena finale sono 20 punti con 14 tiri, sette rimbalzi, sei assist, cinque falli e soprattutto +30 di plus/minus; buona parte raccolti assieme a Paul George, autore di 22 punti, sei rimbalzi e sei rubate. A fine primo tempo OKC è già in controllo, ma è nel terzo quarto che i padroni di casa scavano definitivamente il gap con un parziale da 35-16. L’unica notizia stonata in una serata agevole e priva di complicazioni è l’infortunio di Terrance Ferguson, uscito nel primo quarto a causa di una concussione che non gli ha permesso più di tornare a disposizione sul parquet. Dall’altra parte invece davvero poco da segnalare, con Alex Len miglior realizzatore dei suoi con 18 punti, assieme ai 16 messi a referto da Trae Young.

Minnesota Timberwolves-Milwaukee Bucks 107-125

Sembra strano ma nel 2018 e in una delle leghe più tecnologiche e avanzate del mondo una partita può essere giocata senza che nessuno riesca a trasmetterla in TV. Nessuno, né la NBA attraverso il League Pass, né le emittenti locali. Per questo Milwaukee-Minnesota è stato uno spettacolo intimo per i 14mila presenti all’Hilton Coliseum, di cui poter delineare per linee di massima quanto accaduto: i Bucks hanno battuto i T’wolves e nessun giocatore ha subito particolari infortuni. Beh, a guardare l’andamento della sfida Milwaukee ha fatto la parte del leone per quaranta minuti, dominante e più in palla di Minnesota. Alla sirena finale sono 21 punti e dieci rimbalzi per Giannis Antetokounmpo, uno dei sei in doppia cifra in grado di arginare i 33 punti di uno scatenato Karl-Anthony Towns. Attorno a lui davvero poco altro, in una squadra che chiaramente sta pensando a ben altre questioni lontano dal parquet.

Portland Trail Blazers-Utah Jazz 112-123

I padroni di casa mandano tre giocatori del proprio quintetto oltre i 20 punti – 23 per Damian Lillard, 21 per CJ McCollum e 20 con 11 rimbalzi per Jusuf Nurkic – ma l’interminabile panchina di Utah (sono scesi in campo 12 giocatori, anche se 5 solo per un minuto) fa la differenza, mettendo a segno la bellezza di 59 punti (contro i 38 delle riserve dei Blazers) per dare ai Jazz la quarta vittoria su quattro incontri di preseason, la prima esterna. Per gli uomini di coach Snyder il miglior marcatore è il solito Donovan Mitchell, a quota 21, ma tutto il quintetto base ha terminato in doppia cifra; molto positiva anche la prestazione dalla distanza dei tiratori di Utah, che chiudono con 18/36 (50%) da tre punti (Mitchell e Niang con 3/5). La vittoria degli ospiti si concretizza in rimonta nel quarto quarto, iniziato con un secco 7-0 di parziale e poi dominato Jazz 39-20, anche grazie alla presenza in campo di moltissimi riserve nei Blazers.