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NBA, risultati della notte: Doncic batte Anthony Davis, Toronto rimonta Miami

NBA

Luka Doncic sfiora la tripla doppia e rende inutili i 32 punti con 18 rimbalzi di Anthony Davis. Toronto rimonta 17 punti di svantaggio a Miami, vincendo in volata con 30 di Kawhi Leonard. Successo al doppio supplementare per Brooklyn con 37 punti di Spencer Dinwiddie, ne basta uno a Phoenix per vincere a Orlando. Vittorie casalinghe per Indiana, Detroit e Memphis

D-ROSE, RITORNO DA MVP A CHICAGO: 24 PUNTI E VITTORIA T'WOLVES

VINCONO BELI E FALLO: SPURS OTTAVI A OVEST GRAZIE A L.A.

TUTTI GLI HIGHLIGHTS DELLA NOTTE

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Dallas Mavericks-New Orleans Pelicans 122-119

Serviva una prestazione speciale per tornare a vincere dopo sei sconfitte consecutive e Luka Doncic non si è fatto trovare impreparato. Il favorito al premio di Rookie dell’Anno è stato glaciale dalla lunetta per spezzare la parità a 30 secondi dalla fine della sfida con i New Orleans Pelicans, dopo che gli arbitri non gli avevano dato come buono il canestro segnato sul fallo di Julius Randle. Lo sloveno non si è fatto prendere dalla rabbia, chiudendo un’ottima serata ai liberi (11/12) per sopperire a quella imprecisa al tiro (5/13 dal campo con 0/5 da tre) e finire comunque con una linea statistica da 21 punti, 9 rimbalzi e 10 assist con una sola palla persa, numeri non banali per un giocatore al primo anno. Doncic è stato decisivo nel finale di una gara combattutissima — 13 avvicendamenti nella guida del punteggio e nove parità, con un distacco mai in doppia cifra per nessuna delle due squadre —, ma ancora una volta è stata la panchina guidata da J.J. Barea (11 dei suoi 18 punti nell’ultimo quarto) e Devin Harris (10 dei suoi 16) a fare la differenza, con DeAndre Jordan che ha chiuso a quota 20+12 senza errori al tiro (7/7), Harrison Barnes autore di 16 punti e Maxi Kleber (partito in quintetto) protagonista con 10 punti e il massimo in carriera da 6 stoppate. Per i Pelicans sembra di assistere sempre alla stessa storia: Anthony Davis è stato ancora una volta eccezionale (32 punti e 18 rimbalzi) e un paio di altri compagni sono andati sopra quota 20 (Jrue Holiday con 25 e Julius Randle con 23), ma nessun altro è riuscito a salire di livello e nel finale la squadra ha raccolto la quinta sconfitta consecutiva, precipitando ormai a quattro partite di distanza dall’ottavo posto a Ovest. “Sempre la stessa storia, non riusciamo a chiudere le partite” ha dichiarato Davis dopo la gara. “Pensavo che stessimo combattendo bene in trasferta, ma le cose sembrano non girare dalla nostra parte”. Avranno la possibilità di rifarsi contro i Mavs già venerdì notte tra le mura di casa.

Miami Heat-Toronto Raptors 104-106

Miami chiude il primo tempo sopra di 14 e allunga anche a +17 nel terzo quarto. L’ultima volta che Kawhi Leonard è uscito sconfitto dall’American Airlines Arena era gara-7 delle finali NBA 2013 e il n°2 dei Raptors quella sconfitta – e quella precedente, in gara-6 con il tiro di Ray Allen – se le ricorda bene, tanto da fare di tutto per non ripeterle. L’ex Spurs segna 10 dei suoi 30 punti nel parziale di 31-12 che chiude il terzo quarto e porta i Raptors davanti all’inizio del quarto: ne segue un ultimo periodo super emozionante, fatto di continui sorpassi tra le due squadre. A deciderla alla fine è una tripla di Danny Green esattamente dallo stesso angolo in cui Ray Allen condannò i suoi Spurs in quella gara-6: si tratta del quinto game-winner negli ultimi 30 secondi di una partita della carriera di Green, un dato che negli ultimi dieci anni di NBA è pareggiato soltanto da campioni come Vince Carter, Damian Lillard, Russell Westbrook e Kevin Durant. Per Green ci sono 18 punti, cui ne aggiunge 16 Fred VanVleet, in quintetto al posto di Kyle Lowry, ancora fuori per infortunio: Toronto rimonta per la terza volta in stagione uno svantaggio di 17 punti e infligge a Miami la prima sconfitta dopo 5 successi in fila. Non bastano agli Heat i 21 punti di Justise Winslow, i 17 di Josh Richardson e i 16 di Hassan Whiteside con anche 12 rimbalzi. Ce ne sono 10 anche per un Dwyane Wade che fa autocritica nel post-partita: “Non sono arrabbiato per la sconfitta, quella ci può stare, ma per come ho giocato: ho bucato completamente la marcatura su Green nel possesso decisivo”.

