Please select your default edition
Your default site has been set for 7 days

NBA, i risultati della notte: Miami torna all'ottavo posto, Houston travolge Denver

NBA

Gli Heat battono i Mavs grazie alla tripla doppia di Dragic e alle giocate di Wade nel finale, mentre Orlando perde a Detroit e si fa scavalcare di nuovo da Miami. Harden segna 38 punti nel comodo successo sui Nuggets, 39 e 13 rimbalzi per Embiid contro Brooklyn. Tutto facile per Toronto a New York, Sacramento ko a New Orleans

BELINELLI ON FIRE, BATTUTI I CAVS

VIDEO. TUTTI GLI HIGHLIGHTS

GLI SPURS RITIRANO LA N°20 DI GINOBILI

Miami Heat-Dallas Mavericks 105-99

Dura meno di due giorni la permanenza nel purgatorio del nono posto a Est degli Heat, in una sfida dal doppio senso intrinsecamente intrecciato: l’ultima sfida tra Wade e Nowitzki, la prima su un parquet NBA per gli amici Dragic e Doncic. In entrambi i casi hanno la meglio i giocatori di Miami, con il capitano della squadra della Florida che segna sei punti pesantissimi nel finale, con tanto di palla rubata e contropiede in faccia al tedesco. Il mattatore davanti a 2.000 tifosi arrivati dalla Slovenia (che hanno invaso l’American Airlines Arena per tutta la serata, cantando e ballando anche ben oltre la sirena finale) è stato Goran Dragic, che chiude con la seconda tripla doppia in carriera una partita da 23 punti, 12 rimbalzi e 11 assist. Tutte giocate decisive per avere la meglio contro il miglior rookie dell’anno – Luka Doncic, per chi avesse ancora qualche dubbio – che si ferma a quota 19 punti (con tanto di canestro pazzesco su James Johnson, messo a terra e poi “difeso” da Wade che su Twitter dice di avergli messo lo sgambetto), conditi con otto rimbalzi e sette assist; alla guida di un quintetto tutto in doppia cifra. Miami per portarla a casa infatti ha bisogno del 30-17 di parziale nell’ultima frazione, approfittando al tempo stesso della battuta d’arresto dei Magic a Detroit per prendersi nuovamente l’ottavo posto e un posto ai playoff. Per Dallas invece si allunga inesorabilmente la striscia di sconfitte n una stagione che è stata soltanto il trampolino di lancio a tutto ciò che verrà in futuro.

Detroit Pistons-Orlando Magic 115-98

Ed è proprio un ex-Miami come Wayne Ellington a fare un gran bel favore agli Heat, protagonista della sua miglior partita da quando lo scorso febbraio è sbarcato a Detroit. Ci pensa lui a segnare 17 dei 34 punti che nel terzo quarto danno il definitivo avvio alla fuga dei Pistons contro Orlando, in una serata da 25 totali con 9/16 dal campo e 7/13 dall’arco. Canestri decisivi come gli otto messi a referto da un Blake Griffin da 20 punti e dieci rimbalzi e un Andre Drummond da 18+18 – semi-perfetto al tiro con il suo 9/10, condito con sei stoppate e una presenza incontenibile sotto canestro. Il risultato è che Orlando perde e interrompe così la striscia più lunga di vittorie raccolta negli ultimi otto anni; risultati che avevano portato i Magic, dopo il successo contro gli Heat, momentaneamente all’ottavo posto a Est. Non basta alla squadra della Florida mandare tutto il quintetto in doppia cifra, con 20 punti di Aaron Gordon, 12+12 di Nikola Vucevic e 18 di DJ Augustin. Il risultato è quello che non ci voleva, con Orlando che ritorna al nono posto e deve nuovamente sperare in un passo falso di Miami per risalire la china. Detroit invece approfitta della contemporanea sconfitta dei Nets e risale al sesto posto – con una sconfitta in meno e una partita in più da giocare. I prossimi saranno dieci giorni di fuoco e di verdetti per entrambe, insomma.

