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Playoff NBA, pazzesco Lillard: 50 punti e canestro sulla sirena, OKC fuori dai playoff

NBA

Il n°0 dei Blazers gioca una partita superlativa, dominando il primo tempo chiuso con 34 punti e trascinando al secondo turno la sua Portland segnando la tripla decisiva da lontanissimo sulla sirena in faccia a Paul George, chiudendo così sul 4-1 la serie con i Thunder

La gara potete rivederla in replica con commento di Alessandro Mamoli e Marco Crespi alle ore 14, 17 e 21 su Sky Sport NBA

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Portland Trail Blazers-Oklahoma City Thunder 118-115

Lillard Time. Campione. Fenomeno. Predestinato. Chiamatelo come volete, ma il n°0 dei Blazers, da uomo in missione, è riuscito nella sua impresa: riportare la sua Portland in semifinale di Conference, a cinque anni di distanza da quel canestro sulla sirena con cui pose fine alla serie contro Houston. Stavolta Lillard ha voluto fare le cose in grande, giocando la sua miglior partita in carriera ai playoff sin dalla palla a due. All’intervallo lungo, nonostante i compagni fatichino a stargli dietro, i Blazers sono in partita grazie ai suoi 34 punti in due quarti. Una sfida chiaramente diversa dalle altre insomma, di quelle da dover marchiare a fuoco contro avversari che invece lottano per sopravvivere. OKC trova risorse inattese, oltre a un Westbrook che continua a martoriare il canestro di Portland. Paul George è chirurgico e quando serve i Thunder piazzano il parziale da 25-6 a cavallo degli ultimi due quarti, superando la doppia cifra di vantaggio e sognando già di riportare la serie a Oklahoma City. I Thunder però non hanno fatto però i conti con l’oste, con quel Lillard che prima regala un paio di assist per togliersi di dosso il raddoppio sistematico e poi gioca gli ultimi due possessi da campione. Da leader. Dopo il timeout a 35 secondi dalla sirena, sul -2 Portland, l’obiettivo dei padroni di casa è il 2x1: trovare subito il canestro per avere comunque a disposizione l’ultimo possesso. A Lillard però bastano meno di quattro secondi per prendersi in penetrazione due punti in reverse complicati soltanto da immaginare in una situazione del genere. 115-115, palla OKC: Westbrook a testa bassa carica e va a sbattere contro la difesa Blazers, che recupera il possesso lasciando 15 secondi abbondanti alla sua guida per giocarsi l’ultimo possesso. Lillard irride così la marcatura di George – uno dei migliori difensori della Lega – palleggiando a 11, 12 metri dal ferro. All’altezza del logo di metà campo, in pratica. Fino ai tre secondi dalla sirena. Poi palleggio, arresto e tiro. Con tutta la naturalezza del mondo e l’intero Moda Center pronto a esplodere di gioia. Un canestro che sancisce così i punti, 48,49 e 50 della sua partita, chiusa con 17/33 al tiro, 10/18 dall’arco, sei assist, sette rimbalzi e il titolo di miglior canestro dell’anno. Almeno fino al prossimo cronometro pronto a volgere allo zero.

OKC avanti di 10 lunghezze, poi il crollo nel finale

Un canestro, una giocata e una prestazione quella di Lillard che giustamente monopolizzeranno il racconto di una gara elettrizzante, partita di playoff da playoff. Tanto che l’inerzia e le tendenze sono più volte cambiate anche soltanto nel corso dell’ultimo quarto d’ora, aperto da un parziale Blazers che lasciava immaginare una comoda cavalcata dei padroni di casa – arrivati a toccare anche il +9. Un margine tutt’altro che rassicurante quando si gioca contro avversari che non hanno più nulla da perdere: OKC infatti le prova tutte con il quintetto piccolo, mandando in campo Schroder al posto di Steven Adams, cercando di non subire troppo a rimbalzo contro Enes Kanter e trovando punti e canestri preziosi. OKC infatti inverte la tendenza, piazza il parziale da 25-6 e passa dal -9 al +10, guidata da un George da 36 punti, 14/20 al tiro con tre triple e nove rimbalzi e da un Westbrook da 45 minuti in campo, 11/31 al tiro, 29 punti, 14 assist e 11 rimbalzi. Sì, tripla doppia d’ordinanza, sfruttando l’efficace 7/8 al tiro di Jerami Grant e il 7/10 del giocatore tedesco in uscita dalla panchina. I Thunder a sette minuti dalla sirena insomma, sembrano aver trovato la soluzione per allungare la serie. La lunga striscia di errori messi in fila nell’ultimo ottavo di gara però è impressionante: 3/10 dal campo complessivo, 1/4 ai liberi di squadre e tre palle perse, mentre dall’altra parte Lillard ritrovava brillantezza. Alla fine dunque, anche l’inerzia fa la differenza nel regalare al n°0 dei Blazers un altro canestro da ricordare sulla sirena. Uno di quelli che a Portland celebreranno a lungo, almeno fino alla prossima grande prodezza firmata dal miglior giocatore di questi primi dieci giorni di playoff.