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NBA, Jim Boylen fa rissa e difende i suoi Bulls, Zach LaVine gli paga la multa

NBA

Dopo lo scontro e il faccia a faccia con Doc Rivers e la conseguente espulsione, per l'allenatore di Chicago è arrivata una sanzione da 7.000 dollari. A pagarla è stato il n°8 dei Bulls, dimostrando solidarietà a un coach diventato amico nelle ultime settimane

ATLANTA-CHICAGO, UNA GARA DA RECORD

Blocchi in movimento, giocate fisiche ben oltre il consentito e una serie di urla e polemiche a distanza con Doc Rivers. Jim Boylen ha chiuso con 13 minuti d’anticipo la sfida contro i Clippers, espulso dopo aver provato a tutelare i suoi giocatori. Nelle scorse ore è arrivato il conto da pagare alla NBA e la dirigenza dei Bulls ha accettato la proposta di Zach LaVine a pagare di tasca propria i 7.000 dollari di sanzione, nonostante le regole NBA prevedano esplicitamente che la persona che subisce la multa deve essere quella che poi mette mano al suo conto in banca per ripagare la Lega (complicando in realtà le buone intenzioni del n°8). Un gesto che nessuno avrebbe pronosticato soltanto qualche mese fa, quando agli inizi l’impatto di Boylen da capo allenatore era stato pessimo. Il talento dei Bulls infatti era stato tra i più scettici di fronte ad alcune sue decisioni “estreme”, portate avanti dopo essersi fatto una reputazione da specialista della difesa (che tra le altre cose, contestava il pessimo apporto nella propria metà campo di LaVine). Nelle prime settimane di lavoro fianco a fianco la tensione è diventata palpabile, con l’ex giocatore dei T’wolves impegnato in prima persona negli incontri di dicembre con la dirigenza per capire come rimettere in sesto un gruppo che minacciava di boicottare la gara successiva alla clamorosa sconfitta con 56 punti di scarto incassata contro i Celtics. Il lavoro quotidiano però ha portato i suoi frutti – non del tutto sul parquet, vista la pessima resa di Chicago – e unito i due fino al punto da portare LaVine a difendere l’operato dell’allenatore che lamentava il modo in cui i Clippers portavano i blocchi contro i suoi giocatori (Ryan Arcidiacono è stato costretto ad abbandonare la gara dopo un colpo contro un avversario): “Personalmente rispetto molto quanto fatto da Jim, lui si preoccupa davvero per noi ed è disposto a combattere contro chiunque pur di farci rispettare. Quanto accaduto contro i Clippers mette in mostra quello che lui prova e pensa di noi”. Non solo pace fatta quindi, ma addirittura un legame che porta i giocatori a lottare e combattere per lui. Un risultato che in pochi avrebbero pronosticato.

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