13 ottobre 2018

NBA 2018-2019, i risultati della notte di preseason: Giannis formato MVP, i Lakers battono ancora Golden State

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Tripla doppia da 32 punti, 12 rimbalzi e 10 assist per Giannis Antetokounmpo in soli 25 minuti contro i Minnesota Timberwolves. I Lakers anche senza LeBron James battono di nuovo gli Warriors, che riaccolgono in campo Draymond Green

TUTTI GLI HIGHLIGHTS DELLA PRESEASON

LE ULTIME SU BUTLER A MIAMI: LO SCOGLIO È BAM ADEBAYO

Milwaukee Bucks-Minnesota Timberwolves 143-121

Bucks e Timberwolves non potrebbero trovarsi in situazioni più opposte, e in campo si è visto chiaramente. I primi volano sulle ali dell’entusiasmo portato dal nuovo sistema di coach Budenholzer e, soprattutto, sfruttando un Giannis Antetokounmpo già in formato MVP: per il numero 34 ci sono 32 punti, 12 rimbalzi e 10 assist, una tripla doppia in soli 25 minuti sul parquet costellati da giocate spettacolari, arrivando al ferro a piacimento (13/17 dal campo) e trovando anche due triple su cinque tentativi. Ad accompagnarlo anche i 22 di Khris Middleton e le doppie cifre di Christian Wood (19), Eric Bledsoe (14) e Malcom Brogdon (13) in una gara dominata in lungo e in largo dai padroni di casa, autori di 84 punti nel primo tempo e toccando anche i 41 punti di vantaggio nel corso del secondo tempo. Non potrebbe esserci immagine più chiara che testimoni la scoraggiante prestazione dei T’Wolves, ovviamente privi di Jimmy Butler (rimasto a casa per lavorare sulla sua “condizione fisica”, come detto da coach Thibodeau) e con un Karl-Anthony Towns da soli 8 punti con 2/9 dal campo, mentre Derrick Rose e Jeff Teague hanno avuto bisogno di 30 tiri per mettere assieme 34 punti. L’unico a salvarsi Taj Gibson con 21 punti in 27 minuti.

Golden State Warriors-Los Angeles Lakers 105-119

Non c’è LeBron James in campo, ma quella tra Warriors e Lakers promette di essere una sfida da seguire sempre attentamente nel corso della stagione – non solo per le stelle in campo, ma anche per le rivalità che si stanno sviluppando tra le tantissime personalità forti nei due roster. E in termini di personalità forte nessuno sta sopra Draymond Green, che al suo debutto in preseason dopo i problemi al ginocchio che lo hanno rallentato è riuscito subito a litigare con Michael Beasley, provocandone l’espulsione per doppio tecnico, seguito non molto tempo dopo da Lance Stephenson. Nonostante questo i Lakers sono riusciti a vincere la partita nel secondo tempo in una sfida dominata dalle riserve (miglior marcatore Svi Mykhailiuk con 22 punti), mentre la prima frazione aveva visto i titolari degli Warriors chiudere con 13 punti di vantaggio grazie ai 21 di Klay Thompson e i 16 di Steph Curry, con Kevin Durant tenuto a riposo. Da segnalare infine la prima tripla dopo oltre 2.000 giorni di JaVale McGee, festeggiato tanto dai suoi attuali compagni quanto dagli ex sulla panchina avversaria.

Orlando Magic-San Antonio Spurs 81-100

Non è tanto il risultato della partita a interessare gli Spurs, anche perché hanno guidato dal primo all’ultimo minuto, quanto l’ennesima brutta notizia dall’infermeria: dopo gli infortuni di Dejounte Murray, Lonnie Walker e Derrick White, anche Rudy Gay è stato tenuto fuori precauzionalmente per un’infiammazione al tallone che fa temere per il suo debutto in regular season. A fare la differenza in campo è stata la difesa dei texani, capaci di tenere gli avversari a soli 10 punti nel primo quarto senza più guardarsi indietro, guidati dai 20 punti di DeMar DeRozan. Solo 5 punti in poco meno di 19 minuti per un Marco Belinelli impreciso al tiro (2/9 dal campo, 1/5 da tre) pur con +20 di plus-minus, mentre in casa Magic il migliore è stato Evan Fournier con 23 punti seguito dai 15+9 di Mo Bamba dalla panchina.

Washington Wizards-Guangzhou Long Lions 140-111

Poco da segnalare in casa Washington, con i titolari tenuti a riposo e largo spazio alle riserve, che non hanno avuto problemi a sbarazzarsi dei Long Lions di Guangzhou grazie ai 23 punti di Devin Robinson e i 21 di Troy Brown. In compenso, tra gli ospiti cinesi si segnala una vecchia conoscenza della NBA come Marreese Speights, che pungolato dai 41 di Jimmer Fredette dell’altro giorno ha risposto con altrettanta produzione offensiva, frutto di un 13/27 dal campo tra cui spiccano le 17 triple tentate, di cui 7 a bersaglio in poco meno di 40 minuti sul parquet.

