Please select your default edition
Your default site has been set

NBA, risultati della notte: Milwaukee vince a Detroit, Westbrook tripla doppia numero 111, Golden State torna prima

NBA

Con 32 punti e 12 rimbalzi Giannis Antetokounmpo decide la difficile sfida sul campo dei Detroit Pistons, a cui non basta la tripla doppia di un impreciso Blake Griffin. Russell Westbrook firma invece la numero 111 della carriera, vincendo contro Chicago insieme ai 24 di Paul George. Phoenix conquista la terza in fila a New York, Minnesota ha vita facile contro Sacramento così come Golden State contro Memphis, tornando prima a Ovest

GALLINARI NE SEGNA 22 MA CLIPPERS ANCORA KO; REAZIONE SPURS: DISTRUTTI I 76ERS

TUTTI GLI HIGHLIGHTS DELLA NOTTE

Detroit Pistons-Milwaukee Bucks 104-107

Quando Giannis Antetokounmpo è andato a sedersi dopo poco più di tre minuti di partita con due falli già a suo carico, per lui e per i Milwaukee Bucks si prospettava una serata difficile. Ed effettivamente così è stato, anche se i problemi di falli hanno influito poco, o comunque decisamente meno rispetto alla rimonta dei Detroit Pistons. Dopo essere andati sul +15 nel corso del terzo quarto, i Bucks si sono fatti rimontare e quindi superare all’inizio del quarto prima che Antetokounmpo tornasse in campo per sistemare le cose. Il candidato MVP dei Bucks ha chiuso con 32 punti e 12 rimbalzi, realizzando un parziale personale di 7-0 che ha creato il cuscinetto necessario per permettere ai suoi di resistere. I Pistons, dal canto loro, hanno avuto per due volte la possibilità di pareggiare, ma le triple di Blake Griffin negli ultimi 14 secondi non hanno trovato il fondo della retina. Il numero 23 di Detroit ha vissuto una partita a due facce: ottimo nei primi tre quarti chiusi in tripla doppia (19 punti, 10 rimbalzi e 11 assist), disastroso nell’ultimo quando, oltre ai due errori decisivi al tiro, ha anche commesso quattro delle sue dieci palle perse di serata, vanificando i 20 punti di un eccellente Stanley Johnson in uscita dalla panchina. “Non vinceremo nessuna partita se io perdo 10 palloni e prendo decisioni pessime come quelle che ho fatto nel finale” ha commentato un dispiaciuto Griffin. “Mi dispiace per i ragazzi perché ci hanno dato dentro e ci hanno riportati in partita. Stasera non ci sono stato per loro quando serviva: sono stato incredibilmente orribile”.

Oklahoma City Thunder-Chicago Bulls 121-96

Quando Russell Westbrook incontra in casa una squadra dal record fortemente perdente e una difesa porosa, potete già segnare un’altra tripla doppia al suo bottino. La numero 111 della carriera arriva grazie a 13 punti, 16 rimbalzi e 11 assist, un bottino tutto sommato contenuto per una partita che già all’intervallo era in ghiaccio con un vantaggio di 20 lunghezze. Merito della sfuriata di Paul George, che ha segnato 16 dei suoi 24 punti negli ultimi 4:47 del primo tempo, segnando sei canestri in fila e propiziando il parziale di 23-7 che ha deciso la partita. Insieme alle due stelle ci sono anche i 19 punti di Steven Adams e i 18 di Dennis Schroeder oltre che i 13 di Jerami Grant, mentre in casa Bulls le poche note positive arrivano dai 16 punti a testa di Lauri Markkanen (autore anche di 15 rimbalzi) e di Bobby Portis. L’unico sussulto della gara è arrivato nel finale del secondo quarto, quando si è acceso un parapiglia vicino alla panchina dei Bulls a seguito di un fallo di Cameron Payne ai danni di Terrance Ferguson, accendendo gli animi di Westbrook e Kris Dunn da una parte (che si sono scambiati delle spinte) e di Robin Lopez e Jerami Grant (che si sono allacciati e sono finiti in prima fila). I quattro protagonisti ne sono usciti con un fallo tecnico a testa, con Lopez che è stato poi espulso nel terzo quarto raccogliendo un altro tecnico.

