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06 febbraio 2019

Mercato NBA, Tobias Harris via dai Clippers: cosa cambia per L.A. e Philadelphia

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Uno scambio che ha colto molti di sorpresa - anche alcuni dei diretti interessati - e che ha delle implicazioni importanti sul resto della Lega: i Sixers si candidano a essere una seria pretendente al titolo, mentre i Clippers sperano di rifarsi già dalla prossima estate

IL LIVE DELL'ULTIMO GIORNO DI MERCATO

COLPO A SORPRESA DI PHILADELPHIA: ARRIVA TOBIAS HARRIS

OBIETTIVI E TRATTATIVE DI MERCATO DI TUTTE E 30 LE SQUADRE NBA

Tobias Harris non poteva trovare un modo migliore per salutare i tifosi dei Clippers, realizzando 34 punti (con 6/7 al tiro dall’arco) e soprattutto il canestro decisivo allo scadere che ha regalato a L.A. un successo pesantissimo in chiave playoff a Charlotte. Un ultimo regalo, almeno stando a quelli che erano i piani e le intenzioni dei Clippers fino alla sirena conclusiva della sfida con gli Hornets. A meno di tre ore di distanza dalla doccia post-partita infatti, è arrivata la notizia del maxi-scambio con Philadelphia, con Harris, Boban Marjanovic e Mike Scott spediti in Pennsylvania in cambio di Mike Muscala, Wilson Chandler, Landry Shamet, la scelta al primo giro dei Sixers 2020, quella non protetta di Miami 2021 e un paio di chiamate al secondo giro. Un bel bottino per pianificare il futuro, per una squadra però interessata più al medio-lungo periodo che non ai prossimi quattro mesi. Discorso inverso per Philadelphia invece, che aggiunge un potenziale quarto All-Star - Harris è stato tra i primi “esclusi” nella selezione a Ovest - a un quintetto che diventa il migliore della Eastern Conference, secondo soltanto a quello dei Golden State Warriors in tutta la NBA. Una decisione che porta un bel po’ di implicazioni da entrambe le parti, interessanti da sviscerare nel dettaglio.

Philadelphia getta la maschera e punta alle finali NBA

I Sixers avevano già fatto intuire le loro intenzioni lo scorso novembre, quando senza esitazione hanno aggiunto al roster Jimmy Butler, puntando sul suo inserimento - più o meno riuscito - in una squadra che con lui era già diventata una delle principali pretendenti del titolo lasciato vacante dai Cleveland Cavaliers. Adesso con Harris il sogno di arrivare alle finali NBA il prossimo giugno prende ancora più consistenza: il n°34 dei Clippers infatti è un tassello perfetto da inserire in un quintetto che aveva bisogno di tiro dall’arco (Harris viaggia con il 43.4% in questa stagione con quasi cinque tentativi di media) e garantisce così la presenza sul parquet di almeno due, se non tre talenti di primo livello in attacco. Una condizione necessaria per una squadra che continua a pagare dazio a causa di una panchina davvero troppo corta. La trade infatti ha portato in dote Mike Scott - un giocatore simile a Mike Muscala, magari più efficace anche se impiegato meno in queste prime 50 gare di regular season - e Boban Marjanovic - lungo di enorme impatto nei (pochi) minuti trascorsi sul parquet, utile se ci sarà da battagliare contro Jonas Valanciunas o Aron Baynes durante i playoff. I dubbi però rimangono quando si valuta il resto della rotazione, che al momento conta i soli TJ McConnell e Furkan Korkmaz tra i giocatori a disposizione, oltre agli infortunati Zhaire Smith e Markelle Fultz. La prima scelta del Draft 2017 è ancora molto lontana dal rientro, stando a quanto raccontato dallo stesso Brett Brown, e così diventa difficile non immaginare che nelle prossime ore i Sixers possano piazzare un nuovo colpo per allungare la rotazione. Uno dei nomi caldi è quello di Wesley Matthews, finito più per caso che per scelta a New York all’interno della trade Porzingis e a caccia di minuti importanti in vista del suo rinnovo estivo. Un altro che potrebbe tornare utile è Corey Brewer, al momento scaricato dopo 20 giorni per avere maggiore flessibilità nelle prossime 24 ore, ma pronto all’occorrenza a tornare a disposizione dopo la deadline di mercato.

