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NBA, risultati della notte: Cleveland vince anche contro Houston, Boston perde a Dallas

NBA

Dopo la vittoria a Philadelphia, i Cavs vincono anche contro i Rockets nonostante i 40 punti di James Harden. Dallas supera Boston con 20 punti di J.J. Barea, Denver sbanca OKC. Washington torna al successo contro New Orleans priva di Anthony Davis, super Karl-Anthony Towns spinge Minnesota

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Cleveland Cavaliers-Houston Rockets 117-108

Il passaggio di LeBron James a Cleveland deve aver risvegliato qualcosa tra i suoi vecchi compagni, perché i Cavs sembrano essere una squadra del tutto diversa rispetto a quella moribonda vista in questo inizio di stagione. Dopo aver battuto i Sixers a Philadelphia, i ragazzi di coach Drew hanno concesso il bis vincendo in casa nientemeno che contro gli Houston Rockets. Con Chris Paul tenuto a riposo, James Harden si è fatto carico della maggior parte delle responsabilità offensive chiudendo con 40 punti e 13 assist, ma commettendo anche 9 palle perse e tirato 14/30 faticando soprattutto contro la difesa di David Nwaba. I 28 punti aggiunti da Eric Gordon non sono bastati però per pareggiare la produzione dei Cavs, rimasti in vantaggio dal secondo quarto in poi e bravi a fermare ogni tentativo di rimonta grazie soprattutto al massimo stagionale da 29 punti del rookie Collin Sexton, seguito dai 20 di Jordan Clarkson (5 rimbalzi d’attacco), la doppia doppia da 16+20 di Tristan Thompson (9 rimbalzi nella metà campo di Houston) e i 12 a testa di Nwaba e Kyle Korver. “Abbiamo battuto squadre forti” il commento di coach Drew. “Come ho detto ai ragazzi, credo davvero che questa squadra stia solo grattando la superficie, e che ci sia molto spazio per poter migliorare. Stiamo cominciando a giocare con più fiducia”. “Abbiamo dato loro fiducia, rimbalzi offensivi e punti da seconda opportunità” ha detto invece Harden, che nel terzo quarto ha curiosamente commesso due invasioni in fila mentre tirava dei tiri liberi.

Dallas Mavericks-Boston Celtics 113-104

Qualcosa a Dallas è definitivamente cambiato. Erano più di due anni che i Mavs non si trovavano con un record al 50% e più o meno lo stesso periodo di tempo è passato dall’ultima volta in cui hanno vinto sei gare in casa consecutivamente, ma ora ci siamo. E per una sera il volto in copertina non è quello Luka Doncic, comunque autore di 15 punti e 8 assist partendo da point guard per l’assenza di Dennis Smith Jr., ma quello di J.J. Barea: il playmaker di riserva dei Mavs ha chiuso con 20 punti (miglior realizzatore insieme ad Harrison Barnes) e la tripla che ha permesso di prendere definitivamente il controllo della gara, venendo portato di peso da DeAndre Jordan fino alla panchina in festa. “Prima volta che succede in vita mia, ma ci stiamo divertendo” è stato il commento di Barea, leader occulto di una squadra che ha potuto contare anche sui 15 punti di Wesley Matthews e sulla doppia doppia da 14+13 di Jordan. Per i Celtics, privi di Gordon Hayward tenuto a riposo per gestire la sua caviglia, i 21 punti di Jayson Tatum e i 19 a testa di Kyrie Irving e Marcus Smart non sono serviti a impedire la terza sconfitta in fila dopo una vittoria nella prima metà di un back-to-back, tornando a un record di 10-10. Non solo: i biancoverdi hanno anche cercato di alzare l’intensità della sfida con Jaylen Brown che ha colpito Doncic al petto mentre lo sloveno non guardava (prendendosi un tecnico) e Smart, nativo di Dallas, è stato portato via di peso da Irving mentre stava discutendo animatamente con i tifosi di casa.