Dallas Mavericks-Charlotte Hornets 118-123

Partita divertente e a lungo equilibrate tra Mavs e Hornets, decisa dalla splendida prestazione balistica degli ospiti che hanno realizzato 41 punti nell’ultimo quarto, chiudendo con un eccellente 19/33 dalla lunga distanza nella partita (57.6%). Fin tanto che sono rimasti in campo, però, i titolari dei Mavs hanno messo in mostra diverse cose interessanti, a partire dalla combinazione tra Luka Doncic (18 punti), Dennis Smith Jr. (16) e DeAndre Jordan (18+12). Su loro tre sono fondate le speranze della stagione che sta per cominciare.

Cleveland Cavaliers-Detroit Pistons 110-129

Mani caldissime anche per i Pistons, che hanno realizzato una serata da 21 triple segnate su 45 tentate. Tre di queste portano la firma di Blake Griffin, miglior marcatore della sfida con 29 punti seguito dai 21+15 di Andre Drummond (che ha tentato due triple sbagliandole entrambe). Doppie cifre anche per Ish Smith (16), Langston Galloway (15), Reggie Jackson (14) e Luke Kennard (10) nel successo sui Cavs privi di alcuni titolari come Kevin Love e JR Smith, guidati dai 21 di Rodney Hood.

New York Knicks-Brooklyn Nets 107-113

I Nets ricambiano la vittoria sul campo della rivale cittadina andando a prendersi il Madison Square Garden in una gara controllata fino a prendersi 20 punti di vantaggio e gestendoli, pur con qualche patema, fino alla fine. Estremo equilibrio nella produzione di coach Atkinson: dei nove giocatori scesi in campo ben 8 hanno chiuso in doppia cifra, guidati dai 19 di Spencer Dinwiddie e i 18 di D’Angelo Russell. Per i padroni di casa da segnalare l’infortunio al polso (senza conseguenze gravi) di Tim Hardaway Jr., il migliore dei suoi con 18 punti.

Miami Heat-Atlanta Hawks 119-113

Terza vittoria casalinga in fila per gli Heat, guidati da un Josh Richardson da 24 punti in attesa che si risolva la trattativa che potrebbe portarlo a Minneapolis in cambio di Jimmy Butler (ma lo scoglio è Adebayo). I padroni di casa hanno ribaltato la sfida nel secondo tempo dopo aver chiuso il primo sotto i 13 lunghezze, con gli ospiti – privi di John Collins, fuori per qualche settimana per un problema alla caviglia – che hanno messo in mostra un Jeremy Lin autore di 20 punti nonostante una gaffe a inizio gara (aveva cominciato con i pantaloncini di allenamento prima di correre ai ripari durante un timeout).

Chicago Bulls-Denver Nuggets 93-98

Buona prestazione dei titolari dei Nuggets, che con un minutaggio più consistente (pur sotto i 31 minuti) hanno dato sfoggio della loro profondità offensiva, con 18 punti per Gary Harris e 17 per Jamal Murray. In casa Bulls sono sei i giocatori in doppia cifra guidati dai 19 dalla panchina di Jabari Parker, con Chicago che però non è più riuscita a mettere la testa avanti dopo la metà del primo quarto.

Memphis Grizzlies-Houston Rockets 103-121

Anche i Rockets sembrano più che pronti a cominciare la stagione, costruendo un vantaggio di 27 lunghezze già nel primo tempo e gestendolo per il resto della gara grazie a un classico 20/47 da tre punti (18/37 con i titolari in campo). Leader della truppa un James Harden da 23 punti seguito dalle doppie doppie di Chris Paul (14 e 11 assist) e Clint Capela (12 e 13 rimbalzi). In casa Memphis la nota più lieta è quella del rookie Jaren Jackson Jr., autore di 18 punti davanti ai 15 di Mike Conley e Wayne Selden.

Portland Trail Blazers-Sacramento Kings 118-115

L’ultima partita di questa preseason NBA è stata la sfida vinta dai Portland Trail Blazers sui Sacramento Kings grazie ai 21 punti di CJ McCollum e i 17 dalla panchina di un positivo Meyers Leonard (7/8 dal campo, anche 9 rimbalzi per lui). In casa Kings va in doppia cifra tutto il quintetto guidato dai 19 di Buddy Hield e Yogi Ferrell, riuscendo a rimanere in partita per tutta la partita e avendo la possibilità del supplementare con Frank Mason, che però non è riuscito a mandare a segno la tripla del pareggio.

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