Le avversarie a Est come possono rispondere adesso?

Stando a Nate Silver e ai suoi calcoli statistici fatti sul sito FiveThirtyEight, le possibilità di accedere alle finali NBA dei Sixers sono passate dal dieci al 18% con l’aggiunta di Harris. Un brutto colpo da incassare per Milwaukee, Toronto e Boston, che difficilmente potrebbero trovare il modo di rispondere nell’immediato. I Bucks hanno dichiarato di essere interessati alla corsa partita da qualche giorno per arrivare a Davis, ma soltanto a partire da luglio - quando una serie di rinnovi, Khris Middleton in primis, richiederà un’attenta valutazione da parte della dirigenza di Milwaukee (che nel frattempo ha scambiato Tom Maker - fuori dai piani della squadra - con i Pistons, prendendo Stanley Johnson). Discorso simile per i Celtics, che hanno chiesto ai Pelicans di tergiversare e devono combattere con i capricci di Kyrie Irving, che il prossimo 1 luglio potrebbe andare via. C’è da rinegoziare il contratto di Al Horford e il rischio di perdere la scelta dei Clippers - leggi dopo - a complicare il quadro: insomma, la deadline di mercato è davvero l’ultima delle preoccupazioni per i biancoverdi. L’unica squadra che può pensare di agire in qualche modo sono i Raptors, incerti per quel che riguarda il futuro di Leonard, ma disposti a massimizzare lo sforzo in questa stagione: la proposta di scambio con i Grizzlies per arrivare a Marc Gasol e Mike Conley prevede l’ipotetica partenza di Kyle Lowry e Jonas Valanciunas. Un bel colpo, ma difficile convincere Memphis con questa merce di scambio, visto che in Tennessee vanno a caccia di giovani e di scelte e non di altri contratti onerosi da dover continuare a pagare ancora a lungo.

I Clippers vogliono andare all-in il prossimo luglio?

Dall’altro lato dello scambio ci sono i Clippers, al momento ottavi a Ovest con un margine di una partita di vantaggio sui Kings, di due e mezzo sui Lakers, di quattro sui Timberwolves e di quattro e mezzo sui Mavericks. Se l’intenzione di L.A. è quella di alzare il piede dall’acceleratore, queste quattro squadre (Dallas forse un po’ meno, visto il roster rivoluzionato) tornano nel pieno della corsa per l’ultima posizione disponibile per accedere alla post-season. Perché? La prima ragione è legata alla scelta al primo giro del prossimo Draft, persa qualora i Clippers dovessero partecipare ai playoff (protetta top-14, altrimenti finirebbe ai Celtics, come già accennato in precedenza). Meglio cercare di tenersi quella, oltre alle altre arrivate da Philadelphia, chiarendo così le proprie intenzioni per l’estate. L’eventuale rinnovo di Harris infatti era un grande punto di domanda, ma a L.A. evidentemente non c’era intenzione di proseguire con lui. No, quello spazio salariale serve come il pane per mettere sotto contratto i Kawhi Leonard di questo mondo (ogni riferimento all’ex giocatore degli Spurs non è puramente casuale), visto che ci sarebbe l’opportunità di prendere due All-Star di primo livello. Inoltre, le “prime scelte” così tanto richieste dai Pelicans ci sarebbero tutte, oltre a poter mettere sul piatto sia Shai Gilgeous-Alexander che Landry Shamet - due dei giocatori più solidi venuti fuori dall’ultimo Draft. Con quelli convincere New Orleans a cedere Anthony Davis sarebbe più semplice (e poi il n°23 dice di voler andare a Los Angeles...). Un pacchetto eventualmente da poter utilizzare in parte anche per “liberare” ulteriore spazio, scambiando il contratto più oneroso già presente nel cap del prossimo anno: i 22.6 milioni di dollari di Danilo Gallinari, che a questo punto si ritrova in una situazione in pieno sviluppo e rivoluzionata nel giro di poche ore. L’unica certezza al momento per il n°8 azzurro è che senza Harris toccherà a lui in primis fare gli straordinari per tenersi stretto l’ottavo posto a Ovest. Sempre che sia questo, con il senno di poi, l’obiettivo della squadra di Los Angeles.

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