Washington Wizards-New Orleans Pelicans 124-114

Non c’è Anthony Davis, e allora i New Orleans Pelicans in trasferta – dove hanno perso 9 delle 11 partite disputate – diventano una preda facile anche per una squadra in difficoltà come gli Washington Wizards. Per una sera i padroni di casa hanno ritrovato la precisione al tiro cavalcando un caldissimo Otto Porter, autore di 16 punti solamente nel solo primo quarto e del suo massimo stagionale da 29 punti a fine gara. Insieme a lui i 22 punti con 8 assist di John Wall e i 18 a testa di Bradley Beal e di Austin Rivers, di cui 12 solamente nell’ultimo quarto. In generale gli Wizards hanno tirato con il 56.7% dal campo, il loro massimo stagionale, riuscendo a tenere gli ospiti al 35% nel secondo tempo, vincendo la partita in difesa. Per i Pelicans, che hanno perso tutte le quattro partite stagionali senza Davis, ci sono 29 punti e 15 rimbalzi di Julius Randle e i 22 di Nikola Mirotic, ma il problema è stato soprattutto difensivo, come sottolineato da coach Gentry: “La nostra difesa è atroce in questo momento, specialmente in trasferta. Se non riusciamo a controllare il pallone, togliere le linee di penetrazione e le triple non contestate, non riusciremo mai a vincere”.

Oklahoma City Thunder-Denver Nuggets 98-105

Denver sembra avere la gara in controllo già nel primo tempo: il vantaggio degli ospiti tocca anche il +25 nel secondo quarto ed è comunque di 21 all’intervallo. OKC però non ci sta e cavalcando la seconda tripla doppia stagionale (la n°106 in carriera) di Russell Westbrook – 16 punti, 12 assist, 10 rimbalzi – i Thunder tornano piano piano in partita fino al -6 a tre minuti dalla fine, sul 96-90 Nuggets. La carica di Westbrook però si esaurisce proprio nel finale, quando sbaglia tutti i sei tiri che si prende (6/23 le sue percentuali al tiro di serata, insufficienti) anche grazie alla difesa di Torrey Craig, lodata dal suo allenatore Michael Malone: “Bravo a stargli davanti. Quando difendiamo così, di squadra, possiamo battere chiunque, ovunque”. Prova ne è la vittoria sul campo dei Thunder, arrivata grazie a 22 punti con 8 rimbalzi e 8 assist di uno splendido Jamal Murray (responsabilizzato dall’assenza di Gary Harris), dai 16 a testa di Nikola Jokic e Trey Lyles (perfetto al tiro, 6/6 dal campo, 2/2 dalla lunetta) e dai 15 di Juancho Hernangomez. Ai Thunder non bastano i 24 punti con 11 rimbalzi di Paul George e i 18 di Dennis Schröder.

Minnesota Timberwolves-Chicago Bulls 111-96

Chi è un All-Star nella NBA? Quello che è in grado di tirare su i suoi compagni anche in una serata in cui niente sembra andare per il vesto giusto. Karl-Anthony Towns, sotto questo punto di vista, stanotte ha dato dimostrazione di poter essere quel tipo di giocatore: i suoi 35 punti uniti a 22 rimbalzi hanno fatto la differenza nella partita contro i Chicago Bulls, lasciati indietro da un parziale di 12-2 nell’ultimo quarto in cui Towns ha segnato 8 punti. Insieme ai 22 dalla panchina di Derrick Rose, i T’Wolves sono riusciti a vincere la quinta partita delle sette disputate da quando hanno scambiato Jimmy Butler, nonostante una prestazione disastrosa al tiro da parte di Andrew Wiggins (0/12) e di Robert Covington (1/18). Dall’altra parte Zach LaVine (28 punti) e Jabari Parker (27) hanno mantenuto aperta la loro striscia di tre partite con almeno 20 punti a referto, ma i Bulls hanno perso per la sesta volta nelle ultime sette gare, mostrando ancora una volta una scarsa voglia di difendere.