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NBA, Danilo Gallinari è il giocatore più migliorato di questa stagione?

NBA

Pascal Siakam è il favorito, ma andando a guardare i dati nel dettaglio viene fuori un nome insospettabile: quello del n°8 azzurro dei Clippers, lanciatissimo con la squadra di L.A. verso i playoff e nel pieno del suo miglior momento in carriera in NBA

GALLINARI DI NUOVO AI PLAYOFF ASSIEME A BELINELLI

Il favorito d’obbligo è già stato indicato da un bel po’ di settimane. Pascal Siakam è il secondo violino di una delle migliori squadre NBA, in crescita esponenziale su entrambi i lati del campo negli ultimi sei mesi e in testa alle preferenze di molti quando si parla di giocatore più migliorato dell’anno. I dati relativi alla sua progressione sono impressionanti, ma quando si tratta di pesare le ragioni che conducono alla scelta, in base alle classifiche stilate vengono fuori dei nomi inattesi. Guardando al lavoro di raccolta fatto su NBA.com, i dati dopo cinque mesi e a meno di tre settimane dalla conclusione della regular season fanno spuntare fuori delle indicazioni nuove. Giocatori a cui in pochi avevano pensato, come il nostro Danilo Gallinari che si candida a pieno diritto nella corsa al premio. La prima associazione di idee, la più naturale che viene da fare, è data dall’andare a vedere la somma massima di incrementi nelle tre principali voci statistiche (aumento punti di media + aumento rimbalzi di media + aumento assist di media). Pascal Siakam è terzo, alle spalle di Derrick Rose – anche lui entrato di diritto nelle discussione per il premio, dopo il ritorno a grandi livelli sul parquet – e di Cedi Osman, che ben spiega il difetto di una classificazione di questo tipo. Così infatti non si tiene conto del numero di minuti giocati, come accaduto nel caso del ragazzo turco dei Cavs: Osman, che ha preso il posto di LeBron James in quintetto a Cleveland, ha visto triplicare i suoi minuti sul parquet, passati da 11 a 32 di media a stagione. Parametrare il dato su 36 minuti annulla questa distorsione e porta in cima alla classifica Giannis Antetokounmpo e Paul George: i due giocatori più migliorati a livello numerico come somma statistica di punti, rimbalzi e assist. Loro due però il premio lo hanno già vinto e solitamente, dopo il primo trionfo, si passa di diritto nella corsa al titolo di MVP (quella in cui i due arriveranno probabilmente nella top-5). Forse meriterebbero di vincerlo loro, nonostante la base di partenza fosse già da giocatore di primissimo livello nel loro caso. Mai nella storia NBA un giocatore ha vinto due volte il premio e anche questo non sembra essere il caso.

Gallinari tra i migliori per percentuale al tiro (e anche a rimbalzo)

Non solo volume, ma anche efficacia. A pesare infatti sono anche i progressi a livello di qualità di tiro: come percentuale effettiva (su un campione di almeno 300 conclusioni) il passo in avanti più importante lo ha fatto Danny Green. Dietro di lui Marcus Smart – che ha aggiunto un’ottima resa offensiva alla solita efficacia a protezione del ferro – e Danilo Gallinari; quarto in graduatoria in una stagione in crescendo in cui la percentuale effettiva è passata da 46.9% a 55.7%. (quinto anche in quella precedente alla spalle di Antetokounmpo e George). Se si passa dalla percentuale effettiva a quella reale, tenendo dunque conto anche dei tiri liberi, non si fa altro che un “favore” alla candidatura del n°8 azzurro, che resta al quarto posto della generale e supera anche Smart. Siakam è sesto (+7.5%), De’Aaron Fox è 11° (+6.6%), il semi-infallibile Domantas Sabonis 12° (+6.3%). Tenere in considerazione anche la capacità realizzativa a cronometro fermo in realtà porta a un grande balzo in avanti di Siakam, che passa dal 21° a sesto. Incrociando le classifiche, i nomi ricorrenti sono sempre gli stessi: Fox, Sabonis, Siakam e Gallinari, che spunta fuori anche quando si parla di miglioramenti a rimbalzo. In questo caso conviene valutare l’aumento della percentuale di rimbalzi totali catturati tra quelli a disposizione sul parquet: Antetokounmpo è primo anche in questa per variazione (+3.6%), al pari di Nikola Vucevic – altro di quelli che hanno fatto un bel balzo in avanti – e davanti ad altri All-Star. Nella top-15 chi spunta fuori? Ancora Gallinari, al 13° posto con un aumento di incidenza del 2.5% (un dato enorme, nonostante non sia facile coglierne a pieno il senso). In pochi ci avrebbero scommesso, ma quando sta in campo il n°8 azzurro riesce molto più di frequente del solito a prendersi il rimbalzo quando è nella sua disponibilità (giocando spesso lontano dal ferro, il dato assoluto resta ridotto). 

Pascal Siakam resta il favorito nella corsa al premio

Classifiche che fissando dei limiti minimi di possessi e tentativi, lascia fuori inevitabilmente alcuni candidati interessanti – Thomas Bryant degli Wizards, Monte Morris dei Nuggets e Derrick White degli Spurs; utilizzati troppo poco l’anno passato per poter fare un confronto credibile con il loro impatto attuale. I dati difensivi – stoppate, recuperi, falli commessi – danno soltanto un’indicazione di massa, da poter unire assieme a tutto il resto in quello che viene definito PIE (player impact estimate, quanto di più vicino a una somma dell’impatto complessivo di un giocatore); il dato migliore per fare una valutazione di quanto un giocatore sia riuscito a progredire nell’ultimo anno. Derrick Rose in questa speciale selezione torna prepotentemente in testa (+5.9%), con Fox al quarto posto complessivo (+4.4%), Sabonis sesto (4.2%) e Gallinari ottavo (+3.9%). Siakam in questo caso non c’è, ma resta inevitabilmente il favorito; non tanto e non solo grazie al record di successi raccolti dai Raptors. L’ultima classifica mostrata nel grande lavoro di ricerca di John Schuhmann racchiude al meglio la crescita esponenziale del n°43 di Toronto: rispetto allo scorso anno la percentuale di canestri non assistiti è crollata dal 72 al 56%, con il numero di bersagli totali raddoppiati. Passato in sostanza da 71 a 210 canestri realizzati senza l’aiuto dei compagni: un giocatore diventato marcatore indipendentemente da quanto fatto dai chi gli sta attorno. Difficile trovare una definizione migliore per il giocatore che merita di vincere il premio di Most Improved Player.

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