New York Knicks-Phoenix Suns 110-128

Dopo aver vinto solo quattro delle prime 28 partite disputate, i Phoenix Suns per qualche motivo hanno vinto le ultime tre in fila, la prima volta che ne vincono così tante in fila da un anno e mezzo a questa parte. Merito del ritorno di Devin Booker, che al Madison Square Garden ha pareggiato il suo massimo stagionale con 38 punti a referto, accompagnato dai 21+13 di Deandre Ayton e da T.J. Warren, che ha segnato 17 dei suoi 26 punti in un terzo quarto da sogno. La squadra di Kokoskov ha realizzato 41 punti nella frazione dopo l’intervallo lungo contro i soli 17 degli avversari, creando la separazione necessaria per controllare la partita fino alla sirena finale grazie anche ai 14 assist di Jamal Crawford, che a 38 anni suonati si è tolto la soddisfazione di migliorare un suo massimo in carriera. In casa Knicks ci sono ancora 32 punti da parte di Emmanuel Mudiay, che ha aggiunto anche 6 rimbalzi e 6 assist alla sua partita, insieme ai 17 di Kevin Knox, partito in quintetto al posto dell’infortunato Tim Hardaway Jr. Enes Kanter, invece ha chiuso con 13 e 10 rimbalzi ma con 4/11 al tiro ed è tornato a casa con le prese in giro sui social di Devin Booker, che ha scritto il piano partita della sua squadra per la serata: “Mettete in mezzo Kanter a tutti i pick and roll”, riprendendo il tweet dello scorso gennaio del turco in cui scriveva “Parlami come si deve o non parlarmi proprio”. Tocca aggiungere un altro “nemico” alla lunga lista del centro dei Knicks.

Minnesota Timberwolves-Sacramento Kings 132-105

Dopo quattro sconfitte consecutive in trasferta contro rivali della Western Conference, il ritorno a casa fa bene ai T’Wolves, che approfittano della stanchezza degli avversari per vivere una serata di tutto relax. Karl-Anthony Towns chiude con la doppia doppia da 14+14 in appena 21 minuti, Andrew Wiggins ne aggiunge 17 e Derrick Rose ne piazza 13 punti con 11 assist (massimo stagionale), sopperendo all’assenza di Jeff Teague. I T’Wolves hanno dominato il primo tempo andando avanti anche di 36 lunghezze, con coach Joerger che nel secondo tempo ha schierato solamente le riserve alla ricerca di un po’ di energia. Ed effettivamente ne ha trovata, con il quintetto formato da Ferrell, Troy Williams, Justin Jackson, Skal Labissiere e Kosta Koufos che ha confezionato un parziale di 21-3 per aprire il secondo tempo. I 21 punti di Buddy Hield non sono però serviti per impensierire i T’Wolves, che grazie ai contributi dalla panchina di Gorgui Dieng (15 punti, massimo stagionale) e Josh Okogie hanno controllato il resto della gara. Una curiosità: i padroni di casa hanno mandato ben 9 giocatori in doppia cifra, con un decimo (Anthony Tolliver) a quota 9 e gli ultimi due (James Nunnally e Luol Deng) comunque a referto, con il massimo stagionale da 37 assist su 48 canestri segnati.

Golden State Warriors-Memphis Grizzlies 110-93

Dura poco più di un quarto la resistenza dei Memphis Grizzlies sul campo dei Golden State Warriors: con Mike Conley fermo per un problema al bicipite femorale, la squadra di coach Bickerstaff non ha alcuna possibilità di tenere il passo dei padroni di casa, spinti dai 23 punti di Kevin Durant e dai 20 di Steph Curry, oltre che dai 16 a testa di Klay Thompson e di Jonas Jerebko in uscita dalla panchina. In un secondo quarto da 31-16 i bi-campioni in carica vanno avanti anche di 25 lunghezze, ma devono rimanere vigili nell’ultima frazione quando l’ex Omri Casspi ne segna 16 dei suoi 20 con 8/10 al tiro, anche se il vantaggio non è mai sceso sotto la doppia cifra. Nonostante i 15 punti con 6 rimbalzi e altrettanti assist di Marc Gasol per Memphis si tratta della terza sconfitta consecutiva e della quinta nelle ultime sei gare, mantenendosi a malapena aggrappata all’ottavo posto nella Westen Conference; Golden State invece aggancia di nuovo Denver al primo, pur rimanendole sotto in virtù degli scontri diretti.