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NBA, Jimmy Butler ha le idee chiare: "I giocatori più divertenti? Antetokounmpo e Harden"

NBA

In un interesante botta-e-risposta sul magazine Interview, interrogato dall'attore Mark Wahlberg (suo grande amico) Jimmy Butler parla del suo addio a Minnesota, di un carattere non certo facile e di un futuro post-basket sui set di Hollywood

PHILADELPHIA VINCE SENZA EMBIID, 23 PER BUTLER

AI SIXERS SERVE IL TIRO DA TRE: MA BUTLER E' IN CALO

L’amicizia tra la nuova star dei Philadelphia 76ers Jimmy Butler e l’attore Mark Wahlberg non è una novità e ha fatto parlare già da un bel po’. Fin dal 2013, più di cinque anni fa, quando Wahlberg visitò il centro di allenamento dei Bulls a Chicago – in cui al tempo giocava Butler – e finì per fare un improvvisato uno-contro-uno con l’ex giocatore di Marquette. Tra loro poi nel corso degli anni non sono mai mancate tante belle parole reciproche: “Ne ho conosciuti tante di persone famose ma non tutte hanno l’atteggiamento di Jimmy, quel tipo di approccio alla vita che piace a me: noi diamo tutto, facciamo di tutto per migliorarci sempre. Tanta gente una volta che ha successo è soddisfatta: lui no e io neppure”. “Mark è incredibile – l’opinione di Butler – uno dei ragazzi più veri, genuini che abbia mai conosciuto. Lavora duro, legge e rilegge in continuazione ogni suo script, alzandosi ogni mattina alle 4.30/5 per leggere il materiale e poi andare al lavoro. È grazie a lui che ho iniziato anch’io a svegliarmi presto, per iniziare a lavorare il prima possibile”. Un feeling reciproco che nel corso del tempo è sbocciato in una vera e propria amicizia, con Wahlberg che invita Butler a casa sua durante le trasferte sulla West Coast e la stella dei Sixers che prende a cuore le sorti della figlia di 9 anni dell’attore, seguendola nelle sue partite di pallacanestro (“Adoro quando viene alle partite: la gente finalmente mi lascia in pace, perché vogliono tutti parlare con Jimmy”, dice Walhberg). I due sono anche andati un paio di volte assieme a Parigi e in Toscana a visitare i vigneti del Sissicaia, e allora la decisione del magazine americano Interview – famoso (oltre che per essere stato fondato da Andy Warhol) per pubblicare dei pezzi in cui una celebrità intervista un’altra celebrità – è stata quasi fin troppo semplice, con la scelta di ospitare sulle proprie pagine un bel botta-e-risposta tra la stella dei Sixers e l’attore originario di Boston. Quello che ne è uscito è stato pubblicato recentemente sotto il titolo “L’inarrestabile Jimmy Butler non ha intenzione di fermarsi, se non dopo aver fatto colazione” e ha toccato a 360° gradi la carriera e la stagione del giocatore dei 76ers, al centro di una controversa cessione nel corso del campionato da Minnesota (“Devo essere sincero: non seguo più molto come stanno andando”) a Philadelphia: “Dover andare da coach Thibodeau per dirgli che volevo essere ceduto è stata una delle cose più dure che abbia mai dovuto fare”, racconta Butler. “È stato pesante dovergli dire che le cose non funzionavano, che volevo andarmene”. Anche perché, nel giro di poco, ad andarsene poi è stato anche coach Thibodeau, licenziato dal proprietario dei Timberwolves Glenn Taylor: “Lo sapevano tutti che sarebbe successo. Odio quando capita a uno dei miei”, il commento di Butler, molto vicino all’allenatore che già lo aveva avuto a Chicago. 

“Antetokounmpo non mi schiaccerà mai in testa”

Ma il passato è passato mentre il presente di Butler oggi si chiama Philadelphia 76ers: “Penso realmente che ai Sixers abbiamo una buona chance di arrivare fino in fondo, anche se ovviamente stiamo ancora imparando a giocare assieme”, dice il n°23 di coach Brown. Anche se gli avversari non mancano, né a Est né a Ovest. E quando Wahlberg chiede a Butler la sua opinione sul giocatore più divertente da vedere giocare oggi nella lega, la stella dei Sixers fa due nomi: “Direi uno tra James Harden e Giannis Antetokounmpo. Antetokounmpo è pazzesco, schiaccia ogni pallone che gli capita tra le mani: è davvero divertente da guardare”. Wahlberg allora lo provoca (“Ti ha mai schiacciato in testa?”), ottenendo una pronta risposta: “Non succederà mai, gli farò fallo sempre prima piuttosto”. Tra le avversarie a Est di Butler, Embiid e compagni anche quei Boston Celtics da sempre la squadra del cuore di Wahlberg: “L’ho ripetuto già mille volte: non hai mai cercato di convincermi a firmare per i Celtics. Tengo sempre in altissima considerazione qualsiasi tuo consiglio, lo sai, ma mi hai sempre detto di fare solo quello che mi rendeva più felice. E così ho fatto”. Anche a rischio di apparire egoista, un compagno di squadra difficile da sopportare e, ancora di più, un giocatore difficile da allenare: “Ha a che fare con la mia tendenza a essere sempre onesto, a volte forse troppo. La gente mi chiede sempre ‘Perché non dici la verità? Perché non ci fai sapere quello che pensi davvero?’. Poi quando lo faccio mi rinfacciano che certe cose non dovrei dirle. Forse dovrei imparare a smorzare un po’ i toni, a essere un po’ più diplomatico, ma sul momento, a caldo, spesso è difficile riuscirci”. A Wahlberg Butler racconta anche le motivazioni che da sempre lo hanno spinto a diventare il miglior giocatore possibile: “Ho sempre voluto dimostrare a chi non credeva in me che si stava sbagliando. Chi diceva che non mi sarei laureato al college. Chi non sarei mai stato un giocatore NBA. Poi però a un certo punto della mia vita ho realizzato che non mi interessava più dimostrare che gli altri si stessero sbagliando, quanto invece dimostrare che avevo ragione io”.

Un debutto da attore – ma Wahlberg dov’è?

Anche alla domanda di Wahlberg sul futuro dopo la carriera NBA, Butler si fa trovare pronto – con una risposta che riguarda da vicino proprio il suo famoso amico: “Mi piacerebbe tentare la carriera di attore”. In un film ha già debuttato, Office Christmas Party – uscito anche in Italia con il titolo La festa prima delle feste – e i retroscena svelati da Butler sono divertentissimi: “Ero convinto che mi avessi chiesto di partecipare a quel film perché ci fossi anche tu, invece mi presento sul set il primo giorno e non vedo il tuo trailer. Chiedo in giro quando saresti arrivato e mi fanno capire che tu non facevi parte del film. Ci sono rimasto malissimo”, ride oggi Butler. “Poi a un certo punto, in una scena con Olivia Munn e Jason Bateman, si rivolgono a me dicendomi: ‘Tranquillo, sii te stesso, tanto non è che la tua parte sia enorme’. Ho pensato: grazie per farmi sapere che non sono per nulla importante per la riuscita del film”. Ma come ha già dimostrato nella pallacanestro, mai scommettere contro Jimmy Butler. Neppure quando prova a fare l’attore. 

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