Philadelphia 76ers-Brooklyn Nets 123-110

Joel Embiid ha già fatto capire più volte ad avversari e compagni cosa è in grado di fare. Come con lui Philadelphia possa pensare in grande anche ai playoff. Il lungo camerunense chiude con 39 punti in 28 minuti una sfida dominata come raramente gli era capitato in passato (un ulteriore passo in avanti in vista della post-season): 12/20 al tiro, 12/16 ai liberi, 3/4 dall’arco, 13 rimbalzi, sei assist, tre recuperi, una stoppata e si potrebbe andare avanti ancora a lungo con tutte le giocate decisive messe in mostra sul parquet. “Potremo incontrarli ai playoff, incrociandoli anche al primo turno. Era importante mandare un messaggio”, sottolinea lo stesso Embiid, attorno al quale diventa tutto più semplice per un JJ Redick da 18 punti e un Simmons da 16 e otto assist. Dall’altra parte sono 22 i punti di Joe Harris con 8/12 dal campo, 19 per Hollis-Jefferson e 18 per Caris LeVert in uscita dalla panchina, ma non bastano ai Nets per evitare di scendere in settima posizione a Est.

Houston Rockets-Denver Nuggets 112-85

James Harden fa il suo e per Denver non c’è storia. Reggono un quarto d’ora i Nuggets a Houston, prima di essere travolti da un 40-19 di parziale che conferma il momento complicato della squadra del Colorado; che incassa così la seconda sconfitta rumorosa dell’ultima settimana dopo quella di Indianapolis. Il calendario non aiuta la rincorsa agli Warriors, ma la sfida contro i Rockets era importante anche per stabilire una gerarchia rispetto alla squadra che vuole ricoprire il ruolo di prima inseguitrice di Golden State. Il Barba quindi ci ha tenuto a mettere le cose in chiaro, chiudendo con 38 punti, 10/22 dal campo, 5/11 dall’arco e 13/14 ai liberi, una sfida in cui ha trovato il tempo anche di distribuire sei assist e raccogliere sei rimbalzi. Basta e avanza lui, con Eric Gordon che ne aggiunge 18 e Clint Capela 17 con 15 rimbalzi. Alla sirena finale, i calcoli fatti con il boxscore in mano in casa Nuggets premiano Jamal Murray con 20 punti, a cui si aggiungono i 18 con otto rimbalzi e sei assist di Nikola Jokic. Troppo poco per non allontanarsi dal primo posto a Ovest.

New York Knicks-Toronto Raptors 92-117

Kawhi Leonard resta comodamente a riposo nella partita vinta da Toronto, che parte con il 30-18 nel primo quarto e poi non si volta più indietro in una gara da vincere per restare in scia di Milwaukee. Due settimane piene per preparare al meglio i playoff e tentare un improbabile assalto al primo posto in classifica a Est dei Bucks. Il migliore in campo è Pascal Siakam, uno dei giocatori più migliorati dell’anno, autore di 31 punti in 31 minuti e con +31 di plus/minus. Non c’è bisogno di molto altro in casa Raptors, con Danny Green che tira 5/8 dall’arco per 15 punti e un Fred VanVleet da 12 che non fanno rimpiangere un modesto Marc Gasol che non segna mai dal campo e chiude con due punti in 23 minuti. Serata da massimo in carriera per Mitchell Robinson che chiude con 19 punti – mai così tanti – e ben 21 rimbalzi (anche questo è un record personale). Un lampo di quello che potrebbe essere il suo luminoso futuro, con la speranza che questo sia soltanto l’inizio.

New Orleans Pelicans-Sacramento Kings 121-118

Anthony Davis ha problemi alla schiena e resta a guardare anche la sfida contro Sacramento. Dolori reali o simulati che lo tengono lontano dal parquet e accorciano di un match la sua agonia in quel di New Orleans. I Pelicans nel frattempo vincono grazie ai 34 punti di Julius Randle ai 25 di Christian Wood – tagliato da Milwaukee e ritrovatosi in Louisiana a fissare il suo nuovo massimo in carriera. Dall’altra parte sono 27 per Buddy Hield – che non la mette mai da tre punti, soltanto 1/8 dalla lunga distanza – e 25 punti per De’Aaron Fox con 12 assist e cinque rimbalzi. Non bastano però a evitare una sconfitta che sancisce in maniera quasi definitiva l’eliminazione dai playoff per Sacramento: agli Spurs adesso basterà vincere soltanto una delle sei gare che restano per lasciare a casa per l’ennesima stagione consecutiva i Kings.

I più letti