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20 aprile 2019

Playoff NBA: Brooklyn ci prova, ma super Embiid si prende in volata il 3-1 nella serie

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Il lungo n°21 dei Sixers, in dubbio fino alla fine, gioca una super partita chiusa con 31 punti, 16 rimbalzi, 7 assist e 6 stoppate. Un match dominato sotto canestro e vinto soltanto nel finale da Philadelphia; i Nets perdono così negli ultimi 25 secondi una partita da vincere a tutti i costi

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Brooklyn Nets-Philadelphia 76ers 112-108

Hanno dovuto aspettare fino all’ultimo istante utile i Sixers, ma n’è valsa la pena. Aver deciso di rischiare e far scendere in campo Joel Embiid ha pagato, con il n°21 autore di 31 punti, 16 rimbalzi, sette assist, sei stoppate e una prova clamorosa tenendo conto delle precarie condizioni fisiche. Embiid fa la staffetta con Boban Marjanovic, ma tanto basta per mettere alle corde in area i Nets, che giocano una gran partita, lanciano in quintetto Caris LeVert - 25 punti, sei assist e tante giocate utili - e si godono ben quattro giocatori oltre quota 18 (Russell, Allen e Dinwiddie in uscita dalla panchina). In gara-3 Brooklyn ci aveva messo una partita intera per raccogliere 12 assist complessivi, che questa volta arrivano in un quarto d’ora: i padroni di casa toccano anche il +10 e danno la sensazione di essere più in palla. Philadelphia va a strappi, come quello del secondo quarto in cui Jimmy Butler segna 11 punti in cinque minuti, poco prima di essere costretto a lasciare il parquet causa espulsione. A metà terzo quarto infatti da un fallo duro di Embiid su Jarrett Allen scoppia il parapiglia, con Jared Dudley che sfida chiunque gli capiti nelle vicinanze. Il risultato è doppia espulsione, che premia più i Nets per talento sottratto, ma interrompe l’inerzia positiva per Brooklyn. Tutto a quel punto è giusto che si decida in volata: Joe Harris - che non segna una tripla dal primo quarto di gara-2 - trova due punti pesantissimi del +1 a 25 secondi dalla sirena in una gara, la sua, piena zeppa di errori, a cui risponde Mike Scott dall’angolo con la tripla dell’ennesimo contro-sorpasso. Sul possesso decisivo, Allen finisce in un vicolo cieco e perde pallone, partita e forse serie. Una vittoria da grande squadra per Philadelphia, che fa pesare il talento di un Tobias Harris da 24 punti e un Ben Simmons da 15-8-8. Nonostante le tante difficoltà, ai Sixers adesso manca davvero poco per andarsi a prendere un posto alle semifinali di Conference.

Il racconto del primo quarto

Joel Embiid resta in dubbio fino alla palla a due, ma poi lo staff medico dei Sixers decide di lanciarlo sul parquet nel quintetto titolare: il lungo camerunese c’è in campo e si vede, visto che i primi due canestri della gara di Philadelphia li segna lui. Brooklyn risponde colpo su colpo, lanciando Caris LeVert sul parquet senza aspettare il suo ingresso a gara in corso. Canestro da una parte e risposta immediata dall’altra, fino a quando un paio di penetrazioni di Ben Simmons si concludono con un nulla di fatto contro una difesa che lascia Embiid da solo con spazio sul perimetro e resta a copertura del ferro. I Nets rubano così un paio di palloni, alimentano la transizione e costringono i Sixers a chiamare il primo timeout del match dopo la tripla di D’Angelo Russell del 15-13 a metà primo quarto. Al ritorno sul parquet, coach Brown lancia Boban Marjanovic, per ridare fiato al camerunense e lasciando il centro serbo in balia dei continui cambi difensivi contro Brooklyn: uscire sul perimetro diventa un missmatch evidente per i Sixers, che vengono puntualmente battuti dal palleggio da Russell e LeVert (che regalano un paio di assist meravigliosi a Jarrett Allen, il primo giocatore a superare la doppia cifra alla voce “punti”). Tutte le palle contese finiscono nelle mani dei ragazzi di coach Atkinson, chiaramente più motivati nella ricerca del successo. Philadelphia tira poco, ma bene, nonostante il numero dei palloni persi raggiunga in breve tempo quota sette. Troppi per non chiude sotto di nove lunghezze la prima frazione, in cui i Nets tirano soltanto con il 40%, trovando ancor meno il fondo della retina da lontano. Un rimpianto per Brooklyn, che dopo 12 minuti avrebbe potuto scavare un solco ben più consistente.

