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NBA, infortunio per JJ Barea, Dallas trattiene il fiato: carriera finita?

NBA

Uscito a metà quarto periodo dopo il colpo al tallone incassato da Jeff Teague, il portoricano verrà esaminato nelle prossime ore: si parla di rottura del tendine d'Achille, un infortunio dal quale diventa complicato pensare di rientrare in campo a 34 anni

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Coach Carlisle è stato molto cauto nei commenti, mentre JJ Barea ovviamente non si è visto nel post-partita ai microfoni. Dallas sorride a metà dopo il complicato successo conquistato grazie a un super Luka Doncic a Minneapolis, preoccupata dalle condizioni di salute del veterano portoricano – uscito a metà quarto periodo a causa di quello che è stato genericamente definito come “infortunio alla parte bassa della gamba destra”. Il colpo involontario è arrivato sul tallone e la paura di tutti è che sia saltato il tendine d’Achille; uno dei guai fisici più complicati da affrontare per i giocatori di basket. Figurarsi per uno con il chilometraggio di Barea alle spalle, a 34 anni e con tantissimi colpi già incassati in passato. L’allenatore dei Mavericks non ha risposto alle domande, rimandando tutto almeno di 12 ore e trattenendo il fiato prima degli esami definitivi. La rottura del tendine d’Achille infatti potrebbe rappresentare un punto di non ritorno, non tanto e non solo per questa regular season, ma più in generale per la carriera del piccolo grande talento dei Mavericks - decisivo nella corsa al titolo del 2011. Un infortunio di quella gravità lo costringerebbe a lunghi mesi di recupero – che difficilmente si concluderebbero prima dell’inizio della prossima stagione – rendendo molto più complicata anche l’ipotesi di un rinnovo contrattuale. Il portoricano infatti è in scadenza il prossimo 30 giugno (3.7 milioni di dollari in questa regular season), ma aveva più volte sottolineato come fosse nelle sue intenzioni concedersi un altro biennio sul parquet. Alla 13^ stagione in NBA, Barea era riuscito a rilanciare per l’ennesima volta una carriera su cui in pochi avrebbero scommesso, imponendosi come uno degli uomini chiave in uscita dalla panchina per Dallas. Prima di essere costretto ad alzare bandiera bianca, aveva lasciato il segno anche nella sfida contro Minnesota: 16 punti e sette assist, con un eloquente +15 di plus/minus a raccontare come con lui sul parquet le cose andassero sempre per il meglio per i Mavericks. Una perdita non da poco non solo sotto l'aspetto emotivo, ma soprattutto tecnico: un innesto in meno dalla panchina, che garantiva più di dieci punti e cinque assist di media a gara in corso. La speranza è che sia soltanto uno spavento e la situazione si risolva in breve tempo. Non sarebbe la prima volta che Barea rinasce dalle sue ceneri.