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NBA, i risultati della notte: Boston stoppa i Nets, rimonta da record per Denver

NBA

I Celtics tornano al successo contro i Nets, fermando una delle squadre più in forma del momento. I Nuggets vanno sotto di 25 nel secondo tempo a Memphis, ma riescono a ribaltare e vincere in volata: è la prima volta per la franchigia del Colorado. Pesante ko dei Clippers in casa contro Atlanta (ancora senza Gallinari), Charlotte batte New York

TUTTI GLI HIGHLIGHTS DELLA NOTTE

A CURRY BASTA UN TEMPO PER BATTERE INDIANA: GOLDEN STATE FA 11 IN FILA

Memphis Grizzlies-Denver Nuggets 92-95

I Nuggets non potevano trovare un modo più coreografico per andarsi a prendere un successo in trasferta a Memphis che sancisce la miglior partenza nella storia della franchigia. Mai nella sua storia Denver era riuscita a mettere in fila 34 vittorie incassando soltanto 15 sconfitte. Merito del solito Nikola Jokic, decisivo con i suoi 24 punti e autore del canestro che regala il vantaggio ai Nuggets a 29 secondi dalla sirena, al termine di una lunghissima cavalcata. I Grizzlies infatti toccano anche i 25 punti di vantaggio nel secondo tempo, non abbastanza per tenere a debita distanza Denver. “Non abbiamo mollato – racconta Jokic – è qualcosa che fa parte di noi, del nostro carattere, del nostro approccio: non molliamo mai, siamo dei combattenti”. E proprio grazie a una lunga lotta (e a un parziale da 35-15 nell’ultimo quarto) arriva un successo che in pochi avrebbero a quel punto ipotizzato – in questa stagione il record era di 174-0 in favore delle squadre che nella seconda metà di gara toccavano i 25 punti di vantaggio. Almeno fino a questa notte. Memphis dal canto suo ha davvero molto da rimproverarsi, nonostante la sconfitta interessi il giusto a una squadra che ha messo sul mercato Marc Gasol (28 punti e nove rimbalzi) e Mike Conley (23 punti e 11 assist); testa e spalle i migliori giocatori di tutto il roster. Sintomatico del momento dei padroni di casa è l’ultimo possesso, quando sul -1 c’è ancora la speranza di poter rimettere le cose a posto: Kyle Anderson va a sbattere tre volte contro il ferro, vedendo il pallone ritornare di continuo nelle sue mani, fino a trovare il fondo della retina con un complicatissimo canestro lungo la linea di fondo. Un bersaglio decisivo, arrivato però dopo aver messo un piede fuori. Canestro non convalidato e vittoria Denver.

Boston Celtics-Brooklyn Nets 112-104

Dopo il pesante ko subito contro Golden State, serviva una prova di forza, uno scatto d’orgoglio. E senza Kyrie Irving, come al solito costretto a fare entra-esci dal parquet a causa di dolori fisici, Boston si è presa un successo molto importante contro i Nets; reduci da sei vittorie in fila e una delle squadre più in forma del momento, nonostante le tante assenze (Spencer Dinwiddie su tutti). Alla sirena finale sono 21 punti a testa per Jaylen Brown e Marcus Smart, a cui si aggiungono i 16 di Aron Baynes, i 15 di Marcus Morris e i 14 di Al Horford e Terry Rozier. Un contributo condiviso, così come quando si è trattato di stoppare i tentativi avversari: Horford ne piazza sei, ma sono 12 alla fine del primo tempo di squadra (massimo in stagione in NBA) e 16 totali, eguagliando il record di franchigia di una partita del 21 gennaio 1983 contro i Bulls. A fine partita coach Stevens nel sottolineare la capacità di adattamento di tutto il suo roster, assegna scherzosamente il nomignolo di “Splash Brothers” a Baynes e Smart (6/15 combinato per i due dalla lunga distanza), provando a rasserenare il clima in uno spogliatoio che resta più movimentato del previsto. Nonostante l’inesorabile risalita in classifica a Est.

L.A. Clippers-Atlanta Hawks 118-123

A tre anni di distanza dall’ultima volta, gli Hawks battono i Clippers e si confermano come una squadra tutt’altro che restia a giocare e dare ritmo al proprio attacco. Atlanta corre fin troppo per i gusti dei padroni di casa, ancora senza Danilo Gallinari a causa dei problemi alla schiena, e reduci dal successo mattutino contro i Kings. Un back-to-back casalingo light, che pesa però sulle gambe di molti. Tobias Harris è il miglior realizzatore alla sirena finale, autore di 30 punti con 11/18 al tiro, otto rimbalzi e sette assist, a cui si aggiungono ben sei giocatori in doppia cifra. Lou Williams tira malissimo (4/17 dal campo), ma riesce d’esperienza a portare a casa 21 punti, che non bastano però a ricucire lo strappo del terzo periodo dato alla partita dagli Hawks. Trae Young ne segna 26 totali, con tanto di tripla cruciale che chiude i conti nell’ultimo minuto, a conferma delle parole pronunciate prima della palla a due: “Doncic è un ottimo giocatore, lo sono però anch’io: ci hanno guadagnato entrambe le squadre”. Non vediamo l’ora di goderci il prossimo decennio di pallacanestro per scoprire chi aveva ragione.

Charlotte Hornets-New York Knicks 101-92

Vi ricordate Malik Monk? Scelta top-10 del Draft 2017, il realizzatore che Charlotte sperava di poter affiancare con continuità a Kemba Walker, che dopo due settimane alla sua prima intervista ha avuto la brillante idea di dire “Che noia la vita dei giocatori NBA”, ecc ecc? No? Fa nulla. Si è rifatto vivo nella sfida contro New York, mandando a segno quattro triple nel parziale da 17-1 che ha deciso la partita in favore degli Hornets nell’ultimo quarto (celebrato con gioia da tutti i suoi compagni). Per una volta lui e Walker hanno duettato per davvero – e non solo nella fantasia della dirigenza degli Hornets - in una sfida più complicata del previsto per i padroni di casa, felici del contributo arrivato in uscita dalla panchina: 63 dei 101 punti totali li segnano giocatori entrati a gara in corso, condannando New York alla decima sconfitta consecutiva e a una stagione che ha il sapore di disfatta e non certo di rebuilding.

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