Il racconto del secondo quarto

I Sixers però sanno di giocarsi un passaggio cruciale nella caccia al passaggio del turno in questa gara-4. Per questo Philadelphia torna forte in partita a inizio seconda frazione: 14-5 di parziale che riporta in parità il match, grazie a un paio di super canestri di Jimmy Butler e alla rassicurante presenza di Joel Embiid: il n°21 Sixers stoppa da una parte e danza come un ballerino verso il canestro avversario. Quando il camerunense mette anche la tripla, è chiaro che gli ospiti siano tornati definitivamente a regime. Dopo 15 minuti è 38-38. L’ex All-Star di Chicago e Minnesota passa in un amen dagli zero punti raccolti nel primo quarto agli 11 messi assieme in meno di cinque minuti; scatenato in entrambe le metà campo. I primi cinque punti raccolti da giocatori in uscita dalla panchina sono quelli che regalano ai SIxers il primo vantaggio dopo un bel po’ di tempo, con Philadelphia che resta a contatto grazie al 56% dal campo di squadra nei primi 18 minuti. Brooklyn però è un avversario molto più ostico del previsto per Philadelphia, grazie a un super Caris LeVert sempre più maturo e decisivo nel suo approccio alla gara e al contributo dei Jared Dudley di questo mondo (una sua tripla del +6 manda in delirio il pubblico del Barclays Center prima dell’intervallo lungo). Alla fine del secondo quarto è 63-75 in favore dei Nets, anche in doppia cifra di vantaggio grazie ai 31 punti del duo LeVert-Allen, mentre in casa Sixers sono tre i giocatori oltre i dieci punti segnati (14 Harris, 11 a testa Embiid e Butler).

Il racconto del terzo quarto

Tutto come nel primo tempo al ritorno sul parquet, almeno fino a quando Jared Dudley non è rimasto coinvolto in uno scontro sotto il canestro dei Sixers che ha portato a un accenno di rissa con Jimmy Butler e buona parte del roster degli ospiti. L’episodio scatenante è una stoppata di Joel Embiid su Jarrett Allen; dura, ma regolare nelle modalità. Alla quale per rispondere arriva subito Dudley ad aggredire il lungo camerunense, spintonato malamente fuori dal campo prima da Butler, poi da Simmons, poi da tutti gli altri, dando vita a un complicato parapiglia da giudicare per gli arbitri a lungo impegnati con i replay da ogni angolazione. Alla fine il risultato è una doppia espulsione per Dudley e Butler, dopo una lunghissima pausa che allunga non poco i tempi della sfida, oltre al flagrant-1 fischiato contro Embiid. Della decisione arbitrale risentono soprattutto i Sixers, che perdono un pezzo pregiato come l’ex Minnesota, mentre Brooklyn continua a lottare e fare gara di testa, mostrando grande applicazione del piano partita (come adesso i raddoppi e l’arrivo alle volte di tre difensori su Embiid, che fatica a far uscire il pallone con i tempi giusti). Una fiamma di LeVert nel finale di quarto tiene avanti i Nets, nonostante l’esperienza e il talento di Philadelphia permetta agli ospiti di restare a sole sei lunghezze di distanza a 12 minuti dal termine della sfida.

Il racconto del quarto quarto

Chi di stoppata ferisce, di stoppata perisce. L'ultima frazione parte all'insegna delle giocate difensive: Embiid raccoglie la sua sesta stoppata della gara, prima di subirne una clamorosa da parte di Hollis-Jefferson che, nonostante la stazza ridotta, riesce a farsi valere contro il gigante dei Sixers. Tra le squadre però resta un solo possesso di distanza, lasciando pregustare un frizzante finale di partita. Embiid resta riferimento dei Sixers, mentre a spezzare l’equilibrio e a dare sei punti di margine ai Nets ci pensa una super tripla di D’Angelo Russell. Brooklyn è più corale nella sua azione, mentre a tenere a contatto Philadelphia è soprattutto il talento individuale dei singoli. A metà quarto periodo le lunghezze di distanza tra le squadre restano sei. Altro protagonista silenzioso ma chirurgico del match è Spencer Dinwiddie; autore di 16 punti in uscita dalla panchina in 21 minuti con 6/8 dal campo. Joe Harris continua con le sue difficoltà al tiro, ma l’intensità dei Nets riesce a superare questo tipo di difficoltà. La facilità con cui Embiid però riesce a mettere assieme 27 punti, 14 rimbalzi e sei stoppate nonostante tutte le complicazioni fisiche relative alla sua condizione resta impressionante. Un suo super movimento regala il -3 a quattro minuti dalla sirena ai Sixers. Basta un passaggio a vuoto per regalare altri due punti a Philadelphia: gli ultimi 180 secondi si decidono in volata. Il numero di sorpassi è impressionante in un finale equilibrato e mozzafiato, in cui i giocatori che fanno un passaggio a vuoto, riescono poi a riscattarsi pochi istanti più tardi. Joe Harris segna il +1 a 25 secondi dalla sirena in penetrazione, a cui risponde Mike Scott dall'angolo sette secondi dopo con una tripla dal peso specifico enorme. Sul possesso decisivo per i Nets, Allen si infila in un vicolo cieco, perdendo così il pallone, la partita e forse anche le speranze di vincere la serie.

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