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NBA, i risultati della notte: Olynyk eroe sulla sirena per Miami, Phila vince con Simmons in tripla doppia

NBA

Miami domina Washington a rimbalzo d'attacco e il canestro sulla sirena di Kelly Olynyk che decida la sfida è la fotografia perfetta della gara; i Sixers battono i Bulls con 30 punti e 12 rimbalzi di Joel Embiid e vendicano il ko subìto dai Celtics all'esordio

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Philadelphia 76ers-Chicago Bulls 127-108

Ci pensano le due superstar di Philadelphia – Joel Embiid e Ben Simmons – a far dimenticare ai tifosi dei Sixers la sconfitta dell’esordio contro i Boston Celtics. Il centro camerunense segna 12 dei suoi 30 punti nei primi 5 minuti della gara, chiusa anche con 12 rimbalzi, 4 stoppate e un ottimo 9/14 al tiro; Ben Simmons, invece, riprende da dove aveva chiuso l’anno scorso, ricominciando a collezionare triple doppie: ai Bulls infligge una prestazione da 13 punti, 13 rimbalzi e 11 assist, decisivo nonostante tiri solo 8 volte in tutta la partita. Ma forse la notizia più bella per i 20.000 del Wells Fargo Center è la prima tripla a bersaglio nella stagione per Markelle Fultz: la primissima scelta assoluta al Draft 2017 non tira bene neppure contro Chicago (5/15 dal campo, con solo 1/3 dalla lunga distanza per 12 punti totali) ma se il problema è anche psicologico essersi sbloccato dall’arco potrebbe rendergli più facile le prossime gare, e Brett Brown ne è convinto: “Ha tirato senza paura: può aver sbagliato qualche conclusione, ma erano buoni tiri”. Intanto l’allenatore dei Sixers si gode un Robert Covington da 20 punti, i 13 (con 10 rimbalzi) di Dario Saric e quelli di Amir Johnson dalla panchina e anche altri due giocatori in doppia cifra (il rookie Landry Shamet con 12 e JJ Redick a quota 10). Ma non solo: Philadelphia domina a rimbalzo, 55-39 il conto sotto i tabelloni, e colleziona 30 assist sui 44 canestri raccolti, dati che sicuramente fanno sorridere il coaching staff dei Sixers. A Chicago invece Zach LaVine conferma quanto di buono già fatto vedere in prestagione: il suo esordio è bagnato da 30 punti, 5 rimbalzi, 3 stoppate e 3 assist mentre 20 li porta in dote Bobby Portis, in doppia doppia grazie anche agli 11 rimbalzi. Fred Hoiberg lancia in quintetto il rookie Wendell Carter Jr, che risponde con 8 punti in 20 minuti, mentre fa uscire dalla panchina Jabari Parker, che chiude con 15 punti ma a fronte di 16 tiri. Statistiche analoghe (6/16 e 15 punti) anche per Antonio Blakeney, ma non basta: Chicago va sotto 64-35 nei due quarti centrali e si condanna alla sconfitta: i Bulls devono attendere il debutto casalingo e l’arrivo dei Detroit Pistons per inseguire la prima vittoria dell’anno.

Washington Wizards-Miami Heat 112-113

È quasi nel destino che una gara in cui Washington viene abusata a rimbalzo dai lunghi di Miami (22-7 a favore degli ospiti il bilancio nei rimbalzi d’attacco, 55-40 quello totale) si chiuda con il canestro della vittoria di Kelly Olynyk, che sull’errore sull’ultimo tiro di Dwyane Wade si avventa sul pallone e lo converte nei due punti decisivi. “Ci hanno davvero massacrato”, il commento di un John Wall da 26 punti e 9 assist che, insieme a Bradley Beal (20 con 7/16 al tiro) ha cercato fino alla fine di trascinare i padroni di casa alla vittoria (dei due All-Star gli ultimi 8 punti segnati da Washington). Miami però ha un terzetto di protagonisti decisamente inattesi: magari non tanto Josh Richardson (il migliore dei suoi con 28 punti e 5/11 dalla lunga distanza) ma sicuramente un Rodney McGruder da 20 punti, 8 rimbalzi e 6 assist e un Derrick Jones Jr. che ne aggiunge 17. Non sono quindi i vari Dwyane Wade o Hassan Whiteside, entrambi fermati a 9 punti (il centro di Miami li abbina a 10 rimbalzi) o l’All-Star Goran Dragic, titolare di un disastroso 3/18 al tiro per 8 punti, a guidare gli Heat al successo, arrivato invece grazie alle seconde linee che per una sera trovano in Olynyk l’eroe che non ti aspetti. Washington deve ancora fare a meno di Dwight Howard, fermato per tutto il training camp e la prestagione da un problema alla schiena, ma trova un positivissimo Jeff Green che porta in dote 17 punti dalla panchina. Delude invece un po’ Otto Porter: Scott Brooks lo vuole aggressivo e gli dà carta bianca per tirare anche dall’arco: il prodotto di Georgetown non tenta invece neppure una tripla e chiude con solo 9 punti, abbinati però a 11 rimbalzi. Dopo il ko dell’esordio nel derby della Florida, Miami trova sulla sirena il primo successo stagionale: un appuntamento invece rimandato per Wall e compagni.