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NBA, Giannis Antetokounmpo sta imparando a tirare da 3 punti?

NBA

Nelle otto gare disputate a febbraio dai Bucks, il talento greco ha tirato con il 45.5% dall'arco: un dato che se confermato potrebbe aprire scenari importanti in attacco per Milwaukee. Terrorizzando tutto il resto della Lega

MILWAUKEE VINCE ANCORA E SI TIENE IL PRIMATO A EST

Una rondine non fa primavera, nonostante le giornate inizino a diventare più lunghe e in NBA si senta ormai forte l'odore dei playoff. Su Quora, il “social network delle domande” utilizzato da molti negli USA, la domanda circola già da un paio d’anni: perché Giannis Antetokounmpo non migliora nel tiro da tre punti? In molti sottolineano il fatto che lui sia un grande lavoratore, che spesso resti anche fino alle tre di notte all’interno dell’arena dopo i match per continuare a implementare ogni aspetto del suo gioco. Allora perché non affrontare il più grande dei suoi limiti? È quello che deve aver pensato anche il diretto interessato, che in questa stagione sta viaggiando a 2.5 tentativi a partita; il dato più cospicuo mai raccolto in carriera. La percentuale complessiva ancora non è delle migliori: 24.3%, la peggiore messa a referto dal greco se si esclude la sua seconda stagione nella Lega in cui praticamente non ha tirato dall’arco (40 conclusioni totali nel corso dell’anno). Dati che già dallo scorso dicembre portavano molti a chiedersi, nonostante il rendimento da MVP, se il talento greco di Milwaukee non fosse da considerare come il peggior tiratore da tre punti dell’intera NBA. Il web (e la sua cattiveria) in fondo, non risparmia nessuno, anche se sul parquet la tendenza sembra essersi invertita. A guardare le cifre della progressione mensile tenuta da Giannis, i dati fanno sorridere non poco Mike Budenholzer e tutto lo staff del Wisconsin: Antetokounmpo ha chiuso il mese di ottobre (soltanto sei partite) con il 6.3% dall’arco. Un dato irrisorio, così come il campione di riferimento, ma un’indicazione chiara: il lavoro fatto in estate, i tanti video pubblicati con le sessioni di tiro non sembravano aver funzionato poi tanto. A novembre il 14.3% non lasciava immaginare grossi miglioramenti, così come il 22% dalla lunga distanza di dicembre. Dati insufficienti - con una media di conclusioni a partita simili, di poco superiore alle due a partita - a differenza del 30.6% di gennaio: la luce in fondo al tunnel. A febbraio invece la tendenza si è consolidata, portandolo a tirare con un ragguardevole 45.5%. Un dato che apre scenari e prospettive formidabili e al tempo stesso il baratro sotto i piedi di chi contro di lui dovrà difendere.

Il resto della Lega si interroga: come difendere contro di lui?

Una scelta contro un atleta del genere va fatta. E in molti, nonostante l’inversione (magari solo momentanea) di tendenza, continuano a lasciargli spazio sul perimetro. Bisogna scegliere il male minore e contro lo strapotere fisico del greco quel paio di triple a partita con spazio restano di gran lunga la strada da percorrere. Concedergli un passo di vantaggio è impossibile, visto che anche i raddoppi e le marcature restando accorti a protezione del ferro spesso non servono a contenerlo. Al tempo stesso se la sua presenza sul perimetro diventa “pericolosa” o quantomeno degna di considerazione, l’attenzione generata sulla difesa avversaria renderebbe ancora più facile la vita ai suoi compagni di squadra. Un domino insomma, in cui ogni mossa sembra far inevitabilmente cadere i tasselli prima del tempo. Lo scorso dicembre in molti gli consigliavano di alzare bandiera bianca: dopo due mesi di regular season infatti Antetokounmpo aveva conquistato il non invidiabile primato di essere l’unico giocatore della storia NBA a tirare ben al di sotto del 20% dall’arco (12.7% in realtà) con almeno due tentativi di media dal campo. In realtà i limiti restano ancora diversi: il n°34 dei Bucks ha preso soltanto sette conclusioni dagli angoli (una zona del campo che il talento greco non occupa mai) e il dato complessivo resta ancora modesto: 31/126, ancora troppo poco per mandare in crisi i piani partita che Raptors, Sixers e tutte le altre stanno già immaginando contro di lui in vista dei playoff – in cui sarà sfidatissimo al tiro. Trovare il modo di segnare potrebbe fare davvero tutta la differenza del mondo. “A un certo punto, in questa stagione o al massimo all’inizio della prossima, inizierete a vedere Giannis tirare anche dalla lunga distanza con continuità”. La minaccia pronunciata da Jon Horst lo scorso autunno risuona ancora nelle orecchie del resto della Lega. “E penso che tutti siano molto spaventati da questo possibile sviluppo”, sottolineò allora il GM dei Bucks, ben consapevole di come mantenere il rendimento di febbraio renderebbe Antetokounmpo un giocatore virtualmente senza limiti.

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