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13 marzo 2019

NBA, serata di conferme: Denver batte Minnesota, Milwaukee passa a New Orleans

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Denver controlla la sfida contro Minnesota e condanna i T’wolves nonostante i 34 punti di Towns, I Bucks battono a domicilio senza grossi problemi i Pelicans. Vittorie più sofferte e combattute del previsto per Indiana e Philadelphia contro New York e Cleveland

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New Orleans Pelicans-Milwaukee Bucks 113-130

Tirare meglio spesso è molto più utile del tirare tanto. Lo dimostrano i Milwaukee Bucks corsari in trasferta a New Orleans, che vincono nonostante i padroni di casa tentino ben 107 conclusioni totali dal campo, di cui 47 dall’arco (contro le 97 degli ospiti). È il nuovo record per tentativi da tre punti nella storia della franchigia della Louisiana, che trova il fondo della retina soltanto in dieci occasioni dalla lunga distanza – le stesse di Milwaukee, alla quale servono però anche 11 tentativi in meno. Non è solo l’aritmetica però a condannare New Orleans, ma soprattutto il super terzo quarto a livello offensivo giocato dai Bucks, che segnano 45 punti in 12 minuti e tengono botta contro la miglior versione di Anthony Davis delle ultime settimane, la cui presenza è come al solito centellinata con il contagocce. Il n°23 dei Pelicans segna 17 punti nel solo terzo quarto (in una partita da 21 in 21 minuti) ed è la ragione per cui New Orleans non affonda dopo mezz’ora di gara, ma come previsto Davis resta a guardare i compagni dalla panchina per tutta l’ultima frazione, lasciando che Milwaukee controlli la doppia cifra di margine senza troppi problemi. Alla sirena finale sono 24 punti, nove rimbalzi e cinque assist per Giannis Antetokounmpo, a cui si aggiungono i 23 di Khris Middleton, quelli di tutto un quintetto titolare in doppia cifra e i 14 di Nikola Mirotic, alla prima da ex contro i Pelicans. Un passato turbolento che è meglio lasciarsi alle spalle: adesso con Milwaukee le prospettive sembrano molto più rosee.

Denver Nuggets-Minnesota Timberwolves 133-107

Jamal Murray firma 19 dei suoi 30 punti totali nel secondo tempo in una prova corale con cui i Nuggets superano senza grossi problemi Minnesota. Denver chiude con 40 assist a referto di squadra, massimo in stagione per una squadra che si conferma seconda forza a Ovest. Una vittoria in cui tutti mettono lo zampino: 23 punti di Paul Millsap; 18, otto rimbalzi e sette assist di Nikola Jokic; 16 punti di Monte Morris in uscita dalla panchina. Funziona tutto, tanto che i rimaneggiati T’wolves provano invano a fare affidamento sul solo Karl-Anthony Towns: 34 punti, dieci rimbalzi, tre assist con 14/25 al tiro in 32 minuti di gioco. Minnesota infatti deve fare a meno di Wiggins, Rose e Teague, costretta a fare affidamento per oltre 25 minuti su Cameron Reynolds – il rookie arrivato da Tulane confermato con il secondo contratto da dieci giorni che chiude con 12 punti (manco a dirlo, massimo in carriera). La notizia in casa Nuggets invece è che Isaiah Thomas, pienamente recuperato dopo i tanti problemi fisici, resta a guardare i compagni per tutti e 48 i minuti, prima che lo stesso coach Malone sottolinei  che la sua scelta è quella di tenerlo fuori. I Nuggets hanno dimostrato di poter fare molto bene anche senza di lui.

Indiana Pacers-New York Knicks 103-98

I Pacers hanno bisogno della vittoria per restare a pari merito con Philadelphia per il terzo record a Est: la visita dei derelitti Knicks, che si presentano nell’Indiana con 6 sconfitte in fila, sembra l’ideale ma New York vende cara la pelle, approfittando di una prestazione non certo all’altezza degli uomini di coach McMillan. I Pacers sono guidati dai 24 punti di Bojan Bogdanovic e salvati dalle giocate decisive di Darren Collison nel finale, quando New York – andata sotto anche di 16 nel quarto quarto – torna a contatto. Oltre ai 16 punti di Collison, Indiane ne ha 15 con 9 rimbalzi da Myles Turner, 14 dall’ex Wesley Matthews e 10 con 7 rimbalzi dalla panchina da Domantas Sabonis, mentre Emmanuel Mudiay è il migliore dei suoi con 21 punti seguito dai 18 di Damyean Dotson. 

Philadelphia 76ers-Cleveland Cavaliers 106-99

A tre minuti dalla fine Cleveland è in partita a Philadelphia e i tifosi dei Sixers – stanchi delle 21 palle perse dei propri giocatori – non risparmiano i fischi: li deve aver sentiti soprattutto Joel Embiid, che schiaccia a rimbalzo d’attacco due punti decisivi e poi suggella la vittoria con 4 liberi consecutivi, finendo con 17 punti, 19 rimbalzi e 5 assist (“Ho fatto schifo”, l’auto-valutazione del camerunense). Meglio di lui fa Ben Simmons, che chiude con 26 punti, 10 rimbalzi, 8 assist e un ottimo 10/16 al tiro, mentre 17 li aggiunge anche J.J. Redick. Con i Sixers senza Jimmy Butler e i Cavs senza Kevin Love, il migliore per Cleveland è la matricola Collin Sexton che ha 26 punti all’attivo con 11/20 al tiro, ma 18 ne mette anche Cedi Osman.

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