Brooklyn Nets-Charlotte Hornets 134-132 2OT

È successo tutto e il contrario di tutto nella sfida tra Brooklyn e Charlotte, che hanno alternato grandi giocate a errori madornali in una partita finita solo dopo due supplementari. Ad avere la meglio sono stati i Nets, arrivati alla nona vittoria su dieci partite disputate in un mese di dicembre da sogno, grazie ai 37 punti con 11 assist di uno Spencer Dinwiddie eccezionale. Insieme a lui anche il massimo stagionale da 27 punti di Joe Harris, autore del canestro decisivo a tre secondi dalla fine del secondo supplementare recuperando il pallone perso in maniera incomprensibile da Malik Monk, convertendolo in due punti facili dall’altra parte. Nets-Hornets è stata soprattutto la sagra dell’errore, come quello con cui Jeremy Lamb (31 punti per lui) ha mandato in lunetta Dinwiddie con tre tiri liberi mentre i suoi erano avanti di tre a sei secondi dalla fine dei regolamentari; o come quelli di Kemba Walker, il migliore dei suoi con 35 punti, ma resosi protagonista di un libero sbagliato e successivamente di un fallo del tutto evitabile su DeMarre Carroll, mandandolo in lunetta con i due liberi del possibile sorpasso. Anche il veterano dei Nets però ha segnato solo uno dei due liberi, dando vita a un supplementare in cui Tony Parker ha avuto il tiro per vincerlo, ma sbagliando anche lui malamente la conclusione.

Orlando Magic-Phoenix Suns 120-122 OT

Devin Booker è il protagonista dell’intera partita (almeno nei tempi regolamentari), che nel quarto quarto lo vede segnare 9 punti consecutivi, per chiudere con 35, 8 assist e 7 rimbalzi. Poi nell’overtime ci pensa T.J. Warren, che segna tutti i punti dei suoi Suns, visto che i cinque minuti supplementari si chiudono con un misero 4-2, con i Magic che vedono Nikola Vucevic mandare a tabellone due punti dopo 34 secondi e poi non segnano più, chiudendo l’overtime con 1/10 al tiro e 0/5 dall’arco. Per Warren alla fine ci sono 24 punti, e 19 li aggiunge dalla panchina il nuovo arrivato Kelly Oubre Jr., fondamentali per regalare ai Suns il quinto successo nelle ultime sette gare. Per Orlando, invece, nonostante il massimo stagionale di D.J. Augustin a quota 27 punti (tra cui i tre liberi con cui porta la gara in overtime) si tratta della quarta sconfitta in fila.

Indiana Pacers-Atlanta Hawks 129-121

Meglio dei Nets a Est fanno solamente gli Indiana Pacers, arrivati alla decima vittoria nelle ultime dodici partite. Il successo ai danni degli Atlanta Hawks porta la firma di ben otto giocatori in doppia cifra, guidati dai 21 punti di Thaddeus Young e i 19 dalla panchina di Domantas Sabonis, ma tutti hanno dato il loro contributo con 35 assist, massimo stagionale pareggiato per la terza vittoria consecutiva. Ai combattivi Hawks non sono serviti i 32 punti di Kent Bazemore (massimo in carriera pareggiato) e i 21+11 di John Collins oltre al miglior Dewayne Dedmon stagionale a rimbalzo (15 con 18 punti) e i 17 con 9 assist di Trae Young, interrompendo così la striscia di tre vittorie consecutive nonostante le 17 triple di squadra. Ci sono comunque buone indicazioni per coach Pierce, visto che i suoi hanno ceduto solamente nel finale contro una delle squadre più in forma dell’intera lega. “È stato un buon test per noi: non siamo riusciti a chiuderla, a fare le piccole cose che ti portano a vincere, ma stiamo imparando e stiamo crescendo” l’analisi di Bazemore.

Detroit Pistons-Washington Wizards 106-95

Washington sfiora il 58% dal campo nel primo tempo, che chiude però davanti solo di un punto. Quando Detroit apre il terzo quarto con un parziale di 23-2 la gara si spacca ma gli Wizards piano piano riescono a rientrare in partita e con Trevor Ariza hanno anche una chance di tornare in parità nell’ultimo quarto, ma la sua tripla è fuori bersaglio. Nonostante 24 palle perse (per 26 punti di Washington), 12 delle quali nell’ultimo periodo, Detroit torna alla vittoria dopo aver perso 9 delle ultime 11 gare, grazie ai 23 punti con 9 rimbalzi di Blake Griffin, ai 16+11 di Andre Drummond e all’ottimo impatto di Langston Galloway dalla panchina, autore di 22 punti con 8/12 al tiro. Si tratta dell’ottava sconfitta in dieci partite per gli Wizards (la 16^ in 20 trasferte), nonostante i 21 punti a testa di Bradley Beal e John Wall, che mette a referto anche 8 assist e 7 rimbalzi.

Memphis Grizzlies-Cleveland Cavaliers 95-87

Quando i Memphis Grizzlies sono andati avanti di 17 punti nel primo quarto approfittando di 12 errori al tiro in fila dei Cleveland Cavaliers, e tenendoli al peggior primo tempo stagionale con 32 punti, la partita sembrava già conclusa. E invece la squadra di coach Larry Drew si è data da fare rimontando, costringendo gli avversari a fare sul serio per portare a casa la vittoria. I 20 punti con 9 rimbalzi, 6 assist e 4 stoppate di Marc Gasol hanno finito per fare la differenza, con Kyle Anderson e Mike Conley che ne hanno aggiunti 15 a testa e altri due membri del quintetto in doppia cifra. Per i Cavs, arrivati alla quarta sconfitta consecutiva, ci sono i soliti 24 punti dalla panchina di Jordan Clarkson e i 16 del rookie Collin Sexton, capaci però solamente di tornare da -14 a -4 nell’ultimo quarto prima di fermarsi sul più bello.