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NBA, Kristaps Porzingis avvisa i tifosi Knicks: "State in guardia"

NBA

Non si placa la polemica tra il talento lettone e la sua ex squadra, accusata via Instagram dal neo giocatore dei Mavericks: "La città di New York merita qualcosa di meglio, il mio è un consiglio ai tifosi dei Knicks"

LE REAZIONI ALLO SCAMBIO TRA NEW YORK E DALLAS

CLAMOROSO A NEW YORK: PORZINGIS SALUTA I KNICKS E VA A DALLAS

Il turbolento addio tra Kristaps Porzingis e i New York Knicks fa ancora discutere, almeno via social. E dopo che la franchigia della Grande Mela ha più volte ribadito la mancata voglia da parte del talento lettone di sposare il progetto Knicks - “Non potevamo pensare di offrire il massimo salariale a un giocatore che non era convinto di restare a New York”, la motivazione più volte sbandierata dalla dirigenza newyorchese - è arrivata la replica del diretto interessato su Instagram. Nelle primissime ore Porzingis aveva scritto e poi rimosso che “la verità sarebbe venuta fuori un giorno”, seguita poi da un’altra storia rivolta ai suoi ex tifosi (rimasta in bella mostra per 24 ore, senza ripensamenti). Questa volta il messaggio non poteva essere più chiaro: “La città di New York merita qualcosa di meglio rispetto a questo… Il mio suggerimento ai tifosi dei Knicks è di STARE IN GUARDIA!!!”. La polemica insomma, non si placa, mentre Steve Mills si è più volte soffermato sui progetti futuri della squadra e sul rebuilding che dovrà ripartire anche da Dennis Smith Jr. - l’unico dei giocatori arrivati da Dallas con l’intenzione di restare ai Knicks anche oltre il prossimo 30 giugno. “Credo che sia molto importante per me andare avanti, lasciarmi tutto alle spalle e concentrarmi sulla mia avventura a New York - sottolinea dopo aver messo a referto otto punti e sei assist nel suo esordio perdente al Madison Square Garden contro Memphis - conosco bene la storia di coach Fizdale. Sono un suo fan dai tempi dei Grizzlies e so che giocare per lui è una grande opportunità per la mia carriera”. Difficile dimenticare quanto accaduto però un anno e mezzo fa, quando Phil Jackson - all’epoca padre padrone della dirigenza newyorchese - decise di non sceglierlo al Draft per puntare su Frank Ntilikina. “Acqua passata”, commenta il diretto interessato, che non vede l’ora di rifarsi sul parquet.

Porzingis resta fuori per tutto il resto della stagione

Ai tifosi di Dallas e soprattutto a Porzingis invece toccherà aspettare ancora un altro po’ prima di provare ad avere la sua rivincita. Nei giorni scorsi infatti è stato Mark Cuban, il proprietario dei Mavericks, a sottolineare come il recupero dall’infortunio terrà fuori il nuovo arrivato per il resto della stagione. Meglio non accelerare i tempi e recuperare al meglio dal problema al crociato del ginocchio sinistro, con buona pace di chi sognava già dalle prossime settimane di godersi il pick&roll Doncic-Porzingis. “Lui adora sia Dirk che Luka”, raccontano fonti sapiente istruite, mentre l’attesa è tutta per la conferenza stampa delle prossime ore. Oltre alle foto con la nuova maglia in bella mostra, ci sarà sicuramente da divertirsi con qualche altra stoccata. La questione infatti è tutt’altro che chiusa.

Mills: "Non voleva più giocare a New York, dovevamo scambiarlo prima del 7 febbraio"

A margine della sfida contro Memphis inoltre sono arrivate le parole di Mills a raccontare come sono andate le cose, almeno dal punto di vista della dirigenza Knicks: “Sapevamo che trovare una soluzione entro il 7 febbraio era molto importante. Se fossimo andati oltre, avremo perso ogni tipo di peso e di potere all’interno della trattativa con lui ed eventualmente con altre squadre. Non avremmo più avuto il controllo. Per quello era importante sentire Kristaps e capire cosa aveva intenzione di fare. Sentivamo che era necessario riuscire ad avere delle certezze prima della deadline di mercato. Per questo quando abbiamo avuto l’incontro che lui aveva richiesto, Porzingis ha messo subito in chiaro che non voleva giocare con i Knicks. Che non avrebbe firmato un nuovo contratto e che sarebbe diventato un free agent. In un certo senso bisogna ringraziarlo per essere stato così chiaro, perché in fondo ci ha dato l’informazione di cui avevamo bisogno per decidere. A quel punto avevamo ben chiaro in mente come ci saremo dovuto muovere sul mercato”. Una scelta arrivata in meno di tre ore in realtà, nonostante Mills sottolinei come ci siano state valutate almeno otto diverse possibilità di scambio (la prima telefonata partita da New York è stata per i Pelicans, che hanno rifiutato una trade Porzingis-Davis), ma che alla fine ha garantito tutto quello di cui i Knicks andavano a caccia: "Dallas ci ha messo a disposizione dei giovani talenti su cui poter puntare nei prossimi anni, oltre alle scelte e a garantirci la flessibilità finanziaria necessaria per andare a caccia di free agent la prossima estate". Funzionerà? A New York, dopo anni di fallimenti, sperano sia la volta buona.