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NBA, Danilo Gallinari e il quarto quarto seduto in panchina: "Capisco la la decisione"

NBA

L'azzurro gioca tre quarti da autentico dominatore (26 punti con 4/5 da tre) ma poi coach Rivers lo lascia in panchina per tutto l'ultimo periodo, quando i Clippers rimontano e vincono. "Chi era in campo stava giocando benissimo, va bene così"

SUPER GALLINARI: 26 PUNTI IN TRE QUARTI, CLIPPERS VINCENTI IN RIMONTA

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Dopo l’esordio perdente contro Denver, in una gara “buttata via” (sono parole di Gallinari) permettendo un parziale finale di 23-6 ai Nuggets, i Clippers erano chiamati a una risposta di orgoglio. Puntualmente arrivata fin dalla palla a due contro Oklahoma City: “Eravamo arrabbiati per quanto successo nella prima partita, che potevamo e dovevamo vincere. Non essendoci riusciti diventava fondamentale un successo in questa seconda uscita”. Si spiega così la partenza lampo di Gallinari (10 punti nel break iniziale di 16-0) e dei suoi Clippers: “È vero, siamo partiti subito molto bene, con un parziale di 24-9, poi però loro sono rientrati rendendo prima la partita punto a punto e poi andando sopra anche di 8-9 punti, cambiando un po’ l’inerzia della gara. Nel quarto quarto però siamo riusciti a riportare il vantaggio dalla nostra parte e a chiudere con una bella vittoria”. Già, il quarto quarto: mentre i Clippers rimontavano e mettevano la freccia per superare i Thunder e avviarsi alla vittoria, l’azzurro restava (inspiegabilmente) seduto in panchina, nonostante nei primi tre quarti passati in campo avesse assolutamente dominato. Infastidito dalla scelta di coach Rivers? “No, ho capito il momento. Chi era in campo in quel frangente stava andando molto bene, sia in attacco che in difesa, riportando l’inerzia della gara dalla nostra parte: interrompere il loro ritmo non sarebbe stato giusto. Io sono contentissimo per la vittoria”. Non può non esserlo della sua gara, disputata davvero da protagonista – come riconosciuto in conferenza stampa dallo stesso Doc Rivers: “Ho cercato di essere aggressivo. Abbiamo avuto qualche problema a trovare il giusto ritmo in attacco per cui servivano punti, serviva qualcuno capace di andare a canestro sia dalla distanza che in avvicinamento. Ci sono riuscito io, riuscendo a leggere bene la difesa e sfruttando i passaggi dei miei compagni che sono stati bravi a trovarmi spesso libero sul perimetro per le conclusioni da fuori”. Profondità del roster e sforzo difensivo determinanti nel successo sui Thunder: “L’abbiamo vinta così – conferma Gallinari – ed è così che dobbiamo vincere anche le prossime, perché questo è il nostro DNA, quest’anno, questa è la nostra identità. Finiranno per esserci tante gare punto a punto e grazie a queste caratteristiche speriamo di poterla spuntare noi”. Le possibilità aumentano se il Danilo Gallinari su cui i Clippers possono contare resta questo, un giocatore in gran forma, anche fisica: “Sì, sto bene e la chimica con i miei compagni sta migliorando e deve continuare a crescere. Mi trovo molto bene a giocare in spazi molto aperti e anche in coppia con Tobias [Harris], un assetto che ci permette di essere davvero dinamici”. Prossimo appuntamento domenica notte, ancora in casa e ancora contro un avversario della Western Conference: arrivano in città gli Houston Rockets dell’MVP James Harden e dell’ex Chris Paul. Un bel banco di prova per testare già da subito le ambizioni e la solidità dei Clippers. 

[Intervista di Zeno Pisani  | Video di Sheyla